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Miss Sloane - Giochi di Potere

Miss Sloane – Giochi di Potere è un film di genere drammatico, thriller del 2016, diretto da John Madden, con Jessica Chastain e Gugu Mbatha-Raw.


Miss Sloane, il nuovo thriller politico del regista candidato Oscar John Madden, è la storia di una spietata lobbista sull’orlo dell’esaurimento, personale e professionale, che supera i limiti etici e legali pur di far approvare una controversa legge. Sollevando il velo sull’industria sotterranea e potente delle lobby, Miss Sloane porta alla luce le dinamiche e le strategie utilizzate per vincere al Congresso.

Brillante, sicura di sé e completamente priva di scrupoli, Elizabeth Sloane (Jessica Chastain) è una delle professioniste più potenti che briga dietro le quinte a Washington. Fiore all’occhiello di una società di lobbying della vecchia scuola capitanata da George Dupont (Sam Waterston), Miss Sloane è disposta a fare di tutto per i suoi clienti – anche se questo significa forzare le regole. Ma quando il capo della potente lobby delle armi si rivolge a lei per convincere l’elettorato femminile a opporsi a una legge che introdurrà nuove regole sulla vendita delle armi da fuoco, Sloane rifiuta di netto ed entra a far parte di un combattivo studio legale specializzato che rappresenta i sostenitori della legge. Insieme al CEO della società (Mark Strong) e a un gruppo di giovani e promettenti professionisti, Miss Sloane trama, manovra e manipola per arrivare a quella che promette essere una splendida vittoria. Ma il suo accanimento minaccia sia la sua carriera che le persone che le stanno a cuore. Compromessa, vulnerabile e sotto inchiesta da parte del Senato, Elizabeth Sloane potrebbe finalmente aver trovato pane per i suoi denti.

Diretto dal britannico John Madden (Shakespeare in Love, Marigold Hotel, tra gli altri), Miss Sloane è un film dall’ingranaggio rodatissimo, sorretto da una Jessica Chastain ancora una volta sontuosa e supportato da un ensemble di comprimari di prim’ordine.

Oscillando con buon ritmo tra il ritratto di una figura professionale borderline e ambigua (al netto di ben più di qualche stereotipo) e la cifra dello spy-thriller politico, con tanto di tecniche di sorveglianza, pedinamenti, doppiogiochismi e via dicendo, il film procede spedito verso l’obiettivo.

Un intrattenimento di ottimo livello, che ricalca in un certo modo opere tutto sommato affini come Le idi di marzo di Clooney o format centrati sul lavoro d’equipe e sull’isteria di alcune professioni (vedi The Newsroom di Aaron Sorkin, dove tra l’altro era presente anche Alison Pill, qui è Jane Molloy, il braccio destro della protagonista che decide di non seguirla quando cambia bandiera). Con tanto di (prevedibile) ribaltamento finale e chiusura surprise abbastanza forzata e a dir poco inverosimile. Ma, tutto sommato, va bene anche così.

Ma quello che viene alla luce è soprattutto, e come spesso accade nell’action thriller contemporaneo (in fondo anche Fast&Furious 8 parla di questo), la scomoda questione del controllo, esercitato dai lobbisti e dunque dalla politica, su tutto ciò che riguarda il privato cittadino, da quello che mangia e i relativi ingredienti, alle proteste, al voto elettorale. Ogni cosa è pilotata, con buona pace di quelle libertà fondamentali che la costituzione americana proclama. Ma d’altronde, è proprio lì che è contenuta quella norma che giustifica l’acquisto e la diffusione delle armi.

Ecco allora che Miss Sloane, allontanandosi dalla questione delle armi, si rivela in fondo – e il monologo finale della nostra eroina lo sancisce – come l’ennesima messa a fuoco delle contraddizioni insite nel sistema americano. Una storia già nota, certo, ma che tra citazioni socratiche e brillanti soluzioni narrative, riesce, qui come altrove, e dunque ancora una volta, a intrigare e indignare a sufficienza lo spettatore. D’altronde ambiguità e contraddizioni sono il motore immobile di tanto cinema statunitense, western compreso.