Non ci resta che il crimine

Non ci resta che il crimine è un film di genere commedia del 2019, diretto da Massimiliano Bruno ed interpretato da: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, Massimiliano Bruno, Daniele Trombetti, Daniele Blando, Emanuel Bevilacqua, Sara Baccarini, Lorenzo Lucchi.


Non ci resta che il crimine, il film di Massimiliano Bruno, è una commedia in cui la realtà supera l’immaginazione e in cui tutto può succedere come per esempio ritrovarsi improvvisamente, per destino o per caso, negli anni 80.

È esattamente quello che succede a tre improbabili amici che hanno fatto dell’arte di arrangiarsi uno stile di vita.

Siamo a Roma nel 2018 e tre amici di lungo corso, con scarsi mezzi ma un indomabile talento creativo, decidono di organizzare un “Tour Criminale” di Roma alla scoperta dei luoghi che furono teatro delle gesta della Banda della Magliana.

L’idea, ne sono convinti, sarà una miniera di soldi. Abiti d’epoca, jeans a zampa, giubbotti di pelle, stivaletti e Ray-Ban specchiati, ed è fatta, sono pronti per lanciarsi nella nuova impresa.

Se non fosse che, per un imprevedibile scherzo del destino, vengono catapultati negli anni 80 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e si ritrovano faccia a faccia con alcuni membri della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio.

Per non parlare dell’incontro con una vulcanica e dirompente ballerina che rischia di scombinare ancora di più le carte. Per i tre amici potrebbe rivelarsi una ghiotta occasione di riscatto oppure…

Protagonisti del film sono Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli e lo stesso Massimiliano Bruno.

Questa è la base da cui Non Ci Resta Che Il Crimine lotta per non diventare un film d’avventura. E lotta con tutte le sue forze. A leggere gli eventi infatti, a guardarne la scansione e a sentire un po’ dei dialoghi sembra di capire che sulla carta il film avesse un certo potenziale drammatico e avventuroso, addirittura (cosa stranissima per il cinema di commedia italiano) che non avesse paura di eventi duri, traumatici e clamorosi. Tuttavia Non Ci Resta Che Il Crimine nella pratica fa di tutto per attenuare questa componente. Se la sceneggiatura parla di intrecci, tensione, scoperta e un po’ d’azione, il film li mitiga con inquadrature poco curate e luce chiara da commedia, se la sceneggiatura parla di morti ammazzati, il film mitiga lasciando l’omicidio fuori campo o senza dargli importanza. Se infine la sceneggiatura parla di rincorse e clamorose svolte, il film non riesce a dargli il carattere per l’appunto clamoroso e a sorpresa che dovrebbero avere.

Lo script firmato da Massimiliano Bruno in compagnia di Andrea Bassi, Nicola Guaglianone e Menotti vede i tre amiconi, piuttosto simpatici anche se non particolarmente svegli, interpretati da attori quali Marco Giallini, Alessandro Gassmann e Gianmarco Tognazzi, incappare nel wormhole mentre lavorano al loro tour dedicato ai luoghi storici dei trionfi e delle nefandezze della famigerata banda della Magliana: ed è proprio nel covo della sanguinaria organizzazione criminale che si ritrovano, nel giugno del 1982, con la città infervorata per i Mondiali di calcio e quell’atmosfera di fiducia e benessere che chi quegli anni li ha vissuti ricorda bene.

Mischiare i generi e guardare agli anni ’80 sembra essere, ultimamente, la formula magica di Nicola Guaglianone, che ha scritto questo film con Menotti, Andrea Bassi e il regista, ed è artefice di un altro successo attualmente nelle sale, La Befana vien di notte (ad oggi 7 milioni di euro di incasso), che richiama i teen movie di trent’anni fa. Anche Non ci resta che il crimine è un film pop che non mancherà di avere i suoi estimatori, ma dal connubio tra viaggio nel tempo e Banda della Magliana ci si aspettava forse qualcosa di più esplosivo, al di là di qualche buona trovata nei costumi.

Mai come in Non ci resta che il crimine si sente la nostalgia di quei caratteristi come Mario Brega, Angelo Bernabucci o i fratelli Carotenuto. Senza di loro le atmosfere trasteverine rimangono disegno bidimensionale ad uso e consumo dei protagonisti Giallini ed Ilenia Pastorelli. Una buona alternativa sono sicuramente Marco Conidi (frontman della romanissima Orchestraccia) nei panni dell’allibratore clandestino che accetta le scommesse sui Mondiali, oppure il «pasoliniano» Emanuel Bevilacqua che fa Er Bove.

Di questo però a Bruno e soci non se ne può fare di certo una colpa. Quella comicità romana, ahinoi, è perduta.