Opera senza autore

Opera senza autore (Werk ohne Autor) è un film del 2018 scritto e diretto da Florian Henckel von Donnersmarck ed interpretato da: Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci, Cai Cohrs, Lars Eidinger, Rainer Bock, Florian Bartholomäi, Hanno Koffler, Pit Bukowski, Ulrike C. Tscharre, Ben Becker.


Opera senza autore, il film diretto da Henckel von Donnersmarck racconta una storia, ispirata a eventi reali, piena di suspense, sul significato dell’arte e sulla ricerca dell’identità artistica che si svolge nel corso di tre decenni, nel dopoguerra tedesco.

Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta infatti tre epoche di storia tedesca attraverso l’intensa vita dell’artista Kurt Barnert (Tom Schilling), dal suo amore appassionato per Elisabeth (Paula Beer), al complicato rapporto con il suocero, l’ambiguo Professor Seeband (Sebastian Koch) che, disapprovando la scelta della figlia, cerca di porre fine alla relazione tra Kurt ed Elisabeth. Quello che nessuno sa è che le loro vite sono già legate da un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima.

Liberamente ispirato alla vita di Gerhard Richter, artista tedesco nato a Dresda nel 1932, formatosi nella Germania sovietica e passato a Ovest per amore della pittura astratta, Opera senza autore ritrova Florian Henckel von Donnersmarck e il potenziale romanzesco del suo cinema.

Quella maniera umanista di trattare le pagine nere della storia tedesca e di assumere la dimensione di una favola universale sul totalitarismo. La presenza di Sebastian Koch, drammaturgo sorvegliato in Le vite degli altri e nazista clemente nel Black Book di Verhoeven, ha l’effetto di rinforzare questa idea di cinema à l’ancienne, diretto con audacia e finezza hitchcockiane.

Dopo aver affrontato le ombre della Repubblica democratica tedesca (Le vite degli altri), l’autore attraversa le stagioni di un uomo attraverso le stagioni del suo Paese (nazismo, Guerra fredda, anni Sessanta). Ancora una volta si tratta di un film politico, di quelli che rivisitano la storia della propria nazione senza tabù e testimoniando lo stato adulto della sua società. Alla maniera della sua ispirazione, il film pratica simultaneamente due registri, realismo e astrazione, muovendo da Est a Ovest e affermando il posto della pittura nell’arte contemporanea.

Dell’arte di Gerhard Richter, von Donnersmarck cattura il grigio del piombo e delle ceneri del XX secolo. Il grigio è assenza. Il grigio non ha l’autorità tirannica del nero e nemmeno il bagliore accecante del bianco. In natura, è grigia la cenere, quello che non è, ed è grigia la nebbia, quello che dissimula la vista. La sparizione sembra la sua funzione. Sola eccezione, evidente, è la fotografia. Impero del grigio, almeno fino a quando la chimica dei colori è rimasta incerta, la fotografia è al centro del lavoro di Richter e del film di von Donnersmarck, che arriva forse troppo tardi al cuore del suo proposito, deragliando il film e il suo potenziale nel melodramma iperbolico.

Perché il vero interesse di Opera senza autore dimora a Ovest di sé, nella Germania e nella porzione di film emancipata dalla dittatura commerciale. È lì che il film decolla riprendendo come Richter i ritratti in uniforme della Wehrmacht, della zia condannata dall’eugenetica nazista e del medico colpevole di quella campagna di eutanasia. I quadri del pittore, quello reale e quello finzionale, riproducono sulla tela foto in bianco e nero, il pennello le ricalca e quando la materia pittorica è ancora fresca, Richter/Barnert la graffia con lentezza e uno strumento leggero, un gesto morbido ma sufficiente perché le linee si confondano e le forme perdano la nitidezza. Il risultato sono immagini fantomatiche, frammenti di un inventario autobiografico, di un mondo senza colore. Grigio è il tono della storia della Germania tra il 1933 e il 1945, un grigio tragico che dissimula dietro le ombre brandelli di memoria.

Se Richter dipinge la Storia partendo da fotografie che riproduce sfumandole, von Donnersmarck la interroga dipingendo affreschi emblematici del passato. In entrambi i casi, l’effetto è di costringerci a guardare più da vicino.

 

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video ND
Formato audio ND
Sottotitoli ND
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video ND
Formato audio ND
Sottotitoli ND
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

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