The Greatest Showman

The Greatest Showman è un film di genere biografico, musicale, drammatico del 2017, diretto da Michael Gracey, ed interpretato da: Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Zendaya, Zac Efron, Michelle Williams, Yahya Abdul-Mateen II, Paul Sparks, Diahann Carroll, Fredric Lehne, Tina Benko, Doris McCarthy.


Numeri poderosi e coreografie sgargianti si mescolano nello spettacolo ottocentesco che prende il nome di The Greatest Showman, il biopic musicale con Hugh Jackman nei panni dell’abile intrattenitore di folle P.T. Barnum.

L’astuto impresario circense, entrato in affari col giovane Phillip (Zac Efron), ha per le mani il rivoluzionario progetto di un enorme circo a tre piste, con quattro palcoscenici e ventimila posti a sedere. Gli ambiziosi uomini d’affari si lanciano con entusiasmo nella realizzazione del sontuoso spettacolo, che porta in scena nuove acrobazie e fenomeni da baraccone mai visti prima, finché entrambi non si infatuano di due giovani stelle del palcoscenico.

Phillip si perde tra i volteggi e le giravolte della sensuale trapezista Anne (Zendaya), mentre Barnum viene stregato dal dolce canto dell’artista Jenny Lind (Rebecca Ferguson), la timida soprano nota al pubblico come “usignolo svedese”, per la voce cristallina che arriva dritta al cuore.

Nonostante il personaggio di P.T. Barnum sia ispirato all’omonimo impresario, la trama del film è stata molto romanzata. Barnum era noto al tempo per essere stato uno dei primi uomini dello show business, grazie alla fondazione di “The Greatest Show on the Earth”, il colossale circo dalle grandi dimensioni e dalle svariate attrazioni, a cui si rifà il titolo del film. Gli spettacoli coinvolgevano sia animali esotici che esseri umani con particolarità fisiche, come nani e donne barbute; Barnum, però, era anche un maestro dell’illusione, nonché un grande uomo d’affari, cosa quest’ultima che lo ha portato spesso a esibire truffe ben montate, quali la celebre Sirena delle Figi: un corpo di scimmia cucito su una coda di pesce. Tuttavia il suo obiettivo, oltre quello di far soldi ovviamente, non era illudere, ma ipnotizzare gli spettatori ricreando un mondo bizzarro, fatto di meraviglie e opposto ai tempi grigi a lui contemporanei.

Parlare di circo oggi automaticamente fa storcere il naso, ma sul finire del diciannovesimo secolo davvvero doveva trattarsi del “più grande spettacolo sulla Terra”: animali esotici, acrobazie, divertimento, musica e appunto bizzarrie di ogni tipo. Andare ad uno di questi show era davvero l’occasione per assistere a cose inimmaginabili, ad un insieme di talenti apparentemente disarmonici che però formavano un qualcosa di unico ed irresistibile che ben presto divenne un enorme successo. Talmente grande da superare quello di spettacoli artistici ben più nobili e prestigiosi.

Ad affiancare Jackman c’è un cast stellare: da un altro veterano del musical come Zac Efron, a.k.a Carlyle, il giovane socio di Barnum, alla cantante Zendaya, nei panni della bella trapezista del circo, da Rebecca Ferguson che impersona la cantante soprannominata “Usignolo svedese” a Michelle Williams, ovvero Charity, la moglie del protagonista (qui a dire il vero un po’ sottotono rispetto alle intensissime performance cui ci ha abituato).

La pellicola è accompagnata da 11 brani musicali (la bellissima Never Enough non è cantata da Rebecca Ferguson bensì da Loren Allred) per 110 minuti di pellicola che si fa abbagliante (luci comprese) nella sua scenografica e coreografata rappresentazione, con cambi di scena improvvisi e il più delle volte sorprendenti, seguendo una strada da musical teatrale che non potrà che abbracciare l’apprezzamento dei più puristi. Una rappresentazione della realtà di un’epoca visibilmente addolcita (indubbiamente troppo), con multipli lieto fine e una traccia sociale solo vagamente critica nei confronti di un’America spaventosamente classista e violenta nei confronti di chi veniva visto come ‘diverso’. L’uscita natalizia non è casuale, per The Greatest Showman, musical ampiamente vendibile ad un pubblico mainstream, qui travolto dallo spettacolo di colori esplosivi, costumi sgargianti, coinvolgenti balli, esotici animali, canzoni da applausi e buone interpretazioni, limitate da una sceneggiatura tutt’altro che indimenticabile. Un circo musicale a tre piste, molto poco dark e visivamente al limite del kitsch, tra spasmodico amore, vibranti passioni e accettazione.