The Strangers 2: Prey at Night

The Strangers 2: Prey at Night è un film di genere horror, thriller del 2018, diretto da Johannes Roberts ed interpretato da: Christina Hendricks, Bailee Madison, Martin Henderson, Lewis Pullman, Emma Bellomy, Damian Maffei, Lea Enslin.


The Strangers Prey at Night, il film diretto da Johannes Roberts e basato su fatti realmente accaduti, vede protagonisti Cindy (Christina Hendricks) e suo marito Mike (Martin Henderson) che decidono di fare un viaggio in roulotte con i loro due figli adolescenti, la ribelle Kinsey (Bailee Madison) e Luke (Lewis Pullman).

Quella che inizia come una comune gita familiare si trasforma presto nel loro peggior incubo all’arrivo in un camping abbandonato.

Nel buio della notte, tre psicopatici mascherati, con inspiegabili intenti omicidi, faranno loro visita per spingerli oltre il limite umano.

Diretto da Johannes Roberts, che con l’horror si era già cimentato al timone di The Other Side of the Door e 47 metri, The Strangers: Prey at Night è la storia di una nuova famiglia disfunzionale composta dalla madre Cindy (Christina Hendricks), il padre Mike (Martin Henderson), il figlio Luke (Lewis Pullman) e la figlia Kinsey (Bailee Madison). Il quartetto si sta dirigendo verso un campeggio per roulotte dove passare un po’ di tempo insieme prima che la figlia vada a studiare presso un collegio, in seguito alla sempre peggior condotta scolastica. Giunti sul posto, diverranno le prede nella folle caccia di tre misteriosi sconosciuti: Dollface (Emma Bellomy), Pin-Up (Lea Enslin) e L’Uomo con la maschera (Damian Maffei).

Il regista mette subito in chiaro il tipo di film che ha in mente di portare sullo schermo, che poco ha a che vedere con il filone sempre più diffuso nel genere che tanto fa affidamento su jumpscare e twist narrativi al limite del ridicolo, avvolgendo piuttosto lo spettatore in uno stato di attesa e ansia prima di sferrare le sferzate che facciano esplodere la tensione creata fino a quel punto. The Strangers: Prey at Night, con le sue scelte musicali e i suoi tempi nel montaggio, guarda infatti più agli slasher degli anni ’70, come Halloween di John Carpenter, allontanando da sé i montaggi forsennati e riducendo l’ironia all’osso, compensando con una colonna sonora pop anni ’80; dopo la glaciale presentazione degli assassini, una buona prima parte del titolo ha il compito di avvicinarci alla famiglia protagonista, delineando i profili di ciascun membro: i genitori premurosi, lui più speranzoso che tutto vada per il meglio, lei più protettiva e ansiosa; il figlio maggiore che vive controvoglia quella gita fuori porta e che non perde occasione per infastidire la sorella; quest’ultima, nel pieno dell’adolescenza, in una fase di pura ribellione e incapace di costruire una sana relazione con il resto dei propri cari.

Più che un vero e proprio sequel, The Strangers – Prey at Night è in realtà un’operazione a metà tra remake (diverse dinamiche e situazioni già viste nella pellicola del 2008 vengono ricalcate pedissequamente) e reboot (evidente è la volontà, nel tentativo di lanciare un franchise horror low budget, di riproporre un soggetto di base con alcune variazioni a un pubblico ignaro del film precedente). Se in The Strangers una coppia in crisi veniva assediata all’interno di una casa sperduta della provincia americana da tre giovani assassini mascherati assetati di sangue, qui a tentare di scampare dalla follia omicida dei medesimi personaggi, in un luogo diverso ma altrettanto isolato, è una famiglia in cui il padre e la madre sono alle prese con i turbamenti adolescenziali della figlia che si appresta ad andare al college.

The Strangers 2 – Prey at night riprende ciò che nel 2008 Bryan Bertino aveva inaugurato con il primo film, confermandosi un discreto prodotto di genere senza grosse pretese. Il tema del primo capitolo non è aggiornato in maniera radicale, alcune sequenze risultano infatti ridondanti e “già viste”, nonostante una buona costruzione delle inquadrature e un interessante uso della fotografia e delle musiche. Maniacale la cura dei dettagli e la volontà di rendere il progetto dinamico, sorprendente a più riprese, evitando con attenzione di inseguire una carneficina scontata a tutti i costi.