Recensione Snowden

Snowden è un film del 2016 co-scritto e diretto da Oliver Stone, interpretato da: Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Rhys Ifans, Nicolas Cage, Ben Schnetzer, Keith Stanfield, Scott Eastwood, Timothy Olyphant, Joely Richardson, Parker Sawyers, Christian Contreras, Jaymes Butler, Marisol Correa, Robert Firth, Demetri Goritsas.


È il 2013. Vediamo Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) recarsi ad un incontro segreto in un centro commerciale di Hong Kong con i giornalisti Laura Poitras (Melissa Leo) e Glenn Greenwald (Zachary Quinto). I tre si spostano in una stanza di hotel dove Snowden accetterà di discutere le informazioni riservate in suo possesso circa le illegalità commesse dalla NSA durante vari controlli a tappeto sulla popolazione americana. Tramite dei flashback Snowden rievoca gli inizi della sua carriera alla NSA. Tutto ha avuto inizio quando, nel 2004, dopo essersi arruolato nell’esercito americano con l’intento di entrare nelle forze speciali, si ruppe una tibia e fu costretto ad abbandonare quell’idea.

Mentre era ricoverato si era visto obbligato a congedarsi, ma gli veniva anche detto che avrebbe comunque potuto continuare a servire l’America in altri modi. L’infortunio si traduce in una domanda per una posizione alla CIA. Snowden si sottopone allo screening iniziale e, nonostante le risposte alle varie domande sul perché volesse proprio entrare a far parte della CIA non siano ritenute dal punto di vista motivazionale sufficientemente valide, il direttore Corbin O’Brian (Rhys Ifans) decide di scommettere egualmente su di lui. Così Snowden viene portato nella facility soprannominata “The Hill” dove viene educato al cyber warfare. Proprio qui conosce il Foreign Intelligence Surveillance Act, legge che aggira il Quarto Emendamento permettendo qualsiasi operazione di sorveglianza e/o intercettazioni semplicemente con il lasciapassare di una corte speciale di giudici precedentemente scelti dall’amministrazione in carica. Durante il periodo di training Snowden incontra Lindsay Mills (Shailene Woodley) tramite un sito di appuntamenti. I due si legano l’un l’altra nonostante le contrastanti ideologie politiche, che emergono nell’assistere ad una protesta contro la guerra in Iraq durante una passeggiata nei pressi della Casa Bianca.

Inizialmente, infatti, Lindsay è per un’ideologia più progressista e democratica che ritiene fondamentale che il popolo sia in grado di contestare e mettere continuamente in discussione le azioni del proprio governo, mentre Snowden pensa che la fedeltà alla sua patria non gli permetterebbe mai una tale libertà. La loro relazione va avanti, fino a quando Snowden è costretto ad affrontare il primo viaggio fuori porta, come figura di copertura diplomatica a Ginevra, nel 2007. Proprio in questa occasione incontra Gabriel Sol (Ben Schnetzer), un tecnico con grandissime capacità ed esperienza nel campo della sorveglianza elettronica. Durante vari tentativi di risalire, tramite collegamenti e familiari, a tracce terroristiche a carico di un uomo d’affari pakistano (che risulta totalmente pulito), vengono così mostrati a Snowden programmi e pratiche che iniziano a fargli domandare quanto ci sia di etico e morale in ciò che sta facendo. La goccia che fa traboccare il vaso arriva quando il suo superiore (Timothy Olyphant), stanco di non aver ottenuto ancora alcuna informazione dal pakistano, arriva a tramare un piano per cercare di incastrare l’uomo d’affari, tentando di trascinarlo a guidare un’automobile dopo averlo fatto ubriacare, e così Snowden decide di congedarsi dall’incarico.

Tuttavia nel 2007 Snowden decide di collaborare nuovamente con la NSA (anche convinto dal cambiamento portato dal nuovo governo Obama) per una spedizione in Giappone, inizialmente con l’incarico di progettare un programma che permetterebbe il backup di tutti i dati critici dei dati elaborati dalle postazioni NSA del Medio Oriente nel caso una qualsiasi incursione informatica distrugga fisicamente l’hardware su cui quei dati risiedono, un programma che egli stesso battezza col nome di “Epic Shelter”. Ma col passare del tempo Snowden viene a conoscenza di pratiche con cui l’NSA e le altre agenzie governative stavano usando non solo il Giappone, ma anche le altre nazioni alleate con gli USA. Queste pratiche includevano anche il settare malware nelle principali infrastrutture e nei settori finanziari, in modo che, nel caso queste nazioni cambiassero allineamento politico, potrebbero essere effettivamente “abbattute” da remoto. Lo stress accumulato durante questi lavori comincia a manifestarsi sottoforma di stress anche nella relazione con Lindsay, che decide di lasciarlo e tornare dalla sua famiglia nel Maryland. Tre mesi dopo, Snowden ha lasciato l’impiego sul campo con la NSA ed è tornato nel Maryland, dove è tornato insieme a Lindsay ed ha ripreso il lavoro divenendo consulente per la CIA.

Durante una battuta di caccia O’Brian gli rivela di un’operazione di controspionaggio informatico in Oahu che ha lo scopo di contrattaccare degli hacker cinesi che stanno mettendo i bastoni tra le ruote all’agenzia americana. Snowden ci riflette su, per mesi, prima di dirlo a Lindsay, la quale si mostra infelice di dover lasciare la sua nuova sistemazione e il suo nuovo lavoro, ma cambia idea dopo aver scoperto che Edward soffre di epilessia. Edward inizia il suo nuovo lavoro nel luogo battezzato “The Tunnel”, un bunker sotterraneo della II Guerra Mondiale, riadattato a centro di comando per la sorveglianza elettronica, dove ritrova Gabriel Sol e nel quale viene a conoscenza che il suo programma “Epic Shelter” è stato modificato e sta venendo impiegato in operazioni militari, fornendo assistenza in tempo reale ai piloti di droni bombardieri nel localizzare e lanciare attacchi letali in Afghanistan.

Da questo momento in poi Snowden diventa sempre più disincantato circa il lavoro assegnatogli e circa tutto ciò di cui fa parte, dopo aver assistito sempre più ad operazioni illegali e aver ascoltato le menzogne che i leader dell’NSA hanno propinato al Congresso e alla gente americana circa il bisogno e le modalità di sorveglianza. Edward si allontana da Lindsay, e le consiglia di tornare dai suoi nel Maryland, pur non mettendola al corrente integralmente del suo segreto. L’ultimo flashback di Edward riguarda l’ultimissima operazione che egli ha compiuto nel suo ufficio dentro al “tunnel”: copiare di nascosto tutte le informazioni riguardanti la sorveglianza attiva, la corte FISA, le false testimonianze e i programmi di controllo portati avanti dall’NSA in una scheda microSD che nasconderà poi dentro al suo portafortuna, un cubo di Rubik. In seguito, tramite una mail criptata invita i due giornalisti che abbiamo conosciuto nel prologo a recarsi all’appuntamento di Hong Kong. Nell’epilogo vediamo che le informazioni giungono alla stampa, a giornali quali il Washington Post e il The Guardian che, il 5 giugno, 2013, aprono con notizie sulla nota agenzia americana NSA che estrae informazioni da privati cittadini a loro insaputa da server Verizon, Skype, Youtube, Google, Apple e Microsoft. Nei giorni successivi Snowden si rivela ed esce allo scoperto. Ma grazie all’aiuto dei due giornalisti Greenwald e Poitras riesce ad uscire dalla città e a prendere un volo diretto in Russia, deciso a volersi infine recare in America Latina. Tuttavia, il governo americano revoca il suo passaporto, costringendolo a Mosca, ove gli viene concesso asilo per tre anni.

Il caso Snowden, con i suoi tratti di abusi e di paranoia, sembrava fatto apposta per finire in un film di Oliver Stone e per molti versi si trova effettivamente al posto giusto. Innanzitutto, la biografia è un genere che a Stone riesce bene, soprattutto perché, là dove ci sono una storia vera e una cronologia nota, può sbizzarrirsi nella fase che più lo intriga, e cioè il montaggio. Poi, nella parabola di Snowden c’era, bello e pronto, il discorso dell’addestramento militare volontario, che va di pari passo con la domanda sul patriottismo che fa da sfondo a tanti film del regista di JFK (chi è più fedele allo spirito americano: chi contesta o chi obbedisce?). Infine, il tema della corruzione, della politica ostaggio del denaro (e dunque dell’industria bellica), di un Paese in cui non si cerca la verità ma si tenta di nasconderla. Stone è ossessionato da questo tema, ma non è meno ossessionato Snowden stesso, che si arruola per tener fede al motto delle forze speciali “De oppresso liber”, che fa quel che fa perché ciò che ha visto è contrario ad ogni (suo) principio e vuole interrogare il mondo sull’argomento. Ideologia e azione, insomma, sono gli ingredienti di cui sono fatti tanto il caso Snowden che il cinema di Stone ed è questa coincidenza che tiene alto il film nonostante non tutti i momenti stiano allo stesso livello.

Un’altra buona ragione risponde al nome di Joseph Gordon-Levitt. La performance dell’attore previene il regista dal rischio di strafare: la sua interpretazione sposta il discorso ideologico dal piano potenziale della politica a quello della scelta individuale, di coscienza, proiettando improvvisamente il piccolo mago del computer nella schiera degli uomini che hanno fatto la Storia, dei singoli che hanno spostato la montagna. È la lettura del mistero Snowden che fa Stone, una lettura personale, ma la prova di Gordon-Levitt la sostiene senza cedimenti.

Sul piano tecnico, Stone ha raffinato forse più di chiunque altro la pratica della drammatizzazione di eventi reali, gli basta perciò raccogliere il testimone della Poitras, con un passaggio di mano letterale della telecamera, per poi prendersi carico di costruire a piacimento. E qui nasce qualche problema, la supposta innocenza di Edward “Snow White” appare forzata, la storia d’amore di servizio, le metafore della caccia e del drone non sottilissime. Ma il film non ne esce compromesso perché in fondo ciò che funziona è la base, la coincidenza tra la visione del regista e quella del protagonista, che guardano con terrore all’idea che, come una bomba che per colpire un bersaglio uccide tutti quanti i civili innocenti nei paraggi, i danni collaterali della guerra americana per il controllo delle informazioni potrebbero rivelarsi incalcolabili.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Bim Distribuzione
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2017
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano (Obbligatori su lingua originale)
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Edward Snowden si racconta
3 featurette
Appello di Oliver Stone
Trailers

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Bim Distribuzione
Distributore Rai Cinema
Anno pubblicazione 2017
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano (Obbligatori su lingua originale)
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Edward Snowden si racconta
3 featurette
Appello di Oliver Stone
Trailers

Scheda Film