The Prodigy - Il figlio del male

The Prodigy – Il figlio del male (The Prodigy) è un film horror del 2019 diretto da Nicholas McCarthy ed interpretato da: Taylor Schilling, Jackson Robert Scott, Colm Feore, Peter Mooney, Paul Fauteux, Brittany Allen, Paula Boudreau, Elisa Moolecherry, Oluniké Adeliyi, David Kohlsmith, Ava Augustin, Michael Dyson.


22 agosto 2010, Ohio. Il serial killer Edward Scarka viene colpito a morte durante un’incursione della polizia nella sua fattoria.

Al momento della sua morte, una coppia di sposi della Pennsylvania, Sarah e John, danno alla luce un maschio, Miles, che fin da subito mostra estrema saggezza, intelligenza e capacità di parlare fluentemente l’inglese prematuramente.

2018 Miles compie otto anni e i genitori iniziano a notare cambiamenti comportamentali in lui. Una notte il bambino fa uno scherzo alla sua baby-sitter, Zoe, ferendola gravemente, non ricordandosi in seguito dell’accaduto, ed, alcuni giorni dopo a scuola, attacca un compagno di classe con una chiave inglese che sottrae dall’armadio del custode. Sarah, quindi, decide di portarlo dalla psicologa Elaine Strasser, alla quale la madre consegna un nastro sul quale sono state registrate le parole apparentemente senza senso che quest’ultimo dice nel sonno. Elaine dà il nastro a un collega, Arthur Jacobson, un esperto di rinascita e reincarnazione, il quale le rivela che le parole di Miles sul nastro sono in realtà in lingua ungherese e che tradotte significano: “Ti taglierò gli occhi e ti guarderò morire, puttana”.

Non volendo credere alle parole di Arthur, Sarah lo licenzia. Più tardi a casa, il cane della famiglia scompare e John si infuria quando scopre che Miles ha ripreso la camera da letto della coppia con un baby monitor. In seguito, John va a trovare suo fratello, lasciando Sarah da sola con Miles in casa. Quest’ultimo sveglia la madre nel mezzo della notte, trovando la casa invasa da uno sciame di mosche e, nel seminterrato, il cane smembrato. Il bambino si scusa, rivelando che qualcuno lo sta possedendo ogni notte.

La madre decide quindi di riportarlo da Arthur, il quale lo ipnotizza nella speranza di intraprendere una regressione della vita passata, che gli permetterà di parlare con lo spirito che convive nel corpo di Miles. Arthur scopre che i genitori dello spirito erano in realtà immigrati ungheresi e chiede insistentemente a Miles di rivelare il nome della persona che occupa il suo corpo. L’entità assume il totale controllo del bambino e dice all’uomo che se rivelerà qualsiasi cosa alla madre lo denuncerà alla polizia fingendo un abuso. Durante il ritorno a casa di Miles e Sarah, Arthur trova “Scarka” incisa nel suo divano di pelle con le unghie del bambino.

Arthur decide di chiamare Sarah, spiegandole che il corpo di Miles è posseduto dall’anima dell’assassino Edward Scarka. Sarah scopre che quest’ultimo è morto solo pochi minuti prima della nascita di Miles, ed è sorpresa nel vedere come Miles abbia due occhi di colore diverso proprio come lui. John e Sarah decidono allora di internare il bambino in una struttura psichiatrica; l’uomo va a prendere in macchina il figlio a scuola, ma, durante il tragitto di ritorno, Miles lo pugnala con delle forbici facendogli fare un incidente. John finisce in ospedale in coma.

Nel frattempo, nella stanza di Miles, Sarah scopre una serie di ritagli di giornale sui crimini di Edward, così come un libro di Margaret St. James, l’ultima vittima di Edward che è riuscita a sopravvivere. Sarah pensa quindi che quest’ultimo sia tornato per tentare di ucciderla e completare il lavoro. Decide allora di uccidere lei stessa la donna: si munisce di pistola, droga Miles con dei sonniferi e si dirige alla casa dell’ignara signora. Lì giunta tenta di spararle, ma all’improvviso entra il bambino e uccide la donna con un coltello da cucina.

Sarah insegue Miles fuori dalla casa in un frutteto sperando che lo spirito dell’assassino se ne sia andato, ma scopre che Edward ha ormai preso il pieno controllo del corpo del bambino. Inorridita, Sarah estrae la sua pistola per sparargli, ma viene a sua volta uccisa da un contadino di passaggio che le spara con un fucile. Qualche tempo dopo, Miles viene accolto in una nuova famiglia: nella sua camera da letto, fissa uno specchio e scorge l’immagine di Edward.

I bambini sono l’immagine dell’innocenza. Ecco perché spesso vengono usati nell’horror per veicolare sentimenti malvagi, proprio per creare un efficace effetto di contrasto. Esemplare, in questo senso, è il famoso racconto “Piccolo assassino” di Ray Bradbury.

Ma i bambini, oltre che rappresentanti del Male in se stessi (sia quello propriamente umano come ne L’innocenza del diavolo o ne Il giglio nero sia quello soprannaturale come i tanti piccoli Anticristo che hanno popolato gli horror nel corso dei decenni), possono essere posseduti dall’animo malvagio di qualcun altro (tra i tanti esempi si può ricordare Sharon’s Baby). Come in parte accade in questo film che rielabora l’antico e popolare concetto della reincarnazione per ipotizzare il passaggio dell’anima di uno spietato serial killer nel corpo di un neonato. Il che è tecnicamente diverso dalla possessione, come spiega nel film l’esperto di turno. Sta di fatto che il bambino si trova ad avere dentro di sé due anime che cercano di prendere il sopravvento: la sua originale e quella dell’altro, malvagio.

Qualche jump scare è piazzato al punto giusto, anche con un’azzeccata sequenza onirica, per tenere desta l’attenzione e focalizzarla sul dramma in essere all’interno del piccolo protagonista e della sua famiglia. La progressione della storia è di tipo molto classico, ma conserva una certa efficacia. Le sorprese non sono molte, ma l’effetto di spiazzamento – con il male che alberga in un bambino dall’aria innocente, in modo che nessuno possa credere che sia in grado di compiere cattive azioni – è sempre notevole.

Anche lo sconcerto dei genitori nel rapportarsi con un figlio che sentono sempre più alieno e tuttavia in pericolo è un elemento psicologico di sicuro interesse, giocato con buon profitto nella trama. La figura materna, ottimamente interpretata da una sensibile e intensa Taylor Schilling, è maggiormente approfondita nel suo conflitto psicologico, mentre quella paterna, come avviene spesso nei film, è più monolitica e superficiale, oltre che sostanzialmente inefficace. La suspense della seconda parte del film è ben sostenuta e il quadro che si delinea via via è sempre più inquietante sino a una soluzione che mette in risalto la forza dell’amore materno contro (quasi) ogni cosa.

Oltre a quella di Taylor Schilling è molto buona anche la prova del piccolo Jackson Robert Scott che, dopo il cruciale ruolo di Georgie in It, si conferma interprete efficace nell’horror, in una parte non facile. Il regista Nicholas McCarthy aveva mostrato buone qualità, tra alcune incertezze, nell’horror Oltre il male e denota buoni progressi nella gestione del racconto: nulla di particolarmente nuovo, ma lo sviluppo della storia è teso e avvincente, grazie anche all’apporto dello sceneggiatore Jeff Buhler, specialista nel genere. Da notare anche il montaggio serrato e la concisione narrativa: pregi, questi, che è raro trovare di questi tempi.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Eagle Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Eagle Pictures
Distributore Eagle Pictures
Anno pubblicazione 2019
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese
Sottotitoli Italiano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Trailer

Scheda Film