Rampage - Furia animale

Rampage – Furia animale è un film di genere azione, avventura del 2018, diretto da Brad Peyton ed interpretato da: Dwayne Johnson, Naomie Harris, Malin Akerman, Jake Lacy, Joe Manganiello, Jeffrey Dean Morgan, Will Yun Lee, Marley Shelton, Jack Quaid, Breanne Hill, Matt Gerald, P.J. Byrne, Jason Liles, Destiny Lopez, Emalie Noel, Laura Distin, Gary Weeks, David Dunston.


Protagonista di Rampage, film d’azione e avventura diretto da Brad Peyton, è il primatologo Davis Okoye (Dwayne Johnson). Uomo schivo, Davis condivide un legame indissolubile con George, un gorilla silverback straordinariamente intelligente di cui si occupa dalla nascita.

Un rischioso esperimento genetico e dai risultati catastrofici trasforma la gentile scimmia in un’enorme creatura furiosa. A peggiorare le cose, ben presto si scopre che altri animali sono stati modificati allo stesso modo. Mentre questi nuovi predatori alfa devastano il Nord America, distruggendo ogni cosa che incontrano lungo il proprio cammino, Okoye farà squadra con uno screditato ingegnere genetico per creare un antidoto, facendosi strada attraverso un campo di battaglia in continua evoluzione, non solo per impedire una catastrofe globale, ma per salvare lo spaventoso primate che una volta era suo amico.

Gli appassionati di videogiochi ne ricorderanno sicuramente uno di nome Rampage, uscito nel periodo d’oro degli Arcade, e precisamente nel 1987, in cui la distruzione regnava sovrana. Non c’era alcuna storia: tu, giocatore, sceglievi solamente quale gigantesco mostro impersonare tra un gorilla, un dinosauro e un lupo mannaro e avevi il compito di annientare le principali città degli Stati Uniti.

Dopo più di trent’anni Rampage viene portato sul grande schermo da Warner Bros. e pronto a difenderci dalla furia animale troviamo l’attore Dwayne Johnson, per la terza volta diretto da Brad Peyton (Viaggio nell’isola misteriosa e San Andreas).

Rampage – Furia animale mescola King Kong, Godzilla e un po’ di Jurassic Park. Se l’umanità e l’espressività di George, vero coprotagonista del film insieme a Johnson, e il suo rapporto con un essere umano fanno subito pensare a King Kong, il coccodrillo geneticamente modificato che sale dalle acque e porta la devastazione in città non può che evocare Godzilla. Nei movimenti, nella voracità, nell’avvicinarsi alla preda il lupo gigante ci ha ricordato il T Rex di Jurassic Park: guardate, ad esempio, la sequenza in cui, alle spalle del malcapitato militare che prova a catturarlo, compaiono le sue fauci. Siamo nel campo della citazione o del ricalco? Ma il punto è soprattutto un altro: queste nuove creature, realizzate ovviamente in maniera superba, affascinano, ma mai quanto gli originali. Che, forti di una tradizione, di backstory ben diverse, insomma di un’heritage importante, hanno ben altro spessore.

Il risultato finale è un film a due velocità. Prevedibili e non particolarmente divertenti le parti in cui gli animali sono fuori scena, ma tutto cambia quando si passa all’azione, soprattutto nella seconda parte del film. Vi accorgerete ben presto che la trama è un pretesto per mettere in scena una vera e propria royal rumble a cui la metropoli di Chicago fa sostanzialmente da ring. Tecnicamente le creature sono stupefacenti e risultano credibili sia nelle movenze sia nelle interazioni con l’ambiente circostante, tanto che le scene a campo largo, in cui il gorilla George, il lupo Ralph e il coccodrillo sbranano elicotteri e scagliano in aria blindati militari radendo al suolo palazzi di 100 e più piani sembrano video autentici caricati su YouTube. E l’unico volto (anzi fisico) di Hollywood in grado di non scomparire in mezzo a quella pioggia di detriti, fauci e artigli è ovviamente quello di Dwayne Johnson, perfettamente a suo agio nel tener testa ai giganteschi protagonisti, impegnato in sequenze esagerate, ignoranti (nel senso più positivo del termine) e impossibili come è lecito aspettarsi da un cinegame come Rampage.

Tutto avviene secondo i canoni più standard di Hollywood, senza sorprese e con varie battute prevedibili, persino la deriva animalista appare di facciata e per nulla approfondita. Del resto l’intero progetto è stato creato per un solo scopo: far divertire senza troppi fronzoli esaltando la figura di The Rock, che effettivamente regala al suo pubblico più affezionato situazioni di cui ridere con gusto. Al di là della sua ombra, resta davvero poco: un film svogliato che dura ben più del dovuto (ben 108 minuti) e preferisce aggrapparsi ai cliché del genere anziché tentare di sorprendere.