Spider-Man: Far from Home

Spider-Man: Far from Home è un film del 2019 diretto da Jon Watts ed interpretato da: Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya, Cobie Smulders, Jon Favreau, Marisa Tomei, Jake Gyllenhaal, Michael Keaton, Angourie Rice.


Otto mesi dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Peter Parker ha ricominciato la scuola, e svela all’amico Ned di essere innamorato della sua compagna di classe MJ, e che ha intenzione, sfruttando la gita in Europa, di dichiararle il suo amore.

Nel frattempo Happy Hogan, ex guardia del corpo dell’ormai deceduto Tony Stark, annuncia a Peter che Nick Fury lo chiamerà presto.

Peter parte per Venezia; mentre sta visitando la città, appare un enorme essere fatto d’acqua, che distrugge molti edifici mettendo in pericolo gli abitanti. Subito dopo interviene una figura in costume che riesce a sopraffare il mostro acquatico, con l’aiuto di Peter che cerca di limitare i danni dello scontro. Una sera, mentre si trova nella sua camera da letto, Parker incontra Fury, che lo conduce in un laboratorio sotterraneo, dove lo avverte della presenza degli Elementali, esseri composti dai 4 elementi fondamentali: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Peter incontra Maria Hill e anche l’uomo che ha sconfitto l’Elementale acquatico: Quentin Beck. Quest’ultimo svela a Peter di provenire da un’altra dimensione, e che il suo pianeta è stato distrutto dall’Elementale di fuoco, il più potente. Beck ha sconfitto tre Elementali, e l’ultimo che rimane è proprio quello di fuoco, che apparirà presto a Praga. Peter, volendo godersi la vacanza con l’obiettivo di dichiarare il suo amore a MJ, rifiuta l’incarico.

Il giorno dopo il ragazzo scopre che Fury ha cambiato la meta del loro viaggio, indirizzandola proprio verso Praga. Una volta giunti in città, Peter si allea con Beck, e quando sbuca dal terreno l’Elementale lo affrontano. Dopo una battaglia estenuante, i due riescono a sconfiggerlo. MJ, che era riuscita a fuggire e a nascondersi, raccoglie da terra un oggetto proveniente dal luogo dello scontro. Beck e Parker entrano in un bar per festeggiare la vittoria e il ragazzo mostra i suoi occhiali, che appartenevano a Tony Stark e che gli sono stati dati da Fury, i quali hanno incorporata l’intelligenza artificiale E.D.I.T.H., che controlla tutti i droni da combattimento e le tecnologie delle Stark Industries. Peter pensa che Tony gli abbia affidato quegli occhiali proprio per consegnarli a un uomo che possa diventare il nuovo Iron Man, vedendolo proprio in Beck. Dopo averglieli consegnati Peter esce dal bar e la verità viene svelata: le persone presenti nella stanza sono tutti collaboratori di Beck, il quale si dimostra essere solo un uomo normale, senza poteri, che è stato un dipendente di Stark, licenziato perché “mentalmente instabile”.

All’appuntamento con MJ, Peter scopre con stupore che lei conosce la sua identità segreta, poi la ragazza gli mostra lo strano oggetto che ha raccolto, che si accende all’improvviso, mostrando quello che sembra essere l’Elementale d’aria, per poi mostrare Beck che lo combatte. Peter capisce che tutto quello che Beck aveva raccontato era solo una menzogna e decide di informare Nick Fury di ciò che ha scoperto. La classe di Peter si dirige a Londra, mentre il ragazzo, con una scusa, parte per Berlino. Al suo arrivo viene accolto dallo stesso Fury, ma, dopo avergli raccontato tutto, scopre che l’edificio in cui è entrato è un’illusione di Mysterio. Peter lo combatte e riesce a uscire dall’illusione grazie all’intervento di Fury, al quale rivela con chi altro ha parlato dell’inganno di Beck, per poi scoprire che si tratta di un’altra illusione. Costretto a indietreggiare a causa dei poteri illusori di Beck, Peter viene realmente investito e portato via da un treno in corsa.

Il ragazzo sviene su un sedile e si risveglia nel carcere di un villaggio olandese. Riesce a contattare Happy e, con il suo aiuto, giunge a Londra in tempo. Qui Beck, utilizzando i droni delle Stark Industries tramite E.D.I.T.H., sta creando un mostro che sembri una fusione dei quattro Elementali, per poi combatterlo e sconfiggerlo, utilizzando un suo ologramma che simuli il combattimento, per diventare così un eroe ammirato in tutto il mondo, eliminando al contempo anche gli amici di Peter che conoscono le sue vere intenzioni. Nella battaglia Peter distrugge quasi tutti i droni da combattimento, per poi mettere in difficoltà Beck, riuscendo alla fine a riprendere il possesso degli occhiali. Dopo un ultimo tentativo di uccidere il ragazzo, Quentin Beck apparentemente muore. Infine, sul ponte in cui si era svolta la battaglia, Peter riesce finalmente a scambiare un bacio con MJ.

Nella scena durante i titoli di coda, Peter e MJ vedono, su uno schermo gigante di un grattacielo a New York, J. Jonah Jameson del Daily Bugle, che mostra un video registrato da Mysterio, manipolato in modo tale da accusare Spider-Man degli attacchi a Londra e della sua morte, rivelando infine pubblicamente la vera identità del supereroe. Nella scena dopo i titoli di coda, viene rivelato che Talos e sua moglie Soren hanno assunto le sembianze di Fury e Hill per tutto il tempo, mentre il vero Fury si trova nello spazio su un’astronave degli Skrull.

Tra i film forse più insidiosi da realizzare nella lunga serie dei 23 che compongono il Marvel Cinematic Universe, il sequel del nuovo ciclo dell’Uomo Ragno getta un ponte verso la nuova fase della saga e offre una doverosa elaborazione del lutto dopo dieci anni di racconto che hanno appena offerto la cosa più vicina a una conclusione che potranno mai avere.

Che la squadra di Kevin Feige e il regista di ritorno Jon Watts siano riusciti a rendere una seduta di terapia collettiva così autentica, e al tempo stesso così divertente, è un’impresa non inferiore alla creazione dell’epilogo perfetto in Avengers: Endgame.

Il Peter Parker di Far from home è ora un veterano ferito come il suo mentore Tony Stark, ma è anche un Captain America del mondo liceale, rimasto sedicenne per cinque anni mentre alcuni suoi compagni crescevano a dismisura. Una crescita-non-crescita che lo ha maturato ma non abbastanza da avere tutte le risposte che il mondo chiede a Spider-man: il suo stress post-traumatico di fronte a una folla ansiosa di sapere dove, come e in quale forma gli Avengers siano ancora tra loro è la stessa di un esercito globale di fan, cullato per un decennio nella sicurezza seriale e poi trafitto dal senso di una fine.

E mentre la Marvel narrativizza il suo stesso paradosso esistenziale (qual è il destino di una società assuefatta agli eroi? Quanta astrusità siamo disposti ad accettare prima di metterla in discussione?), arrivando vicina come poche altre volte a dargli una dimensione davvero politica, il sempre più adorabile Tom Holland funziona perché rimane con i piedi per terra. “Resta appiccicoso” gli urla dall’abitacolo di un aereo Happy, il vecchio assistente di Tony, parte di una galleria illusoria di figure paterne che attraversano il film.

Jon Favreau, che lo interpreta, è in fondo il primo vero padre in quanto regista del primo Iron Man, e funziona alla grande come anello di congiunzione che permette di trattare i temi principali dell’Uomo Ragno (Zio Ben, la responsabilità e il lutto di una origin story che la Marvel saggiamente non gli ha dato) attraverso la figura mitologica di Stark, assente ma più che mai protagonista. E per chi si chiedesse cosa ha spinto un attore come Jake Gyllenhaal a entrare finalmente nel giro dei supereroi, si dimentichino i raggi verdi e il mantello viola, e si guardi a un paio di occhiali appartenenti a Tony, indossati per un attimo in una somiglianza inaspettata e molto poco artefatta.

In un trionfo di complesse allegorie e spettacolo itinerante, tra i canali di Venezia e il Tower Bridge di Londra, Spider-man: Far from home non perde mai di vista il nucleo dei personaggi, come un professore ansioso nel tenere unita la classe durante una gita. Un lavoro la cui base era stata gettata in Homecoming e che dà i suoi frutti spingendo l’Uomo Ragno a unire (letteralmente) le sue due anime, quella degli amici e della riuscitissima commedia, e quella di eroe sempre più consapevole, finalmente svelato a se stesso.

Scheda Tecnica Edizione 4K Ultra HD + Blu-Ray Disc

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video Ultra HD 4K HDR Dolby Vision
Formato audio N.D.
Sottotitoli N.D.
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 2
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione Blu-Ray 3D + Blu-Ray Disc

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio N.D.
Sottotitoli N.D.
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 2
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray Limited Edition – Steelbook

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio N.D.
Sottotitoli N.D.
Tipo confezione SteelBook
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray Disc

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio N.D.
Sottotitoli N.D.
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio N.D.
Sottotitoli N.D.
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

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