Ride

Ride è un film di genere azione, thriller del 2018, diretto da Jacopo Rondinelli ed interpretato da: Lorenzo Richelmy, Ludovic Hughes, Simone Labarga, Matt Rippy, Nathalie Rapti Gomez.


Ride è la storia di Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes), due riders acrobatici.

Quando ricevono l’invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano senza esitazione per poi scoprire – ormai troppo tardi – di doversi spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema per la sopravvivenza. Grazie alla potenzialità delle telecamere GO PRO, RIDE sarà capace di trasmettere l’adrenalina dello sport estremo come nessun altro modo sarebbe in grado di fare.

Ride è un film che rientra a pieno titolo nella cosiddetta rinascita del cinema italiano di cui si è parlato negli ultimi anni, che riprende e consolida il percorso iniziato con i vari Lo chiamavano Jeeg Robot e Veloce come il vento e che potrebbe trovare nuova linfa vitale nel corso della prossima stagione cinematografica con altri progetti interessanti in arrivo. In tal senso, il film prodotto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, in uscita il 6 settembre, è un’opera importante per il panorama cinematografico del nostro paese, perché azzarda, osa, sperimenta anche a costo di cadere, sin dalla sua scelta iniziale di girare con le GoPro.

Il tentativo di fondere sport estremi con il cinema di finzione è senz’altro l’aspetto più affascinante di Ride, sia dal punto di vista delle logiche narrative che da quello delle tecniche di ripresa. Alla base dell’operazione vi è un’idea di cinema “iper-contemporaneo”, in cui siti internet, social network, video chat diventano luogo della narrazione e di gestione dell’immagine cinematografica. Il processo di costituzione del quadro comunicativo si basa sulla convergenza dei sistemi di ripresa e di riproduzione di immagini e video. La decostruzione-frammentazione esasperata dei punti di vista colloca lo spettatore prigioniero di molteplici sguardi, che si sottraggono ad una precisa collocazione e possibilità di identificazione.

Girato esclusivamente con Action Cam e Go Pro, Ride ha il pregio e il grande obiettivo di coinvolgere lo spettatore in maniera totalizzante, cercando di fargli provare in prima persona un’esperienza adrenalinica senza precedenti.

Un film come questo sembra nato per innescare un franchise italiano e riteniamo che Guaglione & Resinaro lo sappiano bene. Caso rarissimo di autori che guardano in egual misura al prodotto artistico e alle dinamiche promozionali, i due hanno sviluppato un vero e proprio “mondo”. La cura nel design, dalle grafiche di gioco della gara alle scenografie, è ammirevole e raro nel panorama nostrano e parallelamente all’uscita del film vedranno la luce anche un fumetto prequel e un romanzo spinoff, entrambi opera di Adriano Barone.

Tutto sembra costruito per generare un Universo Narrativo dal quale attingere per svariati sequel. Non fatichiamo a immaginare altri episodi con diverse location, diversi concorrenti, diversi sport ma sempre questa oscura organizzazione all’opera per finalità misteriose. Il pensiero che alcuni autori italiani lavorino con questi obiettivi in mente ci rallegra e fa ben sperare per il versante prettamente commerciale del nostro Cinema.

Ne esce fuori un film sperimentale con ambizioni internazionali, modo di riprendere innovativo e cinematograficamente nuovo, nel quale è protagonista anche ovviamente la recente disciplina del downhill. Tutto però nasce e prende spunto da un film del passato e precisamente del 1971: Duel di Steven Spielberg. E guardando questi due amanti degli sport estremi pronti a mettere a rischio la propria vita pur di ricevere due like in più su facebook ci viene tanta nostalgia per l’inseguimento sulla Canyon Road tra il camion-killer e la storica Plymouth Valiant. Altri tempi, altri film, altre corse emotivamente ben più avvincenti.