Quartet è un film del 2012 diretto da Dustin Hoffman ed interpretato da Maggie Smith, Albert Finney, Tom Courtenay, Billy Connolly, Pauline Collins, Sheridan Smith, Michael Gambon, Jumayn Hunter, Luke Newberry, Trevor Peacock, David Ryall, Michael Volpe, Eline Powell, Sarah Crowden, Denis Khoroshko, Shola Adewusi, Kent Olesen, Patricia Loveland, Dame Gwyneth Jones, Colin Bradbury. È la trasposizione cinematografica di una pièce teatrale di Ronald Harwood, qui anche sceneggiatore. Il film segna il debutto alla regia di Dustin Hoffman all’età di 75 anni.

Cecily, Reggie e Wilfred sono in una casa per musicisti e cantanti lirici in pensione, Beecham House. Ogni anno, il 10 ottobre, partecipano, dinanzi ad un pubblico pagante, ad un concerto per festeggiare il compleanno di Giuseppe Verdi, oltre che per sostenere economicamente Beecham House ed evitarne la chiusura.

Jean Horton è una ex-diva della musica lirica, oltre ad essere l’ex-moglie di Reggie: arriva nella casa e distrugge il loro equilibrio. Si comporta ancora come una diva, però si rifiuta di cantare. Senza contare che Reggie, nonostante sia molto riservato, è ancora innamorato di Jean, la quale – dal canto suo – porta dentro di sé il rammarico da tutta la vita per aver commesso un’ingenuità che a suo dire ha compromesso tutta la vita sentimentale con Reggie. I tre, intenzionati a riunire il quartetto, cercano di convincere Jean a cantare il cosiddetto Quartetto del Rigoletto nello spettacolo.

Dustin Hoffman s’improvvisa regista animato da uno spirito appassionato ma anche da una sana dose di modestia e ottiene un risultato precisamente in linea, modesto con brio. Hoffman non ha un messaggio da lanciare al mondo né una proposta di regia che faccia in alcun modo la differenza, ma si limita ad assemblare un cast di grandi attori inglesi e a lasciare che suonino le loro corde su una partitura nota ma rodata, di quelle che si fanno ascoltare (e vedere) ogni volta anche se non è mai la prima né l’ultima.

La narrazione è esile e in alcuni punti a dir poco sbrigativa ma non sono poche le battute buone e non è da poco il contributo dei (veri) cantanti in scena. Adattando la pièce di Ronald Harwood, ambientandola in un cornice da Gosford Park, musicandola con le arie d’opera più belle, Hoffman dimostra soprattutto di aver saputo far affidamento sui materiali appropriati, affinché la costruzione finale suoni malinconica quanto basta, ma anche evanescente e in fondo un po’ infantile, com’è lo spirito degli anziani nella convivialità.

Bill Connelly è il più divertente della partita, Maggie Smith la nota più alta: per quanto contenuta – o forse proprio per questo – la sua performance si carica silenziosamente il peso di un confronto con il passato che va superato o non darà tregua, così come un errore d’amore, che può danneggiare una vita intera. O quasi. Appare invece sprecato Michael Gambon, che, a parte indossare pittoreschi caftani da regista in pantofole, è bloccato in un ruolo senza spessore e senza possibilità di movimento. Tom Courtenay, infine, nei panni di Reginald, incarna la sottile linea di confine su cui si posiziona il film stesso, tra l’aspirazione alla dignità e il richiamo della passione, tra il Rigoletto e il rap.

Pensato per un pubblico di amanti della musica e dei cioccolatini allo sherry più che del cinema con la maiuscola, Quartet vale comunque la visione della reunion di quattro attori senza età.

Proprio in questi giorni la 01 Distribution ha rilasciato per il mercato Home Video un’edizione in DVD della pellicola, che presenta una traccia video in 16:9 ed una traccia audio in Dolby Digiatal 5.1 e sottotitoli in Italiano per non udenti. Il DVD non contiene contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.

Purtroppo, nel momento in cui scriviamo, il film non è ancora disponibile in versione Blu Ray e non sappiamo nemmeno dirvi se e quando sarà prevista una simile edizione.