The Visit

The Visit è un film horror del 2015, scritto e diretto da M. Night Shyamalan e girato in stile falso documentario ed è interpretato da Olivia DeJonge, Ed Oxenbould, Deanna Dunagan, Peter McRobbie, Kathryn Hahn, Celia Keenan-Bolger, Samuel Stricklen, Patch Darragh, Jorge Cordova, Benjamin Kanes, Ocean James, Seamus Moroney.


Loretta è una donna separata e madre di due ragazzini: Rebecca, di quindici anni, e Tyler, di tredici. Da circa quindici anni non ha più alcun rapporto con i suoi genitori, colpevoli di non avere mai accettato la sua relazione sentimentale con il padre naturale dei suoi figli, considerato dalla coppia non adatto poiché molto più grande di lei. Tuttavia, un giorno, su insistenza degli anziani, Loretta decide di mandare i suoi figli per una settimana nella loro casa in Pennsylvania per farglieli conoscere. Dovendo lei andare proprio nello stesso periodo in crociera con il suo nuovo compagno, i tre rimangono d’accordo di sentirsi via Skype.

Appena arrivati a casa dei nonni, i due ragazzini instaurano subito un buon rapporto con la coppia. La loro vita sembra difatti del tutto normale, serena, con la nonna che ama cucinare e sforna ogni giorno piatti prelibati ed il nonno dedito soprattutto al bricolage e al lavoro nelle stalle. I due si occupano, fra l’altro, anche di volontariato presso il locale ospedale, assistendo due volte la settimana persone malate o con problemi mentali. Come in tutte le famiglie, anche nella loro vigono alcune regole da rispettare, semplici ed innocue, a parte una: il divieto di uscire dalla camera da letto dopo le nove e mezzo. Una sera, volendo andare a prendere in cucina alcuni biscotti fatti in casa per soddisfare la sua fame notturna, Rebecca infrange la regola, uscendo dalla stanza e scoprendo la nonna intenta a vomitare mentre cammina in vestaglia al piano inferiore. Spaventata, chiede spiegazioni al nonno, il quale le confida che la donna soffre di un disturbo chiamato “Sindrome del tramonto”, che colpisce gli anziani, facendogli compiere gesti inconsci ed inconsulti al calar del buio. Successivamente, Tyler scopre invece che nel capanno degli attrezzi il nonno tiene una montagna di pannoloni sporchi. Volendone sapere il motivo, parla con la nonna, la quale le confida che il marito è incontinente ma, essendo ancora un uomo forte e in salute, si vergogna di questa sua situazione a tal punto da nascondere i pannoloni per bruciarli nei campi.

Sulle prime, i ragazzini credono alle spiegazioni dei due anziani e non danno tanto peso alla cosa, rincuorati anche dal fatto che, durante una conversazione con la madre via Skype, la donna confida loro che i genitori sono sempre stati eccentrici sin da quando lei era una ragazzina. Tuttavia, un giorno, dopo aver ricevuto la visita di un medico e di una ex paziente dell’ospedale presso il quale la coppia presta il suo servizio di volontariato che mostrano preoccupazione per non averli più visti e a seguito di comportamenti sempre più strani, soprattutto da parte della nonna, i due fratelli decidono di nascondere una videocamera in salotto per monitorare la situazione notturna. Il mattino seguente, visionato il filmato che mostra la nonna correre, sbattere le porte e brandire un coltello da cucina per poi tentare di entrare nella loro stanza, i ragazzini chiamano allarmati la madre, nel frattempo tornata dalla crociera, pregandola di andare a prenderli subito. Preoccupata, la madre chiede loro il motivo di tanta fretta e, quando i due fratelli le mostrano via webcam, attraverso la finestra della cucina, i nonni intenti a trafficare nel pollaio, la donna dice loro che quelle due persone non sono i loro nonni. Terrorizzata, dice ai figli di scappare dall’abitazione, mentre lei chiama la polizia. Qualsiasi tentativo di lasciare la sera stessa la casa da parte dei ragazzi si rivela tuttavia vano, a causa dei “nonni” che li tengono sotto controllo con la scusa di un gioco da tavola. Ad un certo punto, però, Rebecca riesce ad allontanarsi dalla cucina con la scusa di dover mettere in carica la batteria della sua videocamera. Entrata invece nella cantina della casa, scopre prima tutti gli effetti personali, poi i cadaveri dei suoi veri nonni in un bidone. Scoperta dal “nonno”, che nel frattempo ha tramortito Tyler, viene rinchiusa nella stanza da letto, al piano superiore, dove si scontra con la “nonna”, riuscendo infine ad ucciderla tagliandole la gola con una scheggia di vetro. Riesce poi a scendere al piano di sotto per aiutare il fratello: questi, ripresosi dal colpo ricevuto dal “nonno”, ingaggia con lui una colluttazione, uccidendolo a furia di colpi alla testa.

Usciti dalla casa sotto la pioggia, vedono arrivare le auto della polizia e la madre, che li soccorre e li riporta a casa.

I veri nonni dei ragazzini prestavano aiuto presso l’ospedale psichiatrico a una coppia di malati di mente, i quali li hanno uccisi e preso il loro posto allo scopo di conoscere i due fratelli, dal momento che ne sentivano parlare spesso. Anni prima, la donna aveva gettato in un pozzo i suoi due figli, poiché credeva che lo stesso fosse un lago dove esseri alieni si prendevano cura degli umani, liberandoli dalle impurità. Il loro piano era dunque far fare ai figli di Loretta la stessa fine.

Shyamalan ci ha abituato a meccanismi narrativi costruiti con grande attenzione ai dettagli e a colpi di scena fulminanti, a partire dal film che l’ha reso famoso, The Sixth Sense – Il sesto senso. Con il passare degli anni e dei film questa lucidità si è un po’ appannata anche forse per il legittimo desiderio di cambiare e per l’ambizione – a volte mal riposta – che il successo ha alimentato. Dopo tanto girovagare e diversi film non sempre all’altezza delle sue capacità, Shyamalan ritorna all’horror in modo quasi umile, con un film a basso budget, dimostrando d’essere ancora capace, se concentrato sul pezzo, di intrattenere e inquietare. Usa il found footage, un format ormai più che abusato, ma lo fa in modo sapiente: Rebecca rappresenta il regista, teorizza il documentario che sta girando e affida al fratello una seconda telecamera, facendolo così diventare una sorta di regista della seconda unità e ampliando i punti di vista. L’utilizzo delle immagini di due telecamere consente così di ovviare in modo efficiente, grazie al montaggio, alle ristrettezze più evidenti del format.

Come consuetudine in questo genere di film realizzati come se fossero composti dal montaggio di riprese “vere”, l’inizio è su toni allegri e scanzonati per introdurre un po’ alla volta gli elementi perturbanti. In questo caso, il primo accenno è sottilmente ambiguo: una ripresa da lontano, effettuata da Tyler, con il nonno che, misteriosamente nei pressi di un capanno, non risponde al saluto del ragazzo. Ciò che avviene successivamente è, sulle prime, più bizzarro che pauroso, come lo stranissimo gioco a nascondino sotto la casa, capace di instillare una notevole inquietudine. Ma tutti gli avvenimenti strani che via via si susseguono sono caratterizzati da un certo tasso di imprevedibilità non tanto per il fatto di accadere quanto nelle loro modalità, diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare anche in un film horror. Gli avvenimenti sono così insoliti e inseriti in un quadro realistico che i ragazzi – provenienti da una famiglia disgregata ma tutto sommato felice – sono quasi incapaci di riconoscerli come tali e, spinti dal desiderio di ricondurre ogni stranezza all’interno del tranquillo e confortevole alveo della normalità, prendono atto ogni volta delle spiegazioni che vengono loro fornite e lasciano strisciare pian piano l’inquietudine dentro la normalità.

Shyamalan usa cliché tipici dell’horror, ma lo fa con convinzione, introducendo lo spettatore dentro la storia e coinvolgendolo – anche con un buon approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto i ragazzi – per poi spaventarlo. Talvolta giocando contro le aspettative, come nel caso del forno, oggetto simbolo che evidenzia come in effetti questo film sia in sostanza un aggiornamento horror della tradizione fiabesca.

Il colpo di scena, inaspettato in puro stile Shyamalan, arriva forse un po’ troppo presto e incanala il film su binari più normali pur se la tensione si mantiene comunque alta e certi momenti, come il tesissimo gioco di società, siano di alta scuola. Non manca poi di emergere un significato morale non banale.

Complessivamente bravo il cast con Olivia DeJonge in evidenza e Deanna Dunagan capace di giocare più registri in chiave horror. Ma anche Peter McRobbie, nel ruolo del nonno, se la cava molto bene.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreUniversal
DistributoreUniversal
Anno pubblicazione2016
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video1,85:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 Dolby Digital: Italiano Francese Tedesco Spagnolo Hindi 5.1 DTS HD: Inglese
SottotitoliInglese NU Italiano Francese Tedesco Spagnolo Danese Olandese Finlandese Islandese Norvegese Portoghese Svedese Arabo Hindi
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraIl Making Of
Scene Eliminate
Le Foto di Becca
Finale alternativo

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreUniversal
DistributoreUniversal
Anno pubblicazione2016
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video1,85:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese Italiano Francese Tedesco Spagnolo Turco Hindi
SottotitoliInglese NU Italiano Francese Tedesco Spagnolo Danese Olandese Finlandese Islandese Norvegese Portoghese Svedese Turco Arabo Hindi
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraScene Eliminate
Finale alternativo

Scheda Film