Si muore tutti democristiani

Si muore tutti democristiani è un film di genere commedia del 2017, diretto da ll Terzo Segreto di Satira ed interpretato da: Marco Ripoldi, Massimiliano Loizzi, Walter Leonardi, Renato Avallone, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli, Martina De Santis, Augusto Zucchi.


Si muore tutti democritiani, il film realizzato da Il terzo segreto di Satira, racconta il percorso lavorativo di tre colleghi e amici da una vita: Enrico (Walter Leonardi), Fabrizio (Massimiliano Loizzi) e Stefano (Marco Ripoldi).

Accomunati dagli stessi ideali e dalle stesse convinzioni politiche, hanno alle spalle un passato fortemente etico e antisistemico, militando, pur con inclinazioni diverse, tra le file della cosiddetta sinistra italiana.

I tre ragazzi sono accomunati anche dagli stessi sogni e dalla passione per il videomaking, ma faticano a emergere in quel mondo: hanno fondato una piccola casa di produzione, che si barcamena tra video per il sociale, per i sindacati e persino per i matrimoni, cercando di mantenere sempre una sorta di coerenza etica e politica. Ma i loro sogni sono molto più grandi: desiderano poter finalmente tornare a realizzare documentari a tema sociale e girare il mondo per lavoro.

Improvvisamente, ricevono una proposta che potrebbe finalmente permettergli di realizzare i loro sogni. Ma non è tutto oro quel che luccica: una Onlus che si occupa di immigrazione li ingaggia per girare un documentario, offrendogli un considerevole compenso economico. Fin qui tutto bene. I problemi sorgono nel momento in cui il capo della Onlus risulta coinvolto in uno scandalo di riciclaggio di denaro e truffa ai danni degli immigrati. Il dilemma dei tre ragazzi è tanto lineare quanto complesso: sono disposti a rinnegare tutto ciò in cui hanno sempre creduto nel nome di “una buona causa”? È moralmente accettabile fare cose pulite con soldi sporchi? La crisi è inevitabile: Enrico, il più fedele alla linea politica, è deciso a rifiutare l’offerta, Fabrizio si rimette al giudizio di un tribunale e, nel frattempo, vede tutta la faccenda come un’opportunità per farsi un nome, infine l’indeciso Stefano, diviso tra le due posizioni senza la forza di scegliere da quale parte stare.

Alla fine, cosa decideranno di fare? Accetteranno il compromesso per una serenità economica altrimenti irraggiungibile in quanto precari?

Sullo sfondo di un’Italia in crisi, che contrasta nettamente con le passioni e i sogni dei tre giovani, il film costruisce una riflessione ironica e tagliente sulla situazione contemporanea del bel paese.

C’è un destino che inevitabilmente ci accomuna: la morte. E forse finiremo tutti nella stessa maniera: democristiani. O almeno questa è la visione divertente e insieme riflessiva de Il Terzo Segreto di Satira, collettivo diventato famoso grazie ai video caricati su YouTube, passato poi nella dimensione della televisione per finire ora con il loro primo lungometraggio sul grande schermo.

La storia, che in parte ricalca vicende autobiografiche, ripercorre le vite di Stefano (Marco Ripoldi), Fabrizio (Massimiliano Loizzi) ed Enrico (Walter Leonardi), amici da una vita legati dagli stessi ideali e dagli stessi sogni. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione con la speranza di tornare a realizzare documentari a tema sociale.

Quando gli si presenta la grande occasione, un video per la Onlus Africando disposta a sganciare un budget considerevole che potrebbe risolvere le loro vite, qualcosa non va per il verso giusto: uno scandalo travolgerà il presidente della Onlus e i tre si ritroveranno a dover decidere se scendere a patti o continuare fermamente a preservare la propria integrità morale. “Meglio fare cose pulite con i soldi sporchi, o cose sporche con soldi puliti?”

Dal punto di vista tecnico Si muore tutti democristiani è un buon film. Anzi, un film semplice. Non ci sono grandi invenzioni dal punto di vista registico, anche perché il film è lineare e chiaro e non ha bisogno di inquadrature da premio Oscar.

 È una commedia sociale con una morale, o che per lo meno prova a tirarla fuori, e tenta di rappresentare le difficoltà di una generazione che si trova immersa tra dubbi, domande, valori ambigui e un futuro che è sempre più complicato da affrontare. Il gruppo di videomaker riesce a confezionare un prodotto del tutto godibile e divertente ma con un fil rouge malinconico che lega tutta la storia dei nostri protagonisti che dal successo, dalla copertina di un numero di Wired, incorniciato nello studio fotografico, alla disfatta, al fallimento e alla desolazione.