Ricomincio da noi

Ricomincio da noi è un film di genere commedia, drammatico, sentimentale del 2017, diretto da Richard Loncraine ed interpretato da: Imelda Staunton, Timothy Spall, Celia Imrie, Joanna Lumley, David Hayman, John Sessions, Richard Hope, Josie Lawrence.


Ricomincio da noi, il film diretto da Richard Loncraine, è una commedia sul “non è mai troppo tardi”. Un racconto moderno, divertente e commovente su un vivace gruppo di donne energiche che affrontano gli imprevisti della vita con slancio e irresistibile vivacità.

Il titolo originale, Finding Your Feet, significa ritrovare se stessi ed è quanto deve fare Sandra (Imelda Staunton), una signora borghese che se ne va di casa quando scopre che il marito, con il quale è sposata da 40 anni, ha una relazione con la sua migliore amica. Sandra si rifugia da sua sorella Bif (Celia Imrie), una sessantenne “alternativa” che vive da sola. Grazie a lei Sandra scoprirà una curiosa scuola di ballo dove si appassionerà alla danza che le permetterà di sentirsi più libera e sbloccare tutto ciò che ha tenuto chiuso dentro di sé per molti anni. Qui conoscerà Charlie (Timothy Spall), un eccentrico restauratore di mobili che vive su una barca. Catapultata in un ambiente per lei totalmente insolito, Sandra inizierà una nuova vita.

Rincomincio da noi si rifà a film come Marigold Hotel o al famoso Non è mai troppo tardi di Rob Reiner; la differenza sostanziale nel film di Loncraine sta nel non aver inserito dei personaggi più giovani rispetto ai protagonisti, così da non restituire al pubblico la classica diversità generazionale.

Infatti i veri giovani qui sono proprio gli attempati membri del gruppo di ballo, che si aggirano per le strade di Londra come se avessero ancora diciotto anni: tra canne, alcool e svariate relazioni amorose. Il regista restituisce al pubblico la bellezza di Londra attraverso inquadrature dei diversi lati della città: quello snob in cui abitava Sandra e la periferia degradata della Sorella, senza tener conto delle scene girate nella città eterna, Roma, barocca e in alcuni tratti scontata (vediamo il classico trio: pizza, pasta e mandolino) ma utile ai fini narrativi della storia.

Un film straordinariamente farcito, tanto da meritare il titolo Le avventure di Sandra: una narrativa densissima, spalmabile senza difficoltà in una decina di appuntamenti. Tutti eventi ascrivibili ad un coming of age inverso: la protagonista deve riacciuffare e percorrere il sogno d’infanzia, il ballo, ma naturalmente vanno coltivati prima gli affetti e quindi occorre aprirsi all’arricchimento, al benessere personale. Purtroppo l’ansia di “farla felice e contenta” produce una soap opera in cui non bastano neppure i guizzi del personaggio di Biff, la sorella, autentica godereccia, o della magnifica collega di danza giunta al quinto matrimonio (non sveleremo la battuta circa quest’ultimo, forse il picco massimo del film). Nel tentativo di equilibrare i toni comici, c’è un vento di malattia stile piaga d’Egitto e in pochi ne restano immuni.

Divertente e scanzonata, la commedia di Richard Loncraine costruisce in modo lineare e semplice una storia d’amore nella terza età, aggiungendo però anche un tocco dramma alla pellicola con l’inevitabile scorrere del tempo e i problemi, acciacchi e malattie che ne derivano. Ogni personaggio è ben caratterizzato ed eccentrico al punto giusto, il cast è amalgamato bene e ha una buona sintonia sul set, il problema sta nel come la storia viene raccontata, senza un sussulto, un colpo di scena, tutto scorre in maniera prevedibile e non nuova, riproponendo così scene e momenti già visti in tanti altri film che hanno trattato il medesimo argomento. Il concetto non è mai troppo tardi viene fuori comunque bene e nel modo giusto, si alternano momenti allegri e spensierati ad altrettanti di massimo sconforto e dolore, soprattutto quando la vita ti dice che il capolinea è vicino. Il finale, ottimista, spensierato e leggero è la dimostrazione che questa commedia non ha saputo aggiungere niente di nuovo alla tematica ma è comunque un film che si lascia vedere con piacere e simpatia. Niente di nuovo sul fronte terza età ma va bene anche così.