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Smetto quando voglio: Ad honorem

Smetto quando voglio: Ad honorem è il nuovo ma anche ultimo capitolo della trilogia di film diretti da Sydney Sibilia, interpretata da: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Valeria Solarino, Neri Marcorè.


Atto finale della trilogia diretta da Sydney Sibilia, Smetto quando voglio: Ad honorem vede la banda di cervelloni incompresi, capitanata dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo), riunirsi per l’ultima sconsiderata impresa. Dietro le sbarre del carcere di Rebibbia, i galeotti fregiati di titoli accademici escogitano un modo per evadere di prigione e sventare i piani del terribile Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), intenzionato a fare una strage. Ma chi è il nuovo villain? Cosa nasconde? Qual è il suo piano? Pietro è il primo a intuirlo. “Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. Sto pazzo si è messo a sintetizzare del gas nervino” esclama alla fine di Masterclass, anticipando le mosse di Ad Honorem.

Accanto all’ex produttore di smart drugs ritroviamo il chimico Alberto (Stefano Fresi), i due latinisti Mattia (Valerio Aprea) e Giorgio (Lorenzo Lavia), l’impacciato antropologo Andrea (Pietro Sermonti), il timido archeologo Arturo (Paolo Calabresi), l’avventato economista Bartolomeo (Libero De Rienzo), insieme con il dottor Giulio (Marco Bonini), il professor Lucio (Giampaolo Morelli) e l’avvocato Vittorio (Rosario Lisma).

Impegnata a chiudere i conti col passato, la gang di ricercatori è costretta ad allearsi con il nemico di sempre, il boss malavitoso con una laurea in ingegneria navale, “Er Murena” (Neri Marcorè). Per salvare la città, dovranno mettere da parte le divergenze, anticipare le mosse di Mercurio e cercare di capire come neutralizzare l’attacco che il cattivo più cattivo di tutti sta mettendo in piedi: un evento a cui parteciperanno centinaia di persone.

A distanza di tre anni, dopo Smetto Quando Voglio e Smetto Quando Voglio – Masterclass, troviamo al cinema un Sydney Sibilia più maturo e consapevole del suo mestiere, delle sue idee e di come realizzarle, confezionando un terzo e ultimo capitolo perfettamente equilibrato e coerente con gli altri due della saga.

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem è la svolta finale, il momento di redenzione e di riscatto non solo per la banda, ma anche per altri due personaggi incontrati nel primo e nel secondo capitolo, ovvero il villain “Er Murena” (Neri Marcorè) e il supervillain Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio).

La pellicola, oltre alla trama complicata, presenta anche una sceneggiatura generosissima di trovate divertenti, un cast molto nutrito in cui ognuno ha il suo momento, la trilogia di Sydney Sibilia ha tanti altri meriti, come per esempio riuscire a mostrare la Roma di oggi come nessun altro è riuscito a fare. Ma soprattutto Sibilia ha ridato slancio a un genere un po’ involuto (cioè la commedia in Italia) e addirittura l’ha spinto su territori ancora poco e male esplorati, in cui azione e commedia si rincorrono e si equilibrano. Riuscire a tenere insieme tutte queste cose non è un’impresa da poco, ci vogliono idee chiare e creatività, a tutti i livelli. Alla fine del film mi sono reso conto che Zinni e gli altri mi mancheranno, anche se è nella natura delle cose, e anzi speriamo di rimpiazzarli con altre storie, altri eroi, altre trilogie.

La commedia italiana storicamente racconta di antieroi in uno sforzo di antiepica. Il paradigma di I Soliti Ignoti, che il nostro cinema ha sempre seguito, è e rimane quello di non essere capaci a fare molto ma di essere divertenti nel tentare, quello di un’irriducibile marginalismo, non riuscire mai nelle avventure con destrezza, semmai con molta fortuna se non proprio per sbaglio. Smetto Quando Voglio, che così era partito, completa il cerchio e riesce qui a dare credibilità a un gruppo di scemi intelligenti che insieme sono invincibili. Eroi reali e non antieroi.