Peterloo

Peterloo è un film del 2018 scritto e diretto da Mike Leigh ed interpretato da: Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley, David Moorst, Rachel Finnegan, Tom Meredith, David Bamber, Tim McInnerny, Teresa Mahoney, Nico Mirallegro, Karl Johnson, Leo Bill, Mark Ryan, Philip Jackson.


Peterloo, il fim diretto da Mike Leigh, è un ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno pro-democrazia riunitosi presso St Peter’s Fields a Manchester si trasforma in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica.

Una folla di oltre 60.000 persone radunate per richiedere riforme politiche e per protestare contro i crescenti livelli di povertà viene attaccata dalle forze governative. Molti manifestanti furono uccisi e centinaia rimasero feriti, dando vita a proteste in tutta la nazione, ma anche a nuove repressioni da parte del governo.

I fatti di Peterloo rappresentano un momento fondamentale nella definizione della democrazia britannica e hanno giocato un ruolo importante anche nella fondazione del quotidiano The Guardian.

Mike Leigh drammatizza gli eventi che precedettero e si consumarono durante il cosiddetto “massacro di Peterloo”, quando, il 16 agosto 1819, più di sessantamila persone da tutto il circondario si riunirono pacificamente in St Peter’s Field e vennero brutalmente travolte dalla cavalleria dell’esercito, finendo uccise o ferite.

Forte del budget più consistente di cui abbia mai disposto e dell’esperienza nel campo del film d’epoca accumulata con il biopic su Turner, inscena un affresco storico e sociale in cui la dimensione epica non è mai afflato superficiale ma affonda nel fango delle strade, nella precisione degli interni domestici, dei gesti della fabbrica, del legno grezzo dei bicchieri di cui pare di percepire il peso e dell’erba alta delle campagne di cui ci fa sentire l’odore. Un livello di avvicinamento all’oggetto del racconto che talvolta, quando sotto la lente ci sono le figure umane, sfora nel grottesco, richiamando certe espressioni artistiche di propaganda rivoluzionaria.

Ma naturalmente, Peterloo parla anche al presente, in più di un modo. È il ricordo del lungo e sacrificale cammino che ha portato alla democrazia contemporanea, alle libertà e ai diritti civili che tutela, ma è anche impossibile non leggere, tra le immagini di piazza di quell’estate di due secoli esatti fa, eventi assolutamente più recenti: ragazzi, ragazze, signore, giornalisti, tutti disarmati, presi a spintoni e bastonate, impossibilitati a mettersi in salvo per il blocco delle vie di fuga.

“Qualcosa cambierà e qualcosa rimarrà sempre uguale” afferma il vecchio padre di Joseph, tentando di immaginare il futuro, alla vigilia della grande manifestazione. E infatti qualcosa permane: oggi come allora una patata scagliata per protesta contro la carrozza del potere ci mette un attimo a diventare, nel passaparola popolare quanto in quello ufficiale, una pietra, poi due proiettili, financo una cannonata. E Leigh dedica una grande parte del film all’arte della parola e alle sue degenerazioni, non solo per distinguere i danni dei discorsi non verificati dalla missione del buon giornalismo (“Dovremo raccontare i fatti di oggi nei minimi dettagli”, dice il cronista londinese ad un collega, sui resti della carneficina, ed è possibile che il regista abbia obbedito alla stessa dichiarazione d’intenti), ma anche e soprattutto confrontando l’oratoria dei radicali con la retorica dei rappresentanti del regime.

Entrambi le parti, all’epoca, necessitavano del ricorso ad un’esposizione orale per immagini quanto più vivida e ardita possibile, ma erano i loro scopi a differire. Il cinema mentale dei potenti dell’ancient régime era compiaciuto e feroce, formale e aggressivo. Quello degli oratori del popolo poteva apparire esagerato, ma serviva a far sognare un modo più giusto.

Peccato allora che, ironia della sorte, Mike Leigh incappi negli stessi errori dei personaggi che vuole stigmatizzare. Perché tutti i suoi sacrosanti ragionamenti vengono penalizzati da una certa pedanteria retorica, dalla voglia di dire e spiegare troppo, da certe scelte troppo facili, da un uso dell’ironia e del grottesco nel ritrarre tutti i suoi personaggi (poveri o ricchi, nel giusto o nel torto) che spesso e volentieri risulta stonata, e fuori contesto.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Eagle Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Eagle Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film