Un'Avventura

Un’Avventura è un film di genere musicale, sentimentale del 2019, diretto da Marco Danieli ed interpretato da: Michele Riondino, Laura Chiatti, Valeria Bilello, Thomas Trabacchi.


Un’avventura, una romantica storia diretta da Marco Danieli e raccontata sulle meravigliose note delle canzoni di Lucio Battisti.

Anni ’70. Giovane e ribelle, Francesca (Laura Chiatti) ha girato il mondo seguendo l’onda della liberazione sessuale. Quando torna al paesello natio, è una persona completamente diversa dalla ragazzina dalle bionde trecce e gli occhi azzurri che ricordava il suo vicino di casa Matteo (Michele Riondino), da sempre innamorato di lei.

Il romantico percorso che Matteo intraprende per conquistare Francesca diventa la scusa per ripercorrere, attraverso spettacolari coreografie e una delicata regia, i più grandi successi musicali di Battisti e Mogol.

on poteva che uscire in sala il 14 febbraio, il musical romantico Un’avventura del regista Marco Danieli. Un progetto coraggioso, non solo per la sperimentazione del nuovo genere, visto in Italia con Ammore e Malavita dei Manetti Bros. Ma, soprattutto, per il tributo fatto a uno dei massimi rappresentati della musica italiana nel mondo, Lucio Battisti. E, infatti, prende vita sulle note delle canzoni del magnifico duo Mogol- Battisti, la travolgente e tormentata storia d’amore fra Matteo (Michele Riondino) e Francesca (Laura Chiatti). Una storia d’amore che si sviluppa per 15 anni, fra la Puglia e Roma degli anni ’70, fatta di passione, nuovi incontri, cambiamenti radicali, tradimenti e pentimenti. Un po’ come succede nella vita reale di tutti.

Ad una prima parte molto simpatica, in cui una Puglia hippie anni ’70 sembra un’oasi felice, fa da contraltare una seconda parte a Roma molto opaca e banale. Se è palese la volontà di ritrarre gli alti e bassi di un amore, il lasciarsi e riprendere quando si è innamorati ma la vita mette i bastoni tra le ruote, è altrettanto palese l’incapacità di pensare un qualsiasi guizzo visivo o narrativo che faccia fare il salto di qualità. O, perlomeno, far uscire dal senso di deja-vu da altri mille film visti su questo tema. Un film esattamente by-the-numbers, direbbero quelli bravi d’oltreoceano.

La storia d’amore tra i due protagonista è costruita nella più completa prevedibilità e, duole dirlo, banalità. Non c’è un qualcosa che sorprenda o specialmente emozioni, e quando arriva qualche colpo di scena, è sempre strumentale a creare la situazione successiva e non motivato da una costruzione sentimentale (non arrivo a dire psicologica, per carità…) dei due protagonisti. Non è una grande storia d’amore, ma l’ennesima storia d’amore vista e rivista. Nel mezzo della quale, ogni tanto, tentativi di inserimento di temi più grandi – i sogni, il lavoro, l’emancipazione – non sono mai minimamente seguiti e sviluppati.

A fare da trait d’union sono, appunto, le canzoni, che diventano parte integrante della drammaturgia. La sfida più grande in questo lavoro cinematografico è toccata, infatti, alla sceneggiatrice Isabella Aguilar. Lei è riuscita a legare alla storia narrata i dieci brani del duo scelti per la pellicola, da Non è Francesca ad Acqua azzurra a 10 ragazze per me.  Non c’è Battisti, non c’è Mogol nella commedia musicale di Danieli. Ci sono solo i loro testi e le canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni, tramandate di genitori in figli.

Portare sul grande schermo questi testi sacri per la musica italiana era una sfida impossibile, che probabilmente però è paradossalmente riuscita proprio per la parte musicale mentre a tradire clamorosamente è quella più prettamente cinematografica. La speranza di un buon riscontro di pubblico c’è, ma sicuramente Mogol ci perdonerà se non gli crediamo quando dice che Lucio Battisti sarebbe stato felice di vedere Un’Avventura dato che gli artisti sperano sempre che la loro arte sia fruita e tramandata al meglio. Certo, se la sala dovesse cantare e saltare potremmo anche perdonarlo perché le nuove generazioni hanno bisogno di riscoprire dei testi che sapevano davvero radiografare la loro contemporaneità con un’unviersitalità tangibile ancora oggi.