Non succede ma se succede...

Non succede, ma se succede… (Long Shot) è un film del 2019 diretto da Jonathan Levine ed è interpretato da: Charlize Theron, Seth Rogen, O’Shea Jackson Jr., Randall Park, June Diane Raphael, Ravi Patel, Bob Odenkirk, Alexander Skarsgård, Andy Serkis, Aviva Mongillo, James Saito, Tristan D. Lalla, Aladeen Tawfeek, Nathan Morris (I), Wanya Morris (), Shawn Stockman, Isla Dowling.


Nel 2019, il segretario di Stato americano Charlotte Field apprende che il presidente Chambers non ha intenzione di candidarsi per un secondo mandato e lo convince a sostenerla come potenziale candidata alla presidenza.

Nel frattempo, Fred Flarsky, giornalista di New York, scopre che il giornale per cui lavora è stato acquistato da Parker Wembley, un ricco magnate dei media la cui etica si oppone a quella di Fred. Furioso, abbandona prontamente il giornale ma non riesce a trovare un altro lavoro. Depresso, si rivolge al suo migliore amico Lance, che lo porta ad un evento di raccolta fondi di beneficenza a cui partecipa anche Charlotte. Lei e Fred si riconoscono, poiché lei fu sua babysitter e una sua cotta segreta quando erano adolescenti. Wembley però li interrompe per pianificare un incontro con Charlotte, portando Fred ad attaccare l’uomo prima di andarsene.

Dopo aver letto alcune delle colonne di Fred, Charlotte decide di assumerlo per scrivere i suoi discorsi, nonostante le proteste della sua manager Maggie, e così Fred accetta il lavoro. Durante un vertice dei leader mondiali, Charlotte è costretta a rivedere un discorso che prevede una revisione ambientale pianificata per placare alcuni dei suoi elettori. Quando Fred si oppone e la richiama ad abbandonare la sua morale, lei cambia idea e il discorso è un successo.

I due continuano a trascorrere del tempo insieme e, con la scusa da parte di Fred di saperne di più su Charlotte per i suoi scritti, iniziano a diventare più intimi. Alla fine, dopo essere sopravvissuti a una rivoluzione a Manila, iniziano una relazione. Dopo averlo scoperto, Maggie cerca di avvertire entrambi che il pubblico non li accetterà mai come coppia. Quando Chambers ordina a Charlotte di rimuovere i piani per preservare gli alberi, come alcuni suoi amici hanno chiesto, lei si scatena con Fred aumentando l’estasi. Una crisi di ostaggi si verifica subito dopo e, nonostante sia ancora alta, Charlotte riesce a sconfiggere i rapitori e liberare l’ostaggio.

Anche se l’incidente aumenta il grado di approvazione di Charlotte, Chambers la affronta nel suo ufficio insieme a Wembley, che ha un interesse acquisito a rimuovere gli alberi come parte del suo piano. I due la ricattano con un video hackerato dalla webcam di Fred, che raffigura Fred mentre discute della sua relazione con Charlotte e si masturba su un video di uno dei suoi discorsi. Il video culmina con Fred che eiacula sulla sua faccia. Charlotte mostra a Fred il video compromesso e lo informa di aver accettato l’ultimatum, comunicandogli che vuole presentare pubblicamente la loro relazione una volta che la sua immagine è stata ripulita. Deluso e incapace di cambiare, rifiuta e i due si lasciano.

Di ritorno a New York, Fred parla con Lance, che gli dice che è stato troppo testardo con i suoi principi e con il rifiuto di considerare i bisogni e le opinioni degli altri. Durante il suo annuncio di candidarsi alla presidenza del 2020, Charlotte cambia d’improvviso idea, rivelando il ricatto di Wembley e Chambers e descrivendo il contenuto del video poco prima della sua imminente diffusione da parte dei due uomini. Fred cerca Charlotte e la trova ad aspettarlo nel suo appartamento. Ammettono di amarsi e fuori incontrano la stampa; Charlotte presenta a tutti Fred come suo ragazzo. Nel 2021, Charlotte è diventata la prima presidente donna americana e la coppia si sposa. Fred diventa “Primo Mister” e acquisisce il cognome della moglie.

La coppia di produttori Seth Rogen ed Evan Goldberg aggiorna ai nostri tempi la favola democratica alla Frank Capra: nel 2019 il signor Smith va ancora a Washington, ma questa volta non diventa senatore degli Stati Uniti bensì first mister, il marito della prima presidentessa nella storia degli Stati Uniti…

Che una donna abbia ricoperto la carica di Segretario di Stato (l’equivalente del nostro ministro degli esteri) è un fatto riscontrato più volte nella storia americana. Che una donna sia diventata Presidente, invece, è uno di quei passaggi epocali che al momento stiamo ancora aspettando. Tre anni fa stava per succedere, ma poi andò come andò e tutto quello che oggi cinema e tv possono fare è immaginare come sarebbe potuta andare diversamente. In House of Cards, ad esempio; in Homeland, Independence Day – Rigenerazione, negli sketch di Amy Schumer oppure in questo Non succede, ma se succede, in cui il Segretario di stato interpretato da Charlize Theron diventa presidente fra mille difficoltà (e dopo un discorso che sembra venire anch’esso venire da un film di Capra).

Tra la candidatura e le elezioni, però, c’è un film intero da costruire, e come spesso accade con Rogen e Goldberg (fiancheggiati da una vasta squadra di produttori, tra cui la stessa Theron) il problema sta nella difficoltà di mantenere un equilibrio tra la scaltrezza dell’idea di partenza (come già successe con The Interview) e le necessità narrative della commedia.

Qui a restare separati sono proprio i due elementi che a partire da una distanza apparentemente incolmabile dovrebbero in realtà incontrarsi: la comicità del Rogen attore, legata ai tempi rapidi e ai commenti autoironici dello stand-up comedian, e la presenza di Charlize Theron, che non ha il physique du rôle dell’attrice comica e per questo si cala nella parte di una donna rigida che deve negoziare l’ambizione con i sentimenti. La sua Charlotte, creazione della sceneggiatrice Liz Hannah (che ha scritto il film con Dan Sterling ed è anche autrice dello script di The Post), è un personaggio irrisolto, figlia dell’emancipazione femminile nella politica americana, ma estranea con la sua indipendenza alla volgarità del dibattito dei media che il film abilmente riproduce (anche la battute sulle mestruazione della presidente è presa proprio dalla Schumer…).

Che, insomma, Non succede ma se succede – versione italiana dell’originale Long Shot, cioè “azzardo”, ma anche ripresa unica e prolungata, in riferimento a un video che mostra Fred masturbarsi (siamo pur sempre in un film con Rogen!) e che potrebbe rovinare Charlotte – voglia partecipare allo spirito dei tempi, è cosa piuttosto evidente e a suo modo interessante. Eppure resta un film composto da tante pedine che funzionano solo singolarmente: l’ironia sugli obblighi d’immagine di una quarantenne che non può mostrare la pelle cadente degli avambracci; la presa in giro di un fascinoso premier canadese (Alexander Skarsgård) molto simile a Justin Trudeau; Andy Serkis che si traveste da magnate della stampa e sembra il tremendo Mr Potter di La vita è meravigliosa; il Presidente degli Stati Uniti (Bob Odenkirk) che di mestiere faceva l’attore; il cammeo dei Boyz II Men; i riferimenti alla comicità americana degli ultimi anni, da Jimmy Fallon in giù…

Tutto fa brodo ma poco si tiene, compresi gli inserti d’azione fuori luogo e l’inevitabile parabola di un amore fra una donna potente e un uomo comune (idea presa a sessi invertiti da Il presidente – Una storia d’amore) che nasce, muore e poi trionfa.

È come se Rogen e Levine, ancora insieme dopo 50/50 e Sballati per le feste!, avessero rielaborato vent’anni di cultura pop e liberal americana e l’avessero inserita a forza in una commedia a volte divertente ma troppo lunga, buona giusto per diventare lo specchio di questi tempi di brutta politica, giuste battaglie e belle speranze.

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Leone Film Group
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2020
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film