Redemption – Identità nascoste (Hummingbird) è un film thriller d’azione del 2013 scritto e diretto da Steven Knight ed interpretato da Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, David Bradley, Christian Brassington, Lee Nicholas Harris, Andrew Ellis, Jason Wong, Chris Cowlin, Anthony Morris, Grace Meurisse Francis, Peter Brown, Ger Ryan, Paul Blackwell, Matthew David McCarthy, Richard Herdman, Frank Stone, Chonradee Kulthap, Shonn Gregory, Darren Lynch, Scott Stevenson, Siobhan Hewlett, Lee Asquith-Coe, Santi Scinelli.

Joey Smith è un ex militare che operava in Afghanistan. Un giorno, durante un attentato, cinque soldati americani vengono uccisi e lui, completamente accecato dall’ira decide di giustiziare per vendetta cinque afgani innocenti, ignorando i tentativi della popolazione di distoglierlo dai suoi intenti. Giudicato colpevole di crimine di guerra, è destinato a subire la Corte Marziale ma riesce a fuggire al proprio destino durante il trasporto a Londra. Inizia così il suo viaggio nei sobborghi della capitale Britannica, nei quali inizia a vivere un’esistenza da reietto, in mezzo ai reietti, un po’ per sfuggire alle ricerche, un po’ per cercare di redimersi attraverso l’autopunizione quotidiana.

Una notte, mentre riposa nel suo letto fatto di cartone con una donna, Isabel, prostituta e sua migliore amica, due balordi in cerca di soldi e droga li aggrediscono; Joey viene picchiato selvaggiamente, anche perché non è perfettamente in grado di difendersi in quanto ubriaco, ma entrambi in qualche modo riescono a sfuggire ai due. Joey sfonda la finestra di una lussuosa casa riuscendo a seminare i suoi inseguitori e, dopo una notte di riposo, il mattino dopo, ascoltando la segreteria telefonica scopre che l’appartamento appartiene ad un uomo d’affari che non tornerà prima del primo ottobre prossimo, e dal momento che la scena è ambientata in febbraio, Joey capisce di avere a disposizione quasi un anno per abitare indisturbato la casa. Si ripulisce, si taglia i capelli e inizia a cercare lavoro, trovandolo come lavapiatti in un ristorante cinese di proprietà di un potente mafioso.

Una sera Joey risolve un problema con alcuni clienti ubriachi e rumorosi, cacciandoli via a suon di botte e viene dunque notato da un luogotenente del boss mafioso che decide di offrirgli un lavoro come autista, bodyguard, estortore e factotum. Joey accetta ed in pochi mesi diventa ricco, riuscendo a fornire cibo e vestiario alla Chiesa che si prende cura dei barboni alla quale lui stesso si rivolgeva quando viveva per strada, ed a Christina, una suora polacca alla quale dona 500 sterline. Christina è una suora con un oscuro passato. Il suo sogno era quello di diventare ballerina classica, ma il padre le impose di imparare la ginnastica artistica; purtroppo, a soli dieci anni, fu costretta a subire violenza sessuale da parte del suo istruttore, che abusò di lei per diciassette volte. Al diciottesimo tentativo però, quando l’istruttore si avvicinò per accarezzarla, Christina, esasperata, tirò fuori un coltello e gli tagliò la gola. Invece di essere mandata in prigione, fu mandata in convento. La fede di Christina è dunque molto fragile, anche lei fugge dai fantasmi del suo passato e vive la vita religiosa più come un’autopunizione che per reale vocazione. Tra Joey e Christina si sviluppa uno strano rapporto che porta entrambi a vedere nell’altro una sorta di complice, di compagno di sventura. I due finiscono per fare l’amore proprio il primo di ottobre, ed il proprietario della casa in cui Joey ha abitato per un anno torna proprio quando i due stavano per rivestirsi e scappare dalla scala antincendio.

Nel frattempo, Joey scopre proprio grazie a Christina che Isabel è stata ripescata morta nel fiume, e che ad ucciderla sarebbe stato un cliente a cui piace utilizzare la violenza durante i rapporti; con un vago identikit, fatto solo dell’età orientativa, di una cicatrice sopra l’occhio destro e del fatto che l’omicida è ricco poiché lavora nella “City”, Joey chiede a Christine di riferire al suo contatto con la polizia, affinché questa possa cercarlo e arrestarlo, ma dalla risposta degli agenti, riferita da Christine, capisce che alla Legge importa assai poco di indagare sull’omicidio di una prostituta, e decide di fare giustizia da solo. Espone perciò l’identikit al boss cinese per cui lavora, che si rivelerà essere una donna, chiedendole di informarsi sull’identità precisa dell’assassino; il boss accetta, ma in cambio chiede a Joey di prestarsi per un lavoro che nessuno vuole: far entrare un centinaio di immigrati clandestini cinesi a Londra. In cambio, Joey ottiene il nome dell’assassino ed un’indicazione su dove trovarlo.

Christine, che aveva speso le 500 sterline datele da Joey per acquistare un biglietto per un palco per assistere ad un balletto della sua ballerina preferita, lo invita ad andare con lei, ma la sera stessa Joey deve andare ad un cocktail party dove sa che troverà Max Forrester, l’assassino di Isabel. Trovatolo, si assicura della sua identità e, davanti alle centinaia di ospiti del party, lo getta dalla terrazza di un grattacielo, per poi dileguarsi nella notte. Christine lo troverà disteso per strada, ubriaco, davanti al teatro dove lei ha assistito allo spettacolo e tra i due ci sarà l’ultimo saluto: lei,decide che il suo “momento di follia” si è concluso proprio quando ha fatto l’amore con Joey, ed andrà in missione in Sierra Leone; lui è ormai convinto di non voler essere un gangster ma un “brav’uomo”, come dice di voler sembrare agli occhi della figlia piccola quando si fa scattare delle foto da Christine da lasciare alla sua bimba. E proprio in quanto brav’uomo, donerà tutti i soldi guadagnati con la sua attività criminosa alla moglie ed alla figlia; restituirà a Daemon, il proprietario della casa, tutti i soldi prelevati dal suo conto nei primi tempi, aggiungendone un po’ a titolo di risarcimento, e deciderà di tornare a vivere nei sobborghi di Londra. Ma le sue “imprese” hanno fatto rumore, non è più possibile restare nell’ombra; il film si chiude con le riprese aeree di elicotteri e satelliti che lo guardano dall’alto, con le voci via radio degli agenti che lo seguono. Lo hanno trovato, dovrà espiare le proprie colpe ed affrontare il suo destino, ma lo farà dopo aver compreso, anche grazie a Christine, di essere fondamentalmente un brav’uomo. E che anche i bravi uomini possono sbagliare, ma possono redimersi.

È particolarmente denso l’esordio dietro alla macchina da presa di Steven Knight, policroma storia fatta di rime interne e consonanze, colma di dettagli e specificazioni che puntano verso il ritratto di un uomo che non può più guardarsi allo specchio. Già sceneggiatore di La promessa dell’assassino e Piccoli affari sporchi, il regista riesce bene a miscelare il percorso del suo protagonista con lo sfondo di una metropoli da incubo, teatro all’aperto di soprusi e violenze, in cui i toni del thriller si confondono con quelli dell’indagine e della denuncia sociale. Aperto a divagazioni action come a parentesi melodrammatiche, Redemption – Identità nascoste ragiona sugli obblighi e sulle responsabilità, sull’importanza delle proprie azioni e sulla difficoltà di mantenere un equilibrio, mettendo a confronto due personaggi ugualmente al limite: proprio come Joey, anche Cristina, suora di origine polacca dalla fede forse non saldissima e persa dietro al sogno del balletto classico, ha dentro una ferita non rimarginabile, un passato che la costringe ad un’esistenza che avrebbe voluto diversa. Incontro di due solitudini, percorso di liberazione e possibilità di vedere i propri errori nell’altro, il rapporto tra i due diventa il fulcro di una pellicola sulla difficoltà di mantenere salda la propria identità in una realtà in cui nulla sembra avere più senso, dove i fiumi servono per liberarsi dei cadaveri e i clandestini sono stivati dentro a scatole di cartone. Diretto con buon ritmo e basato su una struttura narrativa più classica di quanto appare, il film tiene desta la partecipazione dello spettatore, aumentando gradualmente la forza del dramma fino ad un pre-finale in cui il montaggio alternato chiude, contestualmente, le storie di Joey e Cristina.

Quasi sicuramente, questo tormentato ex militare è il personaggio più sfaccettato che Jason Statham abbia interpretato finora. Colonna sonora firmata dell’italiano Dario Marianelli, premio Oscar per Espiazione.

Proprio in questi giorni la Koch Media SRL (ex Millennium) ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, una duplice edizione home video della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, in formato Blu Ray con traccia video a 1080P e traccia audio in DTS HD Master audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.