The Canyons è un film del 2013 scritto dallo scrittore Bret Easton Ellis e diretto da Paul Schrader. Il film è interpretato da Lindsay Lohan, James Deen, Nolan Gerard Funk, Tenille Houston, Amanda Brooks, Gus Van Sant, Jim Boeven.


The Canyons racconta una storia di eccessi, peccati e solo apparenti redenzioni. E’ un thriller noir ad alto tasso erotico, capace di fotografare l’ossessione per il successo e la miseria dell’apparente ricchezza di un gruppo di giovani accecati dal potere e dal mito di Hollywood. Christian (James Deen) è un edonista manipolatore che ama giocare con il potere e vivere in mezzo ai lussi che il suo fondo fiduciario gli garantisce. Frequenta da circa un anno Tara (Lindsay Lohan), un’aspirante attrice e modella con la quale vive una storia dove dominano sesso, trasgressione e stravizi. L’apparente equilibrio della coppia vacilla appena nelle loro vite compare Ryan (Nolan Funk), attuale compagno dell’assistente di Christian, Gina (Amanda Brooks) ma soprattutto ex di Tara, scelto come protagonista del film horror che Christian intende produrre. Questo incontro scatenerà una spirale di violenza e sconvolgerà per sempre le vite dei protagonisti.

L’incontro tra la cinepresa di Paul Schrader e la penna di Bret Easton Ellis non poteva che avvenire attorno ad un microcosmo di giovani rampanti tristi e violenti, apparentemente fermo agli anni Ottanta, alla piscina delle ville e agli incontri sessuali di una volta soltanto, fissati per rimandare la noia da protagonisti costantemente altalenanti tra lo status di oggetto e di soggetto, di viventi e di larve. Ogni occasione è buona per loro, anzi necessaria, per ribadire il proprio potere sull’altro, sia quello derivante dai soldi o dall’ascendente sessuale. Tuttavia non lo è per dare sostanza e vita ad un film, che resta spoglio e catatonico come il paesaggio umano che giudica e contempla.

Le grandi sale cinematografiche sono chiuse, deserte, abbandonate, gli schermi si sono fatti esigui e domestici come quelli del telefonino e della tv e gli spettacoli non possono che assomigliarsi tutti, nella loro ristrettezza morale, nel loro linguaggio ridotto ai minimi termini. Schrader racconta ancora la sua storia, ribadisce la sua teoria, ma il suo cinema questa volta non si distingue, non pulsa, non respira.

Tra recitazioni amatoriali e sequenze amatorie senza il minimo brivido voyeuristico, l’unica verità del film è incarnata in Lindsay Lohan e da lei è fisicamente impossibile staccare gli occhi. Solo la sua rovina fisica è in grado di rievocare quella rima che in “Meno di zero” di Ellis si veniva a creare tra l’apatia e un sentimento molto più potente, forse il più potente di tutti, ovvero la tristezza. Il personaggio di Tara non sa cosa sia il diritto costituzionale americano alla felicità, è qualcosa che si perde in un passato remoto, nonostante la giovane età. Ma la sua forza non nasce dal film, bensì viene interamente da fuori, da una sofferenza reale, che il regista ha gioco facile a catturare (e in questo caso il voyeurismo c’è, eccome) ma in fondo non sa far fruttare.

Anime perse che annaspano, incapaci di affrancarsi da un destino avverso che le vuole condannate a gravitare intorno a quel piccolo mondo corrotto di scarti, dove tutti alla fine conoscono tutti: “il mondo è uno sputo”. Luci-riflettori sul disastrato palcoscenico di una vita irrisolta, che può soltanto finire in tragedia. E la colonna sonora. Suadenti synth, che rimandano ai fasti di un passato (per il cinema) oramai lontano, scandiscono i gesti ed i pensieri convulsi di queste esistenze inerti, immobili nel pantano più denso e paralizzante, dove ogni accenno di movimento si traduce nello sprofondare tutte le volte un po’ più in giù, fino ad essere inghiottiti. Regia elegante e mai invasiva; dolcemente scruta questi angeli a cui è stato negato il paradiso, ne segue le movenze, ne cristallizza le pose immortalandoli per quello che sono: fiori freschi già appassiti. Brava Lindsay Lohan, che forse recita se stessa, buona la prova del porno attore James Deen. Suggestivo.

Proprio in questi giorni la Koch Media SRL (ex Millennium) ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, una duplice edizione home video della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, in formato Blu Ray con traccia video a 1080P e traccia audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. Purtroppo entrambe le edizioni risultano essere prive di contenuti extra ed inserti speciali di particolare e rilevante importanza.