Ma che bella sorpresa racconta le vicende di Guido (Claudio Bisio), romantico sognatore e professore di letteratura al liceo, la cui vita va in pezzi quando la sua fidanzata, con cui convive da anni, lo lascia per un altro uomo.


Paolo (Frank Matano) – un suo ex svogliato studente diventato insegnante di educazione fisica – è il suo migliore amico e farà di tutto per aiutarlo ad uscire dalla crisi. Per questo convocherà a Napoli i milanesissimi genitori di lui, interpretati dall’inedita e fulminante coppia Renato Pozzetto – OrnellaVanoni. La vita di Guido sembra tornare a sorridere grazie all’incontro con Silvia (Chiara Baschetti), sua nuova vicina di casa. Silvia non è solo bellissima, ma si intende di sport, tifa per la sua stessa squadra, ama girare per casa in lingerie e apprezza tutti i piccoli romantici gesti che Guido ama fare: passeggiate in bicicletta, mazzi di fiori, tramonti… insomma, la donna perfetta! Ma la donna perfetta esiste? Con questo interrogativo dovranno fare i conti i nostri protagonisti, compresa la bella Giada (Valentina Lodovini), vicina di casa romantica e innamorata segretamente di Guido.

Sono passati solo 4 mesi dall’uscita in sala del deludente Soap Opera eppure Alessandro Genovesi, regista de La peggior settimana della mia vita e Il peggior Natale della mia vita, torna al cinema a tempo di record con Ma che bella Sorpresa, suo 4° lungometraggio in 4 anni. Ma che bella sorpresa è un film liberamente tratto da A Mulher Invisível, film brasiliano del 2009 poi diventato serie tv nel 2012 con tanto di Emmy vinto nella categoria Best Comedy. Ambientata in una Napoli verace, tra l’omaggio a Vittorio De Sica e i colori da cartone animato, la pellicola di Genovesi è andata incontro all’ambito e ormai sempre più misterioso riconoscimento di interesse culturale dal taglio ministeriale. Una promozione che stride dinanzi al risultato finale, nell’idea (altrui) vincente ma mal amalgamato, cotto e infine servito.

Al di là del remake del film brasiliano, in Ma che bella sorpresa, tutto sembra avvicinarsi – troppo – anche a Benvenuti al Sud. Cambiano gli interpreti (neanche tutti vista la presenza di Bisio e della Lodovini) ma le dinamiche in molte situazioni sembrano quasi ripetersi, per una commedia all’italiana che sembra davvero sempre più in difficoltà che pare non riuscire a trovare la forza di reinventarsi.

La stessa spalla comica, questa volta impersonata da Frank Matano, entra ed esce dalla scena senza un vero e proprio nesso logico, cercando di portare quella vena di ilarità che però non sempre riesce a strappare sorrisi. Il cast nel complesso funziona e tra tutti spiccano le interpretazioni di un sempre ottimo Bisio, del già citato Renato Pozzetto e di una sorprendentemente incredibile Ornella Vanoni!

A piacerci in maniera particolare è stata invece la fotografia e la sceneggiatura. Le scelte fatte ci riportano alla memoria momenti di un cinema che non c’è più, tra citazioni che vanno nella direzione sia di De Sica che di De Filippo. Il tutto è inoltre avvalorato da una serie di scelte musicali che riportano in auge la canzone classica napoletana.

Per il resto, pur impostando un meccanismo più basico, meno pretenzioso rispetto a Soap Opera e più funzionalmente divertente, il film ci sembra che fallisca, prima di tutto per il modo in cui reintroduce la dicotomia nord-sud con una serie di gag e concetti di grana grossa a cui il cinema italiano ci ha abituati nell’ultimo decennio fino a non poterne più, ma sopratutto sbaglia bersaglio proprio nel tentativo di seguire un incedere di tipo musicale, perché tra i pezzi di Carosone e quelli di Murolo, tutto rimane in superficie e non imposta il ritmo né ci si compromette; siamo lontanissimi, per esempio, dal metissage musicale di Roberta Torre. Napoli, in fondo, nel film di Genovesi, finisce per essere osservata a distanza, dall’alto di un drone.