Sei mai stata sulla Luna? è un film commedia del 2015 scritto e diretto da Paolo Genovese ed interpretato da Raoul Bova, Liz Solari, Sabrina Impacciatore, Neri Marcorè, Giulia Michelini, Sergio Rubini, Emilio Solfrizzi, Pietro Sermonti, Nino Frassica, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia, Rolando Ravello, Isabella Briganti, Mia Benedetta.


Guia ha 30 anni, lavora in una prestigiosa rivista internazionale di moda, guida una spider di lusso, viaggia in jet privato e vive tra Milano e Parigi. Ha tutto, o almeno credeva di avere tutto, fino a quando si ritrova in uno sperduto paese della Puglia dove ha ereditato una grande masseria di famiglia.Qui si imbatterà in Renzo, un affascinante contadino del posto e capisce che l’unica cosa che le manca è l’amore, quello vero. E quando la felicità è ad un passo da lei, non saprà come raggiungerla. Inizialmente intenzionata a vendere la proprietà sarà proprio il suo rapporto con Renzo a farle cambiare idea.

Paolo Genovese affida alla penna di Pietro Calderoni e Gualtiero Rosella un’idea palesemente improbabile: tanto per cominciare, una direttrice di moda non si allontana da Milano a ridosso della settimana più “calda” dell’anno, e certamente non si abbassa a mungere mucche o spalare letame, ma trova qualcuno che si sporca le mani per lei. Il tocco garbato e lievemente surreale di Cadelroni e Rosella si vede invece nella creazione del piccolo universo pugliese che circonda Guia, una volta arrivata alla masseria. E il lavoro di squadra di un bel gruppo di attori, qui tutti volontariamente caratteristi, solleva come una lanterna cinese la commedia dalla mediocrità e dal rischio di aggiungere un ennesimo, inutile tassello al panorama del cinema italiano dei telefonini bianchi, caratterizzato da montaggio yeah, musica da spot e product placement onnipresente.

Liz Solari e Raul Bova sostengono il loro improbabile ruolo con grazia, ma sono Emilio Solfrizzi e Sabrina Impacciatore, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia e soprattutto Sergio Rubini a farsi carico della dimensione umana della storia. Anche Neri Marcoré, nel suo ennesimo ruolo di “diverso”, riesce a non strafare e a suscitare simpatia. Il loro controcanto “nordico” è sostenuto da Pietro Sermonti, come al solito indisponente, e Giulia Michelini, credibile nel ruolo della tenera fashion addict Carola.

Genovese attinge a piene mani dal lessico televisivo, con tanto di bar rivali su piazzetta (reminescente di quel Benvenuti a tavola di cui Liz Solari è stata interprete), e permette ad alcuni personaggi – fidanzati scomodi, figli ingombranti – di sparire e riapparire a suo piacimento. Quel che manca alla storia, oltre alla verosimiglianza di molte svolte narrative, è un po’ più di mordente, un po’ più di coraggio nel mescolare sacro e profano, nord e sud, autenticità e finzione. Come dice il film stesso, “la vita vera è meglio”, se la si sa raccontare.

L’apparenza la fa da padrone all’interno della vicenda, dove un fattore rapisce e si fa a sua volta incantare dalla giornalista tutto rossetto e trucco proveniente dal quadrilatero della moda. Nonostante gli errori di un Missoni scambiato per un Valentino, avere un occhio attento ai marchi aiuta anche in ambito cinematografico, la coppia alla Vanity Faire Solari-Michelini funziona bene per quasi tutta lo svolgimento dell’intreccio narrativo. Proprio Carola, il personaggio interpretato dal volto femminile di “Squadra Antimafia”, è protagonista della storie d’amore più misteriosa. Certo però che tutti ci chiediamo il perché del flip phone? Intanto quel che è certo è l’inverosimile situazione dell’amore tra un fattore e la ricchetta snob. Ogni tanto si affaccia anche Parigi, che col suo richiamo romantico e d’alta classe è sicuramente uno scenario adatto. Il finale è una piccola sorpresa e un invito a vivere diversamente alcune situazioni troppo spesso scontate, ma l’opera non è sicuramente all’altezza dei grandi successi precedenti pur essendo un prodotto in linea con il panorama cinematografico italiano.


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