The Nest

The Nest (Il nido) è un film horror italiano del 2019 diretto da Roberto De Feo, all’esordio nella regia di un lungometraggio.


Il cast della pellicola è composto da: Francesca Cavallin, Justin Korovkin, Ginevra Francesconi, Maurizio Lombardi, Fabrizio Odetto, Gabriele Falsetta, Massimo Rigo.

Samuel è bambino. Suo padre e sua madre, Elena, vivono all’interno della tenuta di Villa dei Laghi.

Una notte, il padre di Samuel, mentre osserva la moglie e il figlio dormire, si mette a piangere e in un momento di follia e disperazione prende Samuel, addormentato, dal letto, lo carica in macchina e tenta di fuggire dalla Villa sulla sua automobile verso una città limitrofa.

Samuel e il padre hanno un incidente, il padre muore e Samuel resta paralizzato.

Samuel è ormai adolescente. Ha sempre vissuto nella Villa dei Laghi insieme agli altri abitanti della villa.

La madre, iperprotettiva, è capostipite della società-alternativa da lei creata. Nessuno deve parlare a Samuel del mondo esterno: deve crescere convinto che l’unico mondo sia quello in cui si trova. Durante la festa di compleanno di Samuel, una donna ospite della Villa, in un impeto di commozione, menziona l’esistenza di un mondo esterno, contravvenendo alle regole, e viene punita dal sadico medico di Villa dei Laghi.

Origliando una conversazione della madre, Samuel scopre che un uomo è giunto al cancello della villa, ma viene scoperto dalla madre viene punito. L’uomo al cancello, Ettore, raggiunge la villa insieme ad una giovane ragazza orfana di cui si prende cura da anni, Denise. Si scopre che l’uomo, trafelato e sofferente, è un vecchio amico di famiglia della madre e del padre di Samuel. Ettore alla madre di Samuel di prendersi cura della ragazza: la madre di Samuel, inizialmente titubante, accetta. Successivamente l’uomo viene visitato dal medico e mostra una strana piaga nera sulla pelle.

Intanto Denise dopo essere stata visitata dal medico viene accolta nella villa come cameriera: la ragazza tenta di stabilire un rapporto con Samuel ma viene subito ostacolata dalla severa madre del ragazzo.

Samuel, che soffre di una grave patologia che lo paralizza, necessita di una terapia con un farmaco riabilitativo che può essere acquistato solo nel mondo esterno, e le cui scorte nella villa stanno per terminare: tuttavia andare a reperire tale farmaco sembra costituire un grande problema Elena e il medico della villa.

Nel frattempo, Samuel è sempre più attratto dalla magnetica figura di Denise. La ragazza, a cui sono state sottratte le sigarette dalla madre di Samuel, pur contravvenendo alle regole della Villa, è riuscita a tenere con sé, di nascosto, il suo lettore mp3 che usa per ascoltare, di nascosto, la musica insieme a Samuel.

Poco a poco, Denise fa scoprire a Samuel l’esistenza di un mondo completamente nuovo al di fuori della villa, e lo persuade a rubare le sigarette custodite dalla madre nel suo studio in cambio dell’mp3.

L’intera tenuta è sorvegliata da guardiani che, occasionalmente, escono dalla villa per fare scorte di prodotti di necessità tra cui, all’insaputa della madre di Samuel che vieta il fumo nella villa, sigarette che poi passano di nascosto alla servitù. Nel frattempo, di notte, nel bosco, la madre di Samuel, il medico e altri membri della villa, uccidono una anziana donna che pare essersi ammalata della stessa, misteriosa, malattia di cui era ammalato l’uomo che ha accompagnato Denise alla villa. Elena, in un discorso accorato, identifica la malattia come “il male” da eradicare e da cui liberare le anime di chi popola la villa.

Il rapporto tra Samuel e Denise continua a fortificarsi sempre di più, e sembra nascere un’attrazione sentimentale tra i due. Nel mentre, la madre di Samuel mostra una forte instabilità psicologica: all’animo severo e protettivo alterna un animo profondamente triste e instabile, che sfocia anche nell’autolesionismo.

Durante una gita al lago, all’interno dell’immensa tenuta di Villa dei Laghi, il rapporto tra Denise e Samuel si consolida sempre di più: Denise sembra esercitare un fascino e un’influenza su Samuel che preoccupano la madre di Samuel e il sadico medico, che sembrano cercare un modo di sbarazzarsene. La madre di Samuel scopre le sigarette e il lettore mp3 di Denise, e l’accusa di star deviando il comportamento del figlio. Denise la critica accusandola di essere eccessivamente protettiva col figlio: così facendo Samuel sarà sempre succube della madre e mai veramente autonomo. La ragazza, dopo questo evento, sembra essere misteriosamente sparita. A Samuel viene fatto credere che se ne sia andata di sua volontà. Poco dopo Samuel raggiunge, sulla carrozzina, i cancelli della tenuta dove incontra i due sorveglianti. Mentre uno dei due parla, l’altro sembra vivere in uno stato catatonico: sulle tempie ha delle cicatrici riconducibili all’elettroshock.

Nel frattempo, Greta, l’altra domestica, distrutta dal clima di angoscia che la tormenta, si suicida nel bosco impiccandosi. La terza cameriera più anziana, dopo la morte di Greta, decide di licenziarsi e andarsene dalla tenuta. L’idillio, seppur rigido e severo, della madre sembra star per crollare.

Denise, dopo essere stata allontanata e tenuta, presumibilmente, in isolamento lontano dalla villa, ritorna alla tenuta. Elena sembra aprirsi alla relazione tra Denise e suo figlio, e riammette Denise alla villa.Tuttavia, poco dopo, la ragazza viene narcotizzata dal medico e sottoposta ad elettroshock: l’obiettivo, dopo varie sedute, è quello di renderla del tutto incapace di parlare ed esprimersi, per diventare la perfetta moglie di Samuel. Il tuttofare della villa scopre la crudele pratica a cui Denise è stata sottoposta, e si oppone a questa scelta confrontandosi con il medico della villa: l’obiettivo del dottore e della madre è creare una moglie perfetta per Samuel, incapace di parlare ed esprimersi, per mettere a tacere il carattere determinato della ragazza. Il tuttofare compatisce Samuel e Denise, e si schiera dalla loro parte: decide di accompagnarli fuori dalla tenuta la notte successiva.

Nella notte, il tuttofare, ai piedi del letto di Elena, in una scena che richiama quella iniziale, si prepara alla fuga insieme ai due ragazzi: narcotizza la madre di Samuel, poi sceso nel soggiorno, uccide il medico, sparandogli. I due ragazzi, intanto, salgono sul furgone e si dirigono verso i cancelli della villa. Elena, risvegliatasi dal sonno, scende in soggiorno dove trova il cadavere del medico: capisce il piano di fuga e, disperata, inizia a gridare. Il tuttofare si punta il fucile alla testa e si suicida.

I due ragazzi raggiungono il checkpoint dei sorveglianti: Denise e Samuel, determinati ad uscire, uccidono entrambi i guardiani. Nel frattempo, dalla Villa, Elena tramite la linea telefonica interna, cerca inutilmente di contattare i due sorveglianti al checkpoint, appena freddati da Denise. Samuel e la ragazza riescono ad uscire dalla villa.

È l’alba: mentre Denise e Samuel percorrono le strade esterne alla tenuta, nella villa Elena vaga, in lacrime, per i boschi della tenuta. Qui, in un flashback, ricorda una conversazione avuta col marito, il padre di Samuel prima che questo morisse nell’incidente: l’uomo è titubante sul progetto della donna di creare una tenuta isolata e di ricostruire una società che sia al sicuro da una non precisata minaccia esterna. Il padre di Samuel propone, piuttosto, di trasferirsi in una città limitrofa di nuova costruzione, sostenendo che rinchiudersi nella villa sarebbe un’idea folle, in particolar modo per il piccolo Samuel che si troverebbe costretto a crescere in solitudine in una realtà illusoria.

Nel frattempo, i due giovani, fuori dalla villa, si fermano in mezzo ad una strada immersa fra i campi. Denise suona il clacson del furgone e dall’erba dei campi circostanti, a tal richiamo, compaiono delle inquietanti figure: delle creature umanoidi simili a zombie che portano sul corpo delle piaghe simili a quelle dell’uomo giunto alla villa insieme a Denise.

Si scopre che la società umana è stata colpita e contagiata da un pericolosissimo virus che mette a repentaglio l’intera società. La madre di Samuel decide di proteggere la sua famiglia e alcuni amici costruendo una comunità (un “nido”) isolata che sia autonoma e protetta dal contagio della terribile malattia che sta distruggendo la società esterna.

L’iconografia della locandina è quella dell’horror, quasi da casa infestata, ma Roberto De Feo, all’esordio nel lungometraggio, sceglie di costruire la tensione lavorando quasi esclusivamente sull’atmosfera e sul mistero.

L’intento è nobile e coraggioso e la messa in scena ha la giusta eleganza per reggere l’impresa, così come il cast ha le facce azzeccate e recita con convinzione la parte, componendo un microcosmo paranoico e sinistro. Purtroppo, tutto questo sforzo va verso un esito che non solo è prevedibile, ma che si rivela ancora più scontato del previsto e poco importa che i conti tornino quando la soluzione è così abusata. Superata la delusione per il finale, rimane però di The Nest il ricordo di un mondo attentamente fotografato.

Il merito è anche della location, una villa costruita in un parco naturale vicino a Torino e caduta parzialmente in rovina, che la troupe ha risistemato facendone un luogo di schiacciante opulenza. Come ne L’angelo sterminatore di Buñuel, la borghesia colta e vanesia chiusa in se stessa finisce per implodere. Il tema non è nuovo, l’ultima volta che l’abbiamo visto declinato su schermo è probabilmente Melancholia di Von Trier, ma il registro horror è una scelta particolarmente calzante senza essere qui mai sparata in faccia allo spettatore. Gli elementi inquietanti a tratti sono espliciti, tra un incubo misterioso e un rito sacrificale, ma sono anche confinati in una zona a metà tra sogno e realtà, oppure lasciati così aperti all’interpretazione da rimanere inafferrabili.

Cruciali in un film come questo – dove il ragazzo protagonista è obbligato a suonare classica al piano, mentre la ragazza cerca di farlo maturare con il rock – l’uso delle musiche e qui il contributo di Teho Teardo è come sempre una garanzia.

Tra gli elementi incongrui che iniziano a segnalare la verità dietro il mondo fin troppo perfetto della villa ci sono le due guardie del confine, che sembrano redneck, gli zotici dell’America rurale sporchi e volgari al centro di titoli come Un tranquillo weekend di paura o Non aprite quella porta. La loro presenza è forse fin troppo rivelatoria, come lo sono le dichiarazioni del regista che si dichiara ispirato da The Village e The Others, ma lo sforzo dedicato alla realizzazione del film rimane indiscutibile.

Un bel passo avanti per Roberto De Feo, che aveva esordito con un corto ferocissimo intitolato Ice Scream (lo trovate su YouTube), cui aveva fatto seguito un lavoro più simile a The Nest: Child K, dove una situazione raccolta si apriva alla fine con un colpo di scena su un mondo più ampio e tutt’altro che rassicurante. Là la base era un fatto storico, qui invece l’idea di fondo è derivativa di un filone fin troppo cannibalizzato dal cinema recente. La stoffa però non manca.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Cecchi Gori
Distributore Mustang Entertainment
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano
5.1 DTS HD: Italiano
Sottotitoli Italiano NU
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Cecchi Gori
Distributore Mustang Entertainment
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 2.0 Stereo Dolby Digital: Italiano
5.1 Dolby Digital: Italiano
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film