Ted Bundy - Fascino Criminale

Ted Bundy – Fascino Criminale è un film di genere biografico, drammatico del 2019, diretto da Joe Berlinger ed interpretato da: Zac Efron, Lily Collins, Haley Joel Osment, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan, Brian Geraghty, Dylan Baker, Joe Berlinger, Terry Kinney.


Ted Bundy – Fascino Criminale, il film diretto da Joe Berlinger, segue la storia di Ted Bundy (Zac Efron) serial killer statunitense attivo negli anni Settanta.

Il film racconta l’arresto di Ted e i vari processi che ne sono seguiti dal punto di vista della sua fidanzata Liz (Lily Collins).

Ted è un ragazzo bello, intelligente, carismatico e affettuoso. Liz è una ragazza madre, attenta e innamorata. Una normale coppia felice, a cui in apparenza non manca nulla. Quando Ted viene arrestato e accusato di una serie di efferati omicidi, Liz viene messa a dura prova: Chi è davvero l’uomo con cui condivide tutta la sua vita?

Ted Bundy è stato uno dei più spietati serial killer nella storia criminale degli Stati Uniti, autore di oltre trenta omicidi di giovani donne negli anni ’70. Il suo nome è ben noto Oltreoceano ma la sua macabra fama è arrivata anche nel nostro Paese e quest’elemento, come in ogni trasposizione biografica ispirata a un evento o personaggio conosciuto, castra sin da subito l’elemento sorpresa. Il prologo infatti è già volutamente ambientato dietro le sbarre del carcere, con il condannato alle prese con un colloquio telefonico con l’ex fidanzata Elizabeth Kendall, personaggio fondamentale in quanto interprete di uno dei punti di vista sui quali è imbastita la sceneggiatura.

Lo sguardo vorrebbe essere a David Fincher, al suo Zodiac (pilastro del genere), al rapporto tra male e ossessione, proposto in una chiave antispettacolare. Ma la “battaglia” di Bundy qui non riesce a restituire uno spaccato sociologico, una profonda riflessione sulla morbosità dell’America puritana. Gli elementi c’erano tutti: il processo trasmesso in televisione, la giustizia che si fa spettacolo, le groupie innamorate dell’imputato, addirittura il matrimonio sul banco dei testimoni con la sua fan più fedele. Poi sarebbe arrivato il clamore intorno a O.J. Simpson (da cui la bellissima serie Il caso O.J. Simpson: American Crime Story e il fluviale doc O.J.: Made in America di 467 minuti), la follia che si nascondeva dietro la famiglia Bobbit.

In scena troneggia lui, uno Zac Efron che di certo può vantare il fascino del bravo ragazzo con cui Ted Bundy seduceva le sue vittime e le sue fan, anche durante il processo. Manca però quasi del tutto della sottile ambiguità richiesta ad un attore che deve trasmettere l’angosciante dubbio di poter essere un mostro così come un innocente tormentato dalla giustizia. Attori come Mads Mikkelsen, Anthony Hopkins, Kevin Spacey e Cameron Britton hanno dato incredibili prove attoriali mantenendo viva questa dualità angosciante dietro lo stesso volto, con un semplice sguardo, angosciando lo spettatore. Zac Efron, colpito da molte critiche ancor prima dell’uscita del film, non è proprio in grado di dare una performance così sfaccettata.

Velocizzato – l’arco d’azione di Bundy è durato circa trent’anni – e ricamato sui sentimenti complicati e conflittuali di Liz, il film di Berlinger non racconta la cronaca dei fatti in termini voyeuristici, bensì riassume la follia ragionata e studiata di «un uomo giovane e brillante che avrebbe potuto essere un buon avvocato, presentandosi però dalla parte sbagliata». Sempre citando le famose parole del giudice Cowart, qui con il volto di John Malkovich, nella parte più sincopata del film, in cui Bundy, tra fughe, aggressioni e omicidi, diventa una sorta di punto di riferimento aberrante per molte persone che credono alla sua innocenza. In fondo, siamo negli Anni Settanta, e il sinonimo di libertà (e ribellione) poteva essere spesso confuso con la giustizia.

La forma narrativa troppo spezzettata e alternata impedisce però di creare la corretta profondità tensiva, e le solide interpretazioni dell’eterogeneo cast (che vanta anche il debuttante James Hetfield, cantante dei Metallica, in un piccolo ruolo) non riescono a nascondere la frammentazione dell’insieme.