Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità è un film del 2019 diretto da Daniele Luchetti ed interpretato da: Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Vincenzo Ferrera, Franz Santo Cantalupo, Manfredi Pannizzo.


Paolo Federici, sposato e padre di famiglia, è appena stato vittima di un incidente stradale: all’incrocio con un semaforo, in sella al suo scooter, Paolo viene letteralmente travolto da un camion. Subito dopo Paolo si rivede in paradiso, dove in seguito alla morte prematura, gli viene concesso di ritornare sulla Terra.

Accompagnato da un angelo, Paolo ha a disposizione solo un’ora e trentadue minuti, durante i quali vorrà sistemare tutte le faccende importanti in sospeso, ma alla fine dovrà accontentarsi di trascorrere i suoi novantadue minuti in piccoli momenti di trascurabile felicità.

Francesco Piccolo, coadiuvato da Daniele Luchetti, ha scelto di attingere a due suoi libricini di grande successo editoriale, “Momenti di trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicità”, e di dare loro una struttura narrativa del tutto assente dalla collezione di brevi notazioni che costituiva l’ossatura (disarticolata) dei libricini.

È un atto di coraggio che si rivela premiante, perché Piccolo ha saputo estrarre l’anima e lo spirito dalla parola scritta, costruendo una storia leggera e profonda, elegante nella forma e poetica nei contenuti.

C’è un deus ex machina virtuale dell’intera operazione, ed è quel Nanni Moretti di cui Piccolo è frequente sceneggiatore e Luchetti è stato allievo: la storia di Paolo riesce a farci sentire “una minoranza di due”, ovvero unisce in spirito il protagonista ad ogni singolo spettatore disposto a riconoscersi nelle sue umane debolezze e nella sua visione particolare (ma umanamente universale). E la non-recitazione, nonché la dizione straniata e straniante, di Pif sono qui altrettanto efficaci della presenza di Moretti nei suoi film: una presenza stralunata e incongrua, soggetta a fissazioni e paranoie, sfuggente eppure sempre al centro della scena. In più il personaggio di Paolo (e l’interpretazione di Pif) aggiungono una nota di tenerezza e di bonaria indolenza “siciliana” che ben dispongono il pubblico all’accettazione del suo infantilismo dichiarato. Il resto del cast aggiunge freschezza (Thony nel ruolo delizioso della moglie, Angelica Alleruzzo e Francesco Giammanco in quelli dei figli) e solida professionalità (l’imprescindibile Renato Carpentieri, angelo custode di Paolo).

Ma è la struttura narrativa, coerente per tono e misura, a dare verità alla storia, ed è la regia agile ed esperta di Luchetti a contenerla in una forma filmica convincente da commedia francese, più americana (alla Lubitsch, per intenderci). Alcuni dettagli – il miraggio dell’aperitivo per le coppie con figli, il tormentone “Ma ce l’hai con me?” – fanno parte del tessuto quotidiano di molti, eppure non entrano quasi mai nella narrazione, perché contengono una dose di imbarazzo esistenziale che non siamo pronti a rivelare.

Il tema non è tanto quello della morte, ma quello dell’assurdità di vivere come se non si dovesse morire mai, ed è trattato con una originalità che ne attutisce lo spavento. Un paio di ricordi di Paolo – uno per tutti: l’episodio estivo – sono davvero ispirati, e traducono in immagini quella trascurabile felicità (e insieme infelicità) che caratterizza certi momenti pronti a ripresentarsi alla mente: magari non tutti i giorni, ma per sempre.

L’unica nota di demerito è il finale, che avverrebbe naturalmente “a fondo scala” (per non fare spoiler), e invece prosegue con un sermone inutile e una scenetta stucchevole, sopra una delle canzoni più melense di Adriano Celentano. Un peccato capitale, in conclusione ad una favola così ben raccontata.

È un mare a cui abbandonarsi e in cui galleggiare placidamente facendo il morto a galla Momenti di trascurabile felicità, assecondando il continuo passaggio dal presente e al passato e ascoltando la voce cantilenante di un Pif che si muove in una Palermo dove la Mafia per fortuna non c’è. E’ lui il punto di vista di un film che sembrava impossibile realizzare e che invece ha una sua storia e dei personaggi ben costruiti. Regista e sceneggiatore li raccontano attraverso un cinema della leggerezza e la scelta di parlare dell’attimo prima di morire si rivela felice, perché dà al racconto una certa urgenza e un pizzico di malinconia, che però non è il dolce struggimento di alcuni brani dei libri di partenza. Se Piefrancesco Diliberto parla un po’ troppo – agli altri, allo spettatore, fuori campo – sono belli i silenzi e gli sguardi di Thony, alle prese con una donna concreta, dolce e mai isterica.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Italiano Audiodescrizione
Sottotitoli Italiano NU Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Italiano Audiodescrizione
Sottotitoli Italiano NU Inglese
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film