Monsieur Lazhar è un film franco-canadese del 2012 diretto da Philippe Falardeau e con Fellag, Sophie Nélisse, Danielle Proulx, Jules Philip, Émilien Néron, Brigitte Poupart, Francine Ruel, Louis Champagne.

In una scuola elementare di Montreal un’insegnante muore tragicamente. Avendo letto la notizia sul giornale, Bachir Lazhar, un immigrato algerino di 55 anni, si presenta nella scuola per offrirsi come supplente. Immediatamente assunto per sostituire la maestra scomparsa, si ritrova in una scuola in crisi mentre è costretto ad affrontare un dramma personale. Poco a poco Bachir impara a conoscere il suo gruppo di bambini scossi ma attenti. Mentre la classe inizia il processo di guarigione, nessuno nella scuola è a conoscenza del passato doloroso di Bachir; nessuno sospetta che è a rischio espulsione dal paese in qualsiasi momento.

Il film è un racconto semplice, sia dal punto di vista della struttura che dell’estetica, assolutamente naturalistica, ma suscita emozioni forti perché sembra uscito da un passato più autentico, incarnato dal personaggio del titolo, che delle nuove locuzioni per l’analisi logica non sa nulla ma conosce la sostanza, quella che non muta. Un passato, soprattutto, in cui l’insegnamento era anche iniziazione e cioè trasmissione di una passione prima che di un sapere e in cui l’abbraccio tra maestro e bambino, così come lo scappellotto, non era proibito ma faceva parte di un relazione profonda, che non poteva non contemplare anche le manifestazioni fisiche. Monsieur Lazhar è dunque un film commovente, non pietistico né moraleggiante, che riflette sulla perdita ma fa riflettere anche noi su cosa ci siamo persi per strada.

Le istanze sociali, quali il rischio di espulsione del maestro dal paese o la solitudine famigliare di molti bambini, contribuiscono al clima del film ma non sgomitano per emergere là dove non servono. Il cuore del film resta la relazione tra i bambini -Alice (Sophie Nelisse) in particolare- e il maestro, ovvero l’incontro con l’altro, la scoperta reciproca delle storie personali che stanno dietro un nome e un cognome sul registro, da una parte e dall’altra della cattedra. È questa simmetria, infatti, che, se inizialmente può suonare un po’ meccanica, diviene poi responsabile della forza e della bellezza del film, specie perché il regista e sceneggiatore Philippe Falardeau non pone tanto l’adulto al livello dei bambini quanto il contrario. Posti di fronte alla necessità di superare un trauma che alla loro età non era previsto che si trovassero sulla strada, gli alunni di Bachir sperimentano il senso di colpa, la depressione e la paura esattamente come accade all’uomo, nel suo intimo.

Insegnando ai bambini e a se stesso a non scappare dalla morte, Lazhar (si) restituisce la vita.

Il film è stato nominato ai Premi Oscar 2012 nella categoria miglior film straniero. È stato il film più premiato in Québec e agli Jutra Awards, vincendo sette su nove categorie per cui è stato nominato e finalista nella maggior parte delle categorie dei premi Jutra. Ha inoltre vinto il Premio Città di Toronto come il miglior film canadese al Festival Internazionale dei film di Toronto. Ha anche ottenuto 9 nomination ai Genie Award vincendone poi 6 come miglior film, miglior attore, migliore attrice non protagonista, migliore sceneggiatura, migliore regia e migliore montaggio. Nell’agosto 2012 al Festival di Locarno dopo la sua presentazione ha vinto il premio del festival, il Variety Piazza Grande Award. Infine al Festival di Rotterdam Falardeau ha vinto il Premio del Pubblico, del valore di 10.000 euro, come regista del film in selezione ufficiale che ha ricevuto i più alti sondaggi da parte del pubblico.

Proprio in questi giorni la 01 Distribution ha rilasciato per il mercato dell’Home Video una duplice edizione della pellicola che è stata distribuita sia nella classica edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1, sia in una elegante confezione Blu Ray con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra di particolare e significativa rilevanza.