Napoli velata

Napoli velata è un film di genere thriller del 2017, diretto da Ferzan Ozpetek ed interpretato da: Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Biagio Forestieri, Lina Sastri, Isabella Ferrari, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone, Loredana Cannata, Carmine Recano, Angela Pagano.


In una Napoli sospesa tra magia e superstizione, follia e razionalità, un mistero avvolge l’esistenza di Adriana (Giovanna Mezzogiorno) travolta da un amore improvviso e un delitto violento.

Nel cast del nuovo film di Ferzan Ozpetek anche uno dei nuovi attori più promettenti del cinema (e delle serie) italiano come Alessandro Borghi, onnipresente in questa stagione. una partenopea doc, anche se nata a Udine, come Anna Bonaiuto. Nel cast anche Anna Sastri e Isabella Ferrari, già al lavoro con Ozpetek in Saturno contro e Un giorno perfetto. Un film corale, Napoli velata, con molti volti e caratteristi come tipico del cinema del regista.

Ferzan Ozpetek ama circondarsi degli stessi collaboratori, per cui non stupisce abbia scritto Napoli velata insieme allo storico cosceneggiatore, Gianni Romoli, oltre a Valia Santella. Girato interamente nella città partenopea, in sette settimane, conferma la passione mediterranea del regista turco di nascita e italiano di formazione.

A nemmeno un anno di distanza Rosso Instabul, il regista Ferzan Ozpetek con Napoli velata si lascia subito alle spalle le atmosfere più o meno autobiografiche del film precedente per tuffarsi in una vicenda dai contorni erotici e ammalianti, rivestiti però da una vena esoterica, da una simbologia smaccata – siamo a Napoli, dopotutto, la città della smorfia – e da un’evidente fascinazione, di certo non inedita, per il tema del doppio di depalmiana e hitchcockiana memoria, riletto da Ozpetek a modo suo, strizzando l’occhio ai suoi esordi ma anche al giallo all’italiana.

Rispetto al melodramma spinto di Allacciate le cinture e all’approccio più ovattato di Rosso Istanbul la sensazione, in questo caso, è quella di un ritorno alle passioni violente dell’Ozpetek più fortunato, quello de La finestra di fronte ma non soloNon a caso il regista di Saturno contro si riappropria di Giovanna Mezzogiorno e costruisce intorno al suo sguardo profondo, attraversato da ombre antichissime, un caleidoscopio di simboli spesso elementari. Una danza macabra intorno a una città, Napoli, che con la morte ha in fin dei conti una familiarità non indifferente e che qui è presenza di volta in volta matriarcale, uterina, grottesca, macabra, strangolante. Come fosse una spirale vorticosa, oltre che uno scrigno ambiguo.

Ogni ruolo interpretato evidenzia un aspetto diverso rendendo Napoli velata un film suadente che non ha la presunzione di mostrare una verità documentaristica, ma che lascia allo spettatore la libertà di intuirla attraverso lo scontro tra razionalità e superstizione in modo non convenzionale: Adriana sarà a tratti derisa dalla stessa tradizione popolare nell’incontro con Donna Assunta (Maria Luisa Santella). La città, pudica e puttana, spia, lega e non protegge. Eros e Thanatos si sfidano distrattamente attraverso un percorso misterico che ripercorre una città da cui non è possibile scappare perché appassiona e tortura. Il racconto è corale, ma per contraddire la solitudine di ogni interprete. Il cibo, spesso metafora di convivialità nella filmografia del regista, è considerato in questo caso come elemento di estraniazione che lega la protagonista al suo segreto ossessivo. La sceneggiatura verte su una città che un attimo prima di morire sceglie di vivere, ma non completamente, come fosse un colpo di scena inaspettato.

Il botteghino in sorprendente crescita dei primi giorni di sfruttamento pare confermare il giudizio della maggior parte della critica, che ha applaudito il film di un Ozpetek tornato ad essere coinvolgente e ben più convincente del disastroso Rosso Istanbul. Bisogna ammettere che però siamo ancora lontani dai livelli commerciali ma memorabili dei primi lungometraggi del regista e in particolare della sua hit Le Fate Ignoranti.

A mancare ogni tanto è il trasporto emozionale dello spettatore e talvolta si cade nella svolta prevedibile, complice anche la somiglianza di trama e situazioni con altri titoli che affrontano le tematiche del doppio e di strane apparizioni quasi sovrannaturali.