Il film è basato su una serie di romanzi di Donald Westlake, e narra di un ladro con un codice d’onore che gli impedisce di rubare a chi ha difficoltà economiche. Questo non significa che non sappia essere vendicativo quando sia richiesto dalle circostanze.

Non tutti, vedendo al cinema Parker, il nuovo action con protagonista Jason Statham, si renderanno conto che si tratta di un piccolo evento storico. È infatti la prima volta che il famoso criminale gentiluomo creato da Donald E. Westlake (sotto lo pseudonimo Richard Stark) appare al cinema con il suo vero nome. Westlake, morto nel 2008, ha sempre detto che lo avrebbe concesso solo se Hollywood avesse adattato tutti i suoi romanzi, così, nei vari film che lo hanno visto protagonista, tra cui Senza un attimo di tregua con Lee Marvin e Payback con Mel Gibson, era sempre stato chiamato in modo diverso (Walker e Porter nei due esempi succitati). Dopo la morte di Westlake, la vedova ha finalmente concesso l’uso del vero nome al cinema. Così nasce Parker.

Peccato che il 70enne Hackford, Premio Oscar nel 1979 grazie al corto Teenage Father per poi partorire titoli come Ufficiale e gentiluomo, L’ultima eclissi, L’avvocato del diavolo e Ray, abbia dato vita ad uno di quei film produttivamente illogici, perché dalle evidenti potenzialità eppure piatti, privi di mordente e reale interesse, di sbalzi autoriali o anche solo iconici, galleggiando a metà strada tra una portata di carne ed uno di pesce. Una di quelle opere in cui è la mediocrità a dominare la scena, perché a mancare più di tutto è proprio l’energia, la vitalità nell’action che in film come questi dovrebbe esplodere dallo schermo, limitandosi invece a vivacchiare tra una spenta scazzottata e l’altra.

Sulla carta c’era comunque del materiale su cui poter lavorare, almeno a livello di cast (escludendo l’agghiacciante J.Lo.) ma evidentemente la toppata c’è stata in fase di sceneggiatura. Questo Parker (Statham) è un criminale di professione, tra i migliori rapinatori in circolazione e viene coinvolto dal suo socio storico (Nolte) in un colpo facile facile ad una fiera di paese. Il colpo va bene ma quando il capo dell’operazione (Chiklis) obbliga Parker a partecipare ad un’altra rapina senza pagarlo per quella compiuta cominciano i guai. Se non sei la soluzione sei parte del problema: Parker viene lasciato agonizzante per strada dai suoi ex complici che, credendolo morto se ne vanno per la loro strada. Ma Jason Statham potrebbe mai morire dopo 20 minuti di film? Jason Statham potrebbe mai partecipare a un film dove non è costretto a vendicarsi di qualcuno? La risposta ovviamente è no.

Per una volta, Jennifer Lopez dà un contributo non solo estetico (a parte uno striptease gratuito ma necessario per il pubblico maschile), anche se le sue scene distraggono a volte eccessivamente l’attenzione dalla trama thriller. Ma, a parte gli ottimi contributi di Nick Nolte e di un’irresistibile Patti LuPone nel ruolo della madre del personaggio di Jlo, agli altri attori resta ben poco da fare, soprattutto all’ottimo Michael Chicklis, capo della banda di rapinatori che ha imbrogliato Parker e su cui lui cerca ostinatamente vendetta.

Parker in termini di combattimenti, inseguimenti e azione seminerà coinvolgimento e intrattenimento ma globalmente il film lascia tanti dubbi e qualche buco di sceneggiatura: il personaggio di Nick Nolte, ad esempio, scompare all’improvviso dalla storia senza sapere perché. Parker dunque è sicuramente più un thriller che un noir con potenzialità alte che sfioriscono in una scrittura non attenta, poco vigorosa e in una durata di due ore che affievolisce tutto.

Tirando le somme, Parker si riduce a questo: un classico action thriller con due bellissimi protagonisti e con qualche dialogo azzeccato che, nel bene o nel male, finisce per intrattenere senza mai trascinare eccessivamente lo spettatore che alla fine del film si renderà conto di non essersi sentito coinvolto da ciò che ha visto.