Una notte da leoni 3 (The Hangover Part III) è un film del 2013 diretto da Todd Phillips e con Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Ken Jeong, Heather Graham, Justin Bartha, John Goodman, Mike Tyson, Mike Epps, Sasha Barrese, Melissa McCarthy, Jeffrey Tambor, Gillian Vigman, Danielle Burgio, Sondra Currie, Damion Poitier, Lela Loren, Jonny Coyne, Danny Le Boyer, Scott Anthony Leet, Peter Chao, Patty Chong, Lewis Tan, Gladis Giada, Deuandra T. Brown, Rob Mars, Oscar Torre, Matthew Condie, Alan D. Purwin, Dave Weasel, Michael Monteiro, Kevin Deon, B.J., Parker, Harrison Forsyth, Aaron F. Randell, Cameron Zandkarimi, Candy Nickens, Cory Norton, Amy Alyssa. È il sequel del film del 2011 Una notte da leoni 2 ed è il terzo e ultimo capitolo della saga cinematografica.

Chow, approfittando di una rivolta scoppiata nel carcere di massima sicurezza in cui era stato rinchiuso alla fine del film precedente, riesce a evadere grazie a un tunnel nel muro.

Alan, qualche tempo dopo il matrimonio di Stu a Bangkok, ha smesso di prendere da circa sei mesi i suoi farmaci. L’ultimo disastro che combina (bloccare un’intera autostrada poiché la giraffa che trasportava viene decapitata da un cavalcavia troppo basso) costa un pesante sfogo al padre, che viene colto da infarto poco dopo. Sua madre e sua sorella decidono quindi di farlo ricoverare in un istituto psicoterapeutico in Arizona, perciò Doug si rivolge a Phil e Stu affiché il “branco” accompagni Alan nel viaggio.

In autostrada, però, i quattro vengono assaltati da uno squadrone di sicari guidati da Doug, lo spacciatore di colore del primo film, e il suo capo Marshall. Questi ordina al “branco” di ritrovare Chow in quanto questi gli ha rubato un carico di ben ventuno milioni di dollari in lingotti d’oro, frutto a loro volta di una rapina a un magnate arabo (i soldi rubati da Chow sono solo metà del colpo, l’altra metà è nelle mani di Marshall stesso). Marshall inoltre, come garanzia dello scambio, decide di prendere in ostaggio Doug. I tre, ancora una volta, si trovano dunque costretti a vivere un’esperienza infernale.

Stu, Phil e Alan riescono a incontrare Chow a Tijuana, in Messico, poiché Alan si era tenuto in contatto con lui tramite email e i due si sentivano regolarmente. All’incontro, però, Chow scopre Phil e Stu (aveva chiesto ad Alan di venire da solo), ma dopo averlo convinto, lo strampalato criminale asiatico si calma.

I quattro si dirigono quindi in un bar dove i tre tentano di drogare Chow e condurlo così da Marshall; l’asiatico, tuttavia, scopre la droga nel drink e, minacciando Stu con un coltello, si fa spiegare la situazione, per poi accettare di aiutare i tre.

Chow conduce dunque il branco a quella che afferma essere la sua ex villa messicana: qui, infatti, si trova la refurtiva, nascosta dietro un muro. Dopo essersi intrufolato nella villa con la complicità dei tre, Chow li tradisce e scappa con il malloppo, chiudendo i tre nella casa, facendo scattare l’allarme e rubando l’auto di Phil.

I tre scoprono così che la villa non era di Chow, ma di Marshall stesso, il quale, dopo aver ucciso il suo sottoposto Doug per aver permesso ai quattro di intrufolarsi nella villa, afferma che Chow non ha ripreso la sua parte, ma ha rubato quella di Marshall, intascandosi così tutti i quarantadue milioni. Il criminale intima dunque ai tre di ritrovare entro tre giorni Chow, altrimenti Doug sarebbe morto.

Grazie allo smartphone di Alan, che rintraccia quello di Phil (che si trova nella macchina dello stesso rubata da Chow), i tre scoprono che l’asiatico è tornato a Las Vegas. I tre quindi vi ritornano e ritrovano l’auto davanti a un negozio di pegni, nel quale Chow ha venduto uno dei lingotti. La proprietaria, Cassie, non collabora molto con Phil e Stu, ma Alan, esercitando su di lei un incredibile fascino, riesce a farsi dare il nome della agenzia di escort che Cassie aveva consigliato a Chow.

I tre, quindi, chiedono aiuto a Jade, l’escort sposata da Stu nel primo film, la quale ora si è ritirata dall’attività, ha sposato un chirurgo, è di nuovo incinta e cresce felicemente il figlio Tyler. Con questi Alan stringe un rapporto particolare e quando i tre stanno per lasciare casa di Jade, dopo aver scoperto che Chow si trova all’attico del Caesars Palace, il bambino abbraccia Alan, e questi gli regala gli occhiali da sole che gli aveva fatto indossare nel primo film.

Non potendo passare direttamente per l’hotel, Phil decide di calarsi dal tetto nella camera di Chow insieme ad Alan, mentre Stu li aspetta in macchina. Con qualche difficoltà i due riescono a intrufolarsi nella suite di Chow, ma questi li scopre e fugge un’altra volta, gettandosi dal terrazzo con il paracadute. Stu, informato per telefono da Phil, si getta all’inseguimento e, dopo una rocambolesca serie di incidenti, riesce a recuperare Chow, il quale viene chiuso nel bagagliaio dell’auto e condotto allo scambio con Marshall.

All’incontro, dopo aver verificato che la sua parte gli è stata riconsegnata (Chow ha sperperato la sua a Bangkok), Marshall, dopo aver liberato Doug, crivella di colpi il bagagliaio dell’auto credendo di uccidere Chow, ma questi, con la complicità di Alan (che, mentre prendeva l’ultima borsa coi lingotti dal retro dell’auto, ha aiutato Chow a nascondersi lì), esce dal tettuccio dell’auto e uccide Marshall e i suoi scagnozzi. L’asiatico, riconoscente ad Alan, perdona il “branco”, ma quando chiede ad Alan di incontrarsi la settimana successiva, questi rifiuta, dicendo che con Chow si diverte ma il loro divertimento danneggia sia sé stesso che gli altri, pertanto preferisce non vederlo più. A questo punto il gruppo è pronto a tornare a casa, ma Alan preferisce restare a Las Vegas per incominciare una relazione con Cassie.

Sei mesi dopo, Alan convola a nozze con Cassie e, seppur con molta amarezza, comunica ai tre amici che ora che è sposato non potranno più vedersi come prima. Nonostante questo, la mattina successiva, Alan, Phil, Cassie e Stu (al quale sono state applicate delle protesi mammarie) si svegliano in una stanza devastata, come nel primo film, con Doug scomparso, la testa della giraffa decapitata all’inizio appesa a una parete e la stessa scimmietta incontrata dal gruppo a Bangkok. Alan ricorda solo che Chow gli aveva procurato la torta nuziale. Improvvisamente compare Chow, nudo con in mano una katana, che commenta: “È stata una notte da leoni!”.

Terzo ed ultimo capitolo di una serie che non avrebbe mai pensato di andare oltre il primo, Una notte da leoni 3 ritorna intelligentemente sulle tracce del capostipite, non solo perché gli imprevisti del viaggio riportano i nostri eroi in quel di Las Vegas, dove tutto era cominciato, ma perché le risate che strappano tornano a farsi sonore e inevitabili, come e quasi più di allora. E questo accade nonostante le evidenti debolezze della sceneggiatura, il suo far riferimento continuo al passato fuori scena e addirittura ricorso a riassunti verbosi ed estranianti come quello affidato a John Goodman.

Come questo possa accadere è presto detto: il film si appoggia completamente sul potere comico di Zach Galifianakis, al centro della vicenda da cima a fondo, al suo duettare prima con una giraffa, poi con una sua simile di sesso femminile, e a più riprese con Ken Jeong (per esempio nelle esilaranti lettere che i due amici di penna si scrivono da un continente all’altro), e Galifianakis regge l’onere e assolve al compito senza inciampi. Il film è talmente incentrato sul personaggio di Alan (l’unico di cui si racconta una trasformazione) che, se non esistessero i precedenti, si faticherebbe persino a dare una personalità a Phil e a Stu, per non parlare proprio di Doug, comicamente destinato a servire da eterno McGuffin.

Il regista Todd Phillips movimenta la scena ricorrendo, come mai prima, a sequenze di azione piuttosto spettacolari: da quella di apertura, ambientata in Thailandia (e che resta la migliore), a quelle su strada e infine nel vuoto, dall’alto del Caesar’s palace. Ma non sono loro la linfa vitale del film. È senza dubbio alcuno la gara di demenza tra Alan e Chow -il volto angelico e quello diabolico della stessa medaglia- a dettare il ritmo del divertimento e a meritare al film il successo assicurato in partenza.

Proprio in questi giorni la Warner Bros ha rilasciato, per il mercato Home Video italiano, ben quattro diverse edizioni della pellicola. La prima di queste edizioni è costituita dall’ormai scontata edizione DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital. La seconda proposta è, invece, un box che raccoglie tutti e tre i capitoli della saga ovviamente sempre in DVD con traccia video in 16:9 e traccia audio in Dolby Digital 5.1 e sottotitoli in italiano. La terza edizione è in formato Blu Ray, con traccia video con risoluzione a 1080P e traccia audio in DTS HD Master audio pienamente in linea con gli standard dei supporti Blu Ray. La quarta proposta è sempre in formato Blu Ray ed anche in questo caso si tratta di un elegante BOX che raccoglie in se tutti e tre i film della saga con le medesime caratteristiche tecniche della precedente edizione. Purtroppo tutte e quattro le versioni risultano essere prive di contenuti extra e di inserti speciali di particolare e rilevante importanza.