Restiamo amici

Restiamo amici è un film del 2019 diretto da Antonello Grimaldi e tratto dal romanzo Si può essere amici per sempre di Bruno Burbi.


Il film è interpretato da: Michele Riondino, Alessandro Roja, Violante Placido, Sveva Alviti, Mirko Trovato, Ivano Marescotti, Lidia Vitale, Libero de Rienzo, Gioia Libardoni.

estiamo amici, il film diretto da Antonello Grimaldi, racconta la storia di Alessandro Colonna (Michele Riondino), pediatra ospedaliero che vive con suo figlio adolescente Giacomo, da quando Maria è morta prematuramente. Amici e suoceri lo esortano: a quasi 40 anni dovrebbe recuperare lo slancio e trovare un nuovo amore. Una telefonata giunge improvvisa dal Brasile: Luigi (Alessandro Roja), il suo migliore amico, è malato e chiede di lui. Alessandro, vedovo sull’orlo della depressione, si ritrova di colpo nella ridente isola di Natal. L’amico gli chiede aiuto. Il padre gli ha lasciato un’eredità vincolata destinata a un nipote. Ma lui non ha figli. Quale piano ha intenzione di escogitare?

Ne resterà soltanto uno, e sarà Alessandro Roja col suo sorriso da alpha man e le camicie anni Settanta da dandi spaccone: di tutta la storia di Alessandro, Gigi e Leo, nella testa dello spettatore resterà solo lui, unico personaggio a emergere – sia pure molto fuori dalle righe – dal tono medio di un film che pare uscito dalla fine degli anni Novanta.

Pensata come una commedia leggera sull’amicizia al maschile, Restiamo amici è un bromance vagamente misogino tra bamboccioni quarantenni – un padre con un figlio più maturo di lui, un marito infedele con una moglie insopportabile, un traditore di professione che al liceo “le castigava tutte” – ampiamente prevedibile nelle dinamiche e prigioniero di una serie di antipatici cliché di genere. L’escamotage narrativo, la truffa architettata dall’amico geniale, procede su binari così sicuri che è possibile, piuttosto rapidamente, prevederne il finale. Ma l’idea – dal romanzo quasi omonimo di Bruno Burbi – è graziosa, per quanto surreale, e la sospensione dell’incredulità regge fino al termine del film.

Il problema, semmai, è altrove. È nella sciatteria con cui sono disegnati i personaggi, soprattutto quelli femminili: morte, mantenute, prostitute o isteriche, comunque incapaci di entrare in sintonia con il maschio, damsel in distress o dark lady (ma sempre teleguidate da un uomo) le donne sono l’anello più debole di un film che mantiene il fuoco sulla virilità incompiuta di tre amici immaturi, che misurano ancora il mondo con il metro di un sedicenne. Avere successo significa portarsi a letto più donne degli altri, l’omosessualità è lo spauracchio definitivo, tradire la moglie è un segno di mascolinità: Alessandro, Gigi e Lelo sono macchiette dei quarantenni di ieri, i peter pan dell’Italia di vent’anni fa, in cui oggi – dopo la crisi, il #metoo, la rinascita del genere e di genere – si fa fatica a identificarsi.

Ma soprattutto: si fa fatica a riderne. Si respirano pieni anni Novanta anche in quella certa trascuratezza nel racconto degli interni, case che dovrebbero dirci il disagio di un uomo che non sa prendersi cura di sé e che sembrano uscite da un catalogo Ikea: un’attenzione minima all’ambiente che si riflette anche nella scelta di ignorare a livello narrativo il setting geografico molto particolare della storia, il Trentino e le sue montagne, ridotto a un bel fondale come tanti altri. Un film che arriva fuori tempo massimo, sufficientemente leggero per salvare una serata piovosa d’estate. A una condizione: che si vada al cinema fra amici. Le spettatrici potrebbero non trovarci molto da ridere.

Film di truffa, ma anche, e soprattutto, una commedia sull’amicizia che resiste alla distanza e agli anni. Antonello Grimaldi torna al cinema dopo molto tempo per confezionare un ibrido non semplice, in cui a soffrire è proprio la struttura di genere, che propone una serie di colpi di scena telefonati e soffre dei tanti riferimenti autorevoli a cui il pubblico è abituato. Rimangono gli amici quarantenni, in un film che rimane sospeso, senza troppi guizzi, in cui si cade su qualche banalizzazione e cliché, specie nei personaggi femminili.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore 01 Home Entertainment
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film