Nella tana dei lupi

Nella tana dei lupi è un film di genere azione, drammatico del 2018, diretto da Christian Gudegast ed interpretato da: Gerard Butler, Pablo Schreiber, 50 Cent, O’Shea Jackson Jr., Brian Van Holt, Eric Braeden, Maurice Compte, Evan Jones, Jordan Bridges, Lewis Tan, Mo McRae, Michael Papajohn, Dawn Olivieri, Kaiwi Lyman, Meadow Williams.


In Nella tana dei lupi, il film diretto da Christian Gudegast, la più famigerata banda di rapinatori degli Stati Uniti sta preparando il colpo del secolo ai danni dell’inespugnabile Federal Reserve Bank di Los Angeles, città che vanta il più alto tasso di rapine al mondo.

Nella gang, capitanata dall’impassibile Ray Merriman (Pablo Schreiber), spiccano il temibile Enson Levoux (Curtis “50 Cent” Jackson), il veterano Bosco Ostroman (Evan Jones) e “l’autista” Donnie Wilson (O’Shea Jackson, Jr.), barista ed ex detenuto con un passato misterioso alle spalle.

Non sono dei ladri come tutti gli altri: agiscono con precisione chirurgica, pianificano tutto nei minimi dettagli e possono contare sull’esperienza maturata durante l’addestramento paramilitare e i periodi trascorsi in carcere. Il loro destino si scontra con la tempratissima squadra speciale anticrimine capitanata da “Big Nick” O’Brien (Gerard Butler), che sfrutta metodi non convenzionali e spesso poco ortodossi per catturare i criminali più pericolosi e sfuggenti.

Nel frattempo, la vita privata di O’Brien va a rotoli: il trauma di una rapina finita male, che ha comportato la morte di alcuni suoi colleghi, gli crea grossi disturbi del sonno e, come se non bastasse, la moglie ha deciso di lasciarlo, ormai esasperata dal suo stile di vita, strettamente legato all’abuso di alcol e alla mancanza di scrupoli etici. A O’Brien non resta che buttarsi a capofitto nel lavoro per distrarsi e rimettersi in sesto. Si lancia così in una caccia senza sosta a Merriman, che da tre anni tiene in scacco le autorità con una serie di ambiziose rapine sempre impunite. Al fianco di O’Brien troviamo il suo protetto Tony Zapata (Kaiwi Lyman-Mersereau), il don giovanni Gus Henderson (Moe McCrae), l’implacabile gangster della zona sud di Los Angeles Murphy “Murph” Collins (Brian Van Holt) e Benny “Borracho” Magalon (Maurice Compte), amante della bottiglia e del gioco d’azzardo. Anche loro come O’Brien, aizzati dal sanguinoso assalto al furgone blindato, si accaniscono contro la banda di Merriman. Ben presto risulta evidente che, in questa sorta di gioco del gatto e del topo dai ritmi serratissimi, nessuno dei due schieramenti ha intenzione di agire in modo convenzionale… Non uno scontro tra buoni e cattivi ma uno scontro tra due gruppi di professionisti che si affrontano ad armi pari, senza esclusione di colpi né alcuno scrupolo.

Tenendo bene in mente (e nel mirino) il cinema programmatico di Michael Mann (Heat è chiaramente il punto di riferimento per Gudegast) Nella Tana dei Lupi racconta una semplice storia di guardie e ladri, della rapina dei cattivi e delle contromisure dei buoni per impedire quella rapina, di pianificazione, ma soprattutto di confini sottilissimi a separare i protagonisti (i cattivi raccontati come fossero buoni, i buoni descritti mettendone in risalto i numerosi difetti).

Nella Tana Dei Lupi non è insomma un film che rifiuta l’impianto classico, anzi lo adora, lo rispetta e lo vuole usare a proprio vantaggio. È un film che non si vergogna di indugiare con piacere negli stereotipi noti, come l’agente di polizia dalla vita privata derelitta, appesantito di mattina dall’alcol della sera precedente e infastidito dal solo arrivare dei maledetti federali con i loro bei abiti stirati sulla sua scena del crimine, ma sa come usare ogni elemento noto e ripetitivo dei polizieschi per compiere quell’impresa encomiabile che è: costruire un classico.

Non regala molte sorprese (lo stesso colpo di scena finale, per quanto riuscito, non brilla per originalità) e soffre di una caratterizzazione forzata di alcuni personaggi chiave, ma Nella Tana Dei Lupi si rivela un godibile prodotto di genere capace di regalare emozioni a buon mercato con relativa semplicità. La contrapposizione tra la squadra anticrimine e la banda criminale, incentrata come ovvio sulle figure dei rispettivi leader, può contare su un cast di facce giusto al posto giusto, mentre lo sceneggiatore Christian Gudegast, al suo esordio dietro la macchina da presa nel cinema di finzione, sa come gestire le dinamiche action thriller con la necessaria spavalderia.