The Walk

The Walk è un film biografico del 2015 co-scritto e diretto da Robert Zemeckis ed interpretato da Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley, Patrick Baby, Marie Turgeon, Soleyman Pierini, Mark Trafford, Charlotte Lebon, Clement Sibony.


The Walk racconta la storia vera di un giovane sognatore, il funambolo Philippe Petit, che ha compiuto un’impresa passata alla storia: passeggiare fra le Torri Gemelle del World Trade Center in equilibrio su un filo d’acciaio. Con tanto coraggio e un’ambizione cieca, Petit riesce a superare i limiti fisici, la paura e i divieti delle forze dell’ordine e vincere così la sua sfida contro tutto e tutti.

Ci sono due torri, due paesi e due anime nel film di Zemeckis. C’è la Parigi della prima parte, che pare uscita da un musical di Stanley Donen apparso fuori tempo massimo, dove i protagonisti della storia più che arrampicarsi sul filo si arrampicano sugli specchi per giustificare il loro utilizzo dell’inglese, dove la finzione scolora la realtà nonostante costumi e fotografia s’ingegnino per fare l’opposto, dove accade esattamente ciò che non dovrebbe accadere sulla corda, e cioè che si finge, e questo – Philippe l’ha appreso dal suo mentore Papa Rudy – questo il pubblico lo sente.

Poi le cose cambiano, attraversato l’oceano la prospettiva si ribalta: qui Zemeckis fa sul serio e anche questo il pubblico lo sente. Il “colpo” di Petit diventa il colpo del regista; la posta in gioco è ambiziosa e la tecnica è tutto. Scollati dal suolo, a partire dalla notte sul tetto, il sogno del funambolo francese e il cinema dell’americano s’incontrano, sono fatti della stessa materia, comandano la temporalità con le loro leggi particolari, rubano il respiro, gelano le mani per l’emozione e per la temperatura dell’aria del cielo all’alba.

Se nell’intro del film, Petit/Gordon Levitt rifiutava di trovare un perché alla sua impresa, facendosi bastare il richiamo della bellezza e dello spettacolo, in coda, al contrario, Zemeckis sembra giustificare la sua scelta di girare The Walk col desiderio di partire da una storia vera per parlare di un’altra storia vera, fatta anch’essa di ansia e di vertigine, ma di segno opposto: una storia in cui l’equilibrio del mondo va in pezzi e i corpi precipitano anziché danzare sospesi. Quello rivolto all’undici settembre è un pensiero fin troppo evidente, per quanto reso silenziosamente, ma anche inevitabile. “La nostra civiltà – scriveva, all’indomani della tragedia, Paolo Lagazzi – è un sogno sospeso a un filo sottile”.

La spinta per il decollo, Robert Zemeckis l’aveva già trovata nelle fasi preparatorie di quell’evento straordinario e (purtroppo) irripetibile realmente avvenuto nel 1974 e già raccontato in Man on Wire (che il regista americano pare conoscere piuttosto bene): quando il funambolo e i suoi studiano il piano per intrufolarsi sui tetti del World Trade Center, e quando lottano contro il tempo per tendere il cavo in sicurezza.

Il volo, quello vero e proprio, con la sua ebbrezza e la sua magia, che ricalcano quelle del coup sognato e inseguito da Petit con folle e artistica, determinazione, avviene nel momento in cui il francese fa il suo primo passo, inizia la passeggiata del titolo, e la porta avanti per un tempo quasi impossibile, andando avanti e indietro lungo quei 42 metri e mezzo sospesi nel vuoto per ben otto volte, irridendo la polizia che l’aspettava a un capo come all’altro, come in un comica di Stanlio e Ollio, annullandosi nella bellezza del gesto e nel brivido placido della conquista.

In quella trentina di minuti, Robert Zemeckis centra momenti di cinema potente e straordinario, che fanno perdonare le goffe incertezze di una parentesi parigina lontana parente delle dei toni dolciastri e farseschi di Amélie, e l’invadenza ammiccante del coro dello stesso Petit/Gordon-Levitt, che racconta la sua storia dall’alto della fiamma della Statua della Libertà fin dalla sequenza iniziale del film.

La pellicola è l’adattamento cinematografico del libro Toccare le nuvole fra le Twin Towers. I miei ricordi di funambolo (To Reach the Clouds), scritto dallo stesso Petit nel 2002, ripubblicato in contemporanea con l’uscita italiana del film col titolo The Walk.

Si tratta della terza opera cinematografica basata sulla traversata di Philippe Petit, dopo il cortometraggio High Wire di Sandi Sissel del 1984 ed il documentario Man on Wire – Un uomo tra le Torri di James Marsh, che vinse il Premio Oscar per il Miglior documentario nel 2009.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray 3D + Blu Ray

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2016
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 Dolby Digital:Italiano Spagnolo Catalano5.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese Spagnolo catalano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Scene eliminate
L’incredibile traversata
Primi passi
Pilastri di sostegno

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2016
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico 1080p
Formato audio 5.1 Dolby Digital:Italiano Spagnolo Catalano5.1 DTS HD: Inglese
Sottotitoli Italiano Inglese Spagnolo catalano
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Scene eliminate
L’incredibile traversata
Primi passi
Pilastri di sostegno

Scheda Tecnica Edizione DVD

Produttore Sony Pictures
Distributore Universal
Anno pubblicazione 2016
Area 2 – Europa/Giappone
Codifica PAL
Formato video 2,40:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Inglese Inglese NV Francese
Sottotitoli Italiano Inglese Arabo Francese Hindi Inglese NU Olandese Polacco
Tipo confezione Amaray
Numero dischi 1
Extra Pilastri di sostegno

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