Ted Bundy - Fascino criminale

Ted Bundy – Fascino criminale (Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile) è un film del 2019 diretto da Joe Berlinger ed interpretato da: Zac Efron, Lily Collins, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan, Dylan Baker, Haley Joel Osment, Grace Victoria Cox, Terry Kinney, Brian Geraghty.


Nel 1969, a Seattle, Ted Bundy incontra Liz Kendall, studentessa universitaria e madre single. I due iniziano a frequentarsi e Ted aiuta Liz a crescere la sua giovane figlia, Molly.

Nel 1974 le notizie annunciano la scomparsa di molte giovani donne in tutto lo stato di Washington e in Oregon, tra cui due rapimenti che hanno avuto luogo in pieno giorno al Lake Sammamish State Park. Un uomo che assomiglia a Ted viene notato da diverse persone mentre chiede prima ad una ragazza e successivamente nello stesso giorno ad un’altra donna, entrambe risultate poi scomparse, di aiutarlo a caricare una barca a vela su una Volkswagen Maggiolino. Viene rilasciato uno schizzo dell’aggressore e, dopo centinaia di telefonate, Ted viene arrestato nel 1975.

Carol DaRonch riconosce Ted da una fila di sospettati, affermando che lui l’abbia rapita e l’abbia minacciata di ucciderla prima che riuscisse a fuggire. Ted, rilasciato su cauzione, torna a casa da Liz, che è sconvolta dopo aver letto un articolo su di lui sul giornale. Ted spiega che a Carol è stata mostrata la sua foto due volte prima del riconoscimento, ed è per questo che le è sembrato familiare e crede di essere stato incastrato. Dopo un processo di prova di quattro giorni, Ted viene dichiarato colpevole di rapimento aggravato e viene condannato a scontare da uno a un massimo di 15 anni nella prigione dello stato dello Utah.

Poche settimane dopo le autorità del Colorado accusano Ted dell’omicidio di Caryn Campbell e nel 1977 l’uomo viene trasferito ad Aspen. Liz rifiuta di credere che Ted sia colpevole, ma gli eventi iniziano a farle perdere la testa e lei inizia ad avere problemi di alcolismo. Mentre si trova al Pitkin County Courthouse, Ted sceglie di essere il proprio avvocato e, come tale, è dispensato dall’uso di manette o catene. Durante una pausa, Ted fugge dal tribunale saltando da una finestra del secondo piano e correndo verso le montagne, ma viene ricatturato dopo sei giorni.

Liz visita Ted e pone fine alla loro relazione. Ted più tardi fugge di nuovo e, qualche tempo dopo, due donne in una casa di sorellanza vengono uccise in Florida, fatto a cui fanno seguito attacchi violenti contro altre due donne. Ted viene arrestato e cerca di contattare Liz, ma lei lo abbandona; l’uomo inizia tuttavia a ricevere un seguito di donne affascinate da lui, alcune affermano persino di amarlo.

Ted è visitato da una vecchia amica, Carole Ann Boone, che crede nella sua innocenza e si trasferisce in Florida per stare più vicino a lui. Viene negoziato un patteggiamento prima del processo in cui Bundy si dichiarerà colpevole di aver ucciso le due sorellastre, Lisa Levy e Margaret Bowman, e la dodicenne Kimberly Leach, in cambio di una condanna a 75 anni invece della pena di morte. Ted rifiuta l’accordo.

Ted e Carole Ann si avvicinano mentre lei lo visita regolarmente; i due iniziano una relazione, ma Ted continua a cercare di raggiungere Liz, che sta seguendo il suo processo via televisione, sentendosi in colpa per essere la persona che ha dato il nome di Ted alle autorità di Seattle nel 1975. Ted più tardi propone a Carole Ann di sposarlo nel bel mezzo del processo, grazie ad una sottigliezza legale.

In tribunale vengono fornite prove fisiche incriminanti, inclusa una corrispondenza di un calco in gesso dei denti di Ted con le impressioni delle ferite da morso sui glutei di Lisa Levy. In meno di sette ore la giuria condanna Ted per gli omicidi di Levy e Bowman, tre conteggi di tentato omicidio di primo grado e due accuse di furto con scasso. Il giudice di prova Edward Cowart impone la pena di morte per omicidio da eseguire con un’esecuzione per sedia elettrica. Prima del verdetto Carole Ann rivela a Ted di essere incinta.

Dieci anni dopo, Liz riceve una lettera da Ted e lo visita, portando una busta datale da un detective della omicidi. Liz chiede la verità, ma Ted continua a negare di avere qualcosa a che fare con gli omicidi. Mostra a Ted la fotografia contenuta nella busta (l’immagine di una scena del crimine di una delle sue vittime decapitate) e Ted ammette di averla decapitata con un seghetto.

Liz lascia la prigione in stato di shock, incontra sua figlia adolescente e il suo nuovo fidanzato e afferma che ora sta bene. Alla fine del film, il filmato d’archivio e il testo sullo schermo dicono che Ted è stato giustiziato nel gennaio 1989, all’età di 42 anni. Ted aveva confessato più di 30 omicidi qualche giorno prima e le sue ceneri vennero sparpagliate lungo la Catena delle Cascate, dove aveva depositato i resti di numerose vittime.

Tratto dal libro di memorie di Elizabeth Kloepfer (firmato sotto il cognome d’arte Kendall), Ted Bundy – Fascino criminale è soprattutto una vetrina per Zac Efron in una parte drammatica e biografica che contiene charme e orrore. Purtroppo il film, anche per povertà di mezzi, non riesce ad andare oltre e in particolare il ruolo di Elizabeth è sacrificato a un colpo di scena.

Raccontata per la quasi interezza della durata come una vittima del fascino di Bundy, da cui sembra dipendente come fosse una potente droga, Elizabeth interpretata da Lily Collins ha avuto in realtà un ruolo cruciale nella cattura dell’assassino, ma in Ted Bundy si preferisce nascondere le carte e tenere la rivelazione per un colpo a effetto, che però si esaurisce negli ultimi minuti del film e rende il suo personaggio piuttosto incoerente. Soprattutto considerato che il suo rapporto con le forze dell’ordine è stato ben più collaborativo di quanto non si veda nel film, che la vuole al contempo vittima e poi improvvisamente femme fatale in un’ambiguità poco produttiva. Sarebbe stato al contrario molto più interessante raccontare la duplicità della sue azioni e la conseguente tensione nel cappa e spada con Ted, invece rimane lui il protagonista indiscusso relegando Elizabeth ai margini della storia.

Anche la scelta di far interpretare Ted da Zac Efron, che pur fa del suo meglio soprattutto nel continuare a dichiararsi innocente, non rende giustizia a una fascinazione per il personaggio che era dovuta al suo carisma e alla sua oscurità molto più che alla sua bellezza. Bundy non era un brutto uomo ma non era neppure un adone, eppure le numerose donne che accorsero ad assistere al processo, così come quelle che gli scrivevano offrendogli il loro amore, erano irresistibilmente attratte da lui per ragioni che trascendevano la bellezza, che rimane invece il punto di forza saliente dell’ex divetto Efron.

L’atteggiamento eccentrico e irriverente di Ted verso la giustizia, con tanto di sfida in diretta allo sceriffo che l’ha accusato in Florida e con il memorabile matrimonio in aula, è invece ricreato impeccabilmente, come dimostrano sui titoli di coda le vere riprese con Bundy, identiche in tutto a per tutto alla messa in scena cui si assiste nel film. Una fedeltà che non dovrebbe stupire visto si tratta della seconda opera di finzione – dopo il dimenticabilissimo sequel di The Blair Witch Project nel 2002 – per il regista Joe Berlinger, che ha una lunga carriera nel documentario con diverse opere dedicate a crimini reali tra cui, buona ultima, proprio la miniserie Conversazioni con un killer: Il caso Bundy (disponibile in Italia su Netflix).

Purtroppo il film risente dei limiti produttivi che ne fanno una sorta di Tv Movie, lussuoso nel cast ma povero nella ricostruzione storica, dove gli esterni solo limitati a una manciata di scene e gli interni ridotti a pochi e contenuti ambienti. Bundy finisce presto confinato in un lungo percorso giudiziario e, anche se è protagonista di un paio di evasioni, vediamo poco o nulla dei suoi momenti di libertà. In parte perché il film non vuole dare spazio all’orrore dei suoi omicidi, i cui i dettagli più raccapriccianti sono velocemente raccontati in una scena sul finale e solo relativamente ai suoi crimini in Florida, mentre altre pratiche aberranti, come la necrofilia, sono del tutto omesse. Non basta però questa scelta di campo a giustificare l’assenza di una maggiore ariosità, per esempio una fuga di giorni nei boschi non aveva nulla a che fare con gli omicidi ma viene comunque liquidata in un’ellisse, così come la sua storia d’amore con Elizabeth ha luogo quasi sempre tra le mura domestiche di lei.

Oltre a Efron e Collins il cast vanta ruoli per Jim Parsons (The Big Bang Theory) nei panni di un avvocato dell’accusa, Haley Joel Osment (l’ormai cresciuto bambino di Il sesto senso e A.I. – Intelligenza artificiale) in quelli di un timido e pacioso collega innamorato di Elizabeth e infine John Malkovich nelle vesti del giudice del processo di Bundy in Florida. Il titolo originale del film, ossia “estremamente malvagio, di cattiveria e viltà scioccanti”, è uno stralcio della sua sentenza di condanna dell’assassino. Ma per quanto il cast ci metta carisma, il film non sfugge a un’atmosfera televisiva, non a caso in America è passato per un paio di festival ma poi non è uscito in sala ed è invece finito direttamente in streaming.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Notorius Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Notorius Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film