The Limehouse Golem

The Limehouse Golem è un film di genere horror, thriller del 2016, diretto da Juan Carlos Medina ed interpretato da: Olivia Cooke, Douglas Booth, Bill Nighy, Daniel Mays, Eddie Marsan, María Valverde, Sam Reid, Morgan Watkins, Adam Brown, Peter Sullivan.


Il film segue l’indagine dell’ispettore John Kildare, chiamato a investigare su una serie di brutali omicidi che sono opera di un misterioso killer. L’assassino, che ha l’abitudine di martoriare i cadaveri delle vittime e che lascia ogni volta sulla scena del delitto la sua firma (una “M”), è sospettato dalla gente comune di non essere un uomo ma addirittura un Golem, un mostro gigante della mitologia ebraica fatto di argilla.

Basato sul romanzo di Peter Ackryod intitolato Dan Leno and the Limehouse Golem, inizia con l’arresto di Elizabeth Cree (Olivia Cooke), una famosa performer di vaudeville sospettata di aver ucciso il marito, che si scopre avrebbe potuto ere una connessione con una serie di raccapriccianti omicidi attribuiti a una figura conosciuta solo come The Limehouse Golem. L’ispettore Kildaire (Bill Nighy), che è stato trasferito fuori di Londra a causa delle voci sulla sua omosessualità, viene incaricato di seguite il caso, probabilmente perché così l’uomo potrebbe servire da buon capro espiatorio nel caso in cui il Golem non venisse trovato.

Mentre Kildaire inizia a investigare sugli omicidi del Golem, incrocia la sua strada con Elizabeth, che deve ora affrontare la pena di morte anche se continua a professarsi innocente. Kildaire inizia allora a parlare con Elizabeth, scoprendo in una serie di conversazioni come è arrivata ad essere una famosa performer dopo un’infanzia poverissima in balia di una madre violenta e religiosa e dopo essere stata vittima di una violenza sessuale in giovanissima età. Elizabeth si è fatta largo coi denti verso la celebrità, scansando in modo intelligente i molti uomini che avevano cercato di ‘aiutare’ il suo successo.

La Cooke è straordinaria in quello che è veramente il ruolo principale qui. Ha lasciato che il suo talento splendesse nella serie TV Bates Motel e in Me & Earl & the Dying Girl, ma questo è il film nel quale dimostra definitivamente di poter guidare un’opera tutta sua (e fa molto ben sperare per il suo prossimo lavoro, Ready Player One di Steven Spielberg). La co-sceneggiatrice Jane Goldman (Stardust) è l’arma segreta di The Limehouse Golem, sfornando uno script esplosivo che passa da una scena all’altra con dialoghi sfacciati e senso di urgenza e con una forte connotazione femminista che permea tutto. E nella Cooke, la sceneggiatura della Goldman canta, con l’attrice che trasuda fiducia e una versatilità davvero impressionante.

Nonostante le ottime premesse strutturali e l’indiscutibile dimestichezza registica di Medina, The Limehouse Golem perde progressivamente mordente a partire dal corpo centrale della narrazione, nel momento in cui il binario orrorifico viene abbandonato in favore di una lunga e inutilmente contorta digressione verso le tinte più drammatiche che riguardano la vicenda della giovane attricetta popolare, ammorbidendo eccessivamente la componente tensiva al punto da trasformare radicalmente l’intero impianto del racconto. Ne risulta una pellicola zoppa, recalcitrante di promesse non mantenute e che cerca disperatamente di riscattarsi attraverso un doppio twist finale che, tuttavia, nonostante l’onestà d’intenti, si rivela ben intuibile già molto prima dello stacco a nero conclusivo. In The Limehouse Golem riposano i germi di molta serialità televisiva (e parecchia letteratura) appartenente al genere poliziesco-investigativo agèe – da I misteri di Murdoch passando per l’immaginario di E.A. Poe e Conan Doyle, con certi echi addirittura da The Knick –, ma il risultato finale non può certo dirsi all’altezza delle orrorifiche suggestioni in crinolina del Crimson Peak di Del Toro.

In conclusione possiamo dire d’essere in presenza di un Thriller che si avvale di una buona ricostruzione dell’Inghilterra di fine Ottocento, ma che, narrativamente parlando, paga lo scotto di una sceneggiatura un po’ confusionaria per colpa dei troppi andirivieni temporali. La tensione poi è smorzata dal troppo spazio fornito alle performance teatrali dei protagonisti: c’è persino il tempo per un paio di momenti musicali. Buono il colpo di scena finale, intuibile solo pochissimo prima del suo disvelamento. Più misterioso l’ultimo accadimento che però può avere un suo perché.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Lucky Red
Distributore Koch Media
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Lucky Red
Distributore Koch Media
Anno pubblicazione 2018
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film