Oro verde

Oro verde – C’era una volta in Colombia (Pájaros de verano) è un film drammatico del 2018 diretto da Ciro Guerra e Cristina Gallego.


Il cast della pellicola è interpretato da: Carmiña Martínez, José Acosta, Jhon Narváez, Natalia Reyes, José Vicente, Juan Bautista Martinez, Greider Meza, Miguel Viera, Sergio Coen, Aslenis Márquez, José Naider, Yanker Díaz, Victor Montero, Joaquín Ramón, Jorge Lascarro, Germán Epieyu, Luis Alfaro, Merija Uriana, Gabriel Mangones, Natalia Pinzón.

Alla fine degli anni Sessanta, in Colombia, nella regione settentrionale abitata dagli indiani Wayuu, che ancora vivono di pastorizia e coltivazione della terra, l’ambizioso Rapayet decide di sposare la giovane Zaida. Per farlo deve procurarsi una dote adeguata e, per trovare denaro sufficiente, è costretto a commerciare un carico di marijuana attraverso i Peace Corps con l’aiuto dell’amico Moises. Dopo aver sposato Zaida continua con questa attività, che aumenta nelle dimensioni e nella quale coinvolge anche la sua famiglia. Dopo un incidente con i trafficanti americani causato da Moises, è costretto ad allontanare l’amico e poi, in un’escalation di violenza, ad ucciderlo, cosa che lo perseguiterà negli anni successivi.

In poco tempo Rapayet convince delle proprie capacità imprenditoriali i capi-clan, tra cui la matrona Ursula, e avvia un fiorente commercio di marijuana verso gli Stati Uniti, alleandosi per interesse con una famiglia rivale. La ricchezza derivante dal narcotraffico modifica radicalmente lo stile di vita della comunità di Rapayet e conduce ad uno scontro fratricida con gli alleati. Infatti Leonidas, giovane e alcolizzato figlio di Ursula, violenta una delle figlie di Anibal, il capo-clan alleato: questo causa la guerra tra i due clan, che verrà combattuta cercando di rispettare usi e tradizioni di un mondo in via di sparizione e che porterà alla fine di entrambe le famiglie. Sopravviverà solo la figlia minore di Rapayet.

Oro verde è un film antropologico che si trasforma inaspettatamente in un gangster movie seguendo la disgregazione di un popolo nel passaggio da un’economia arcaica a una di tipo capitalistico.

«30 capre, 20 mucche, 5 collane e 2 muli»: è la dote pagata da Rapayet per sposare Zaida all’inizio di Oro verde – C’era una volta in Colombia (versione italiana a metà tra Herzog e Leone dell’originale Pajaros de verano). Negli anni ’60 del ‘900, un popolo che ha saputo difendersi «contro i pirati, gli inglesi, gli spagnoli e i governi» preserva ancora intatta la sua natura fuori dal tempo. Come nel precedente El abrazo dela serpiente, Ciro Guerra – a cui si aggiunge alla regia la co-sceneggiatrice e produttrice Cristina Gallego – lavora da antropologo, riprendendo con sguardo documentaristico il rituale di corteggiamento dei Wayuu e indagando le dinamiche interne a una comunità.

Ma laddove non ha potuto la Storia, possono il denaro e l’economia di mercato: i soldi ricavati dal narcotraffico verso il Nord America mutano nel giro di pochi anni la geografia umana e sociale della famiglia di Rapayet. I muli sono sostituiti dalle jeep, i coltellacci dalle pistole, un raggruppamento di capanne da un fortino blindato, e il film stesso si trasforma in un gangster movie sull’ascesa e la caduta di un narcotrafficante.

La violenza e il calcolo economico diventano i principi regolatori di un mondo che evolve alla velocità della luce, ma che, paradossalmente, nel momento in cui si allontana dalle proprie radici si ritrova attorno alle proprie tradizioni. A differenza infatti di quanto avviene nel cinema americano – a cominciare dai film di Scorsese o dalla saga del Padrino, in cui la parabola ascendente della mafia italoamericana porta a una perdita dei legami col passato – nella guerra tra i clan Wayuu a dominare sono regole ancestrali fatte rispettare dai membri anziani.

I rituali di vendetta e di compensazione del sangue compiuti in nome della sete di potere non sono diversi da quelli matrimoniali dell’incipit, ma sono di segno opposto, presagi di morte e di tragedia, e sono raccontati con modalità che non appartengono più alla natura di chi li pratica.

Senza alcun riscontro con l’evoluzione della società colombiana – che nell’arco temporale del film entra nella modernità e vede l’affermarsi dei cartelli della cocaina di Medellin – la guerra fratricida dei Wayuu esce progressivamente dalla Storia ed entra in una dimensione simbolica che documenta alla pari di un saggio d’antropologia l’annientamento di un popolo.

Il passaggio stesso del film da uno sguardo di tipo etnografico a uno spettacolare – con la scena dell’assedio al castello che potrebbe appartenere a un action americano – testimonia di una trasformazione epocale che non riguarda solamente l’economia di una società, ma più in generale e in modo ancora più drammatico la sua cultura e il suo immaginario inevitabilmente colonizzati.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Academy Two
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Academy Two
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film