Underwater

Underwater è un film di genere thriller, azione, horror del 2020, diretto da William Eubank ed interpretato da: Kristen Stewart, Jessica Henwick, T.J. Miller, Vincent Cassel, John Gallagher Jr., Mamoudou Athie, Gunner Wright.


Underwater, film diretto da William Eubank, racconta la storia di un gruppo di ricercatori incaricati di perforare il fondo della Fossa delle Marianne alla ricerca di risorse.

Mentre si trovano in una base sottomarina, situata sul fondo dell’oceano a sette miglia di profondità vengono colpiti da un forte terremoto, che causa una breccia nella stazione.

Norah (Kristen Stewart), Rodrigo (Mamoudou Athie) e Paul (T.J. Miller) a riescono a salvarsi e insieme al capitano Lucien (Vincent Cassel) raggiungono la base di controllo, dove trovano la biologa Emily (Jessica Henwick) e l’ingegnere Liam (John Gallagher Jr).

Non sapendo cosa sta accadendo fuori dalla base, l’equipaggio decide camminare sul fondo dell’oceano per arrivare alla stazione più vicina, ma la faglia e il conseguente sisma sembrano aver risvegliato qualcosa. Strane cose iniziano ad accadere: segnale che qualcosa di ignoto e minaccioso è pronto ad attaccare questi intrusi nel mondo sommerso.

Un film che parte sin da subito nel peggiore dei modi, con una regia che, il più delle volte, usufruisce di rallenty inutili, come se stessimo assistendo a un qualunque prodotto firmato da Michael Bay. La voglia di osare c’è, d’altro canto stiamo parlando di un regista di talento, ma le carte a sua disposizione, per mostrare allo spettatore qualcosa di veramente suggestivo, sono veramente poche e usate male. Tuttavia, non possiamo non apprezzare l’ottimo lavoro fatto con le atmosfere, dalle inquadrature claustrofobiche, al buio minaccioso attorno ai protagonisti, che per quanto siano serviti per usufruire di un mezzo ormai banale come il Jump-Scare, funzionano davvero bene. Ma il vero problema di Underwater è la sceneggiatura. Seppur ispirata a capolavori dal passato, la storia risulta senza spessore, dalle caratterizzazioni incerte che punta su due elementi in forte contrasto tra loro: l’eroismo e l’umorismo. Non fraintendete, a volte funzionano, ma dipende dal prodotto. Se parliamo di un film targato Marvel è chiaro che uno spettatore difficilmente possa storcere il naso, dal momento che sono due componenti fortemente legate ai personaggi che vengono trasposti, come per esempio un Iron-Man o un Thor.

Ci prova a mandare un messaggio retorico (se non prendiamo a cuore il pianeta prima o poi questo esploderà e noi con lui) senza però crederci troppo, quasi come se ci fosse una certa cinica consapevolezza da parte di questi cineasti di dover fare un film più schietto e divertito. Ne è dimostrazione la voglia di non prendersi troppo sul serio anche nei momenti più tragici (alla prima morte sullo schermo segue un’imbarazzante barzelletta) e una sana dose di ingenuità di scrittura che invecchia il film di almeno vent’anni (i personaggi dicono ad alta voce cosa stanno facendo, i personaggi femminili sono tatticamente inquadrati in modo tale da mettere in primo piano le forme) sicuramente e volontariamente per amore di divertimento (e il finale – non lo raccontiamo, ma ci è quasi scattato l’applauso – è lì a dimostrarlo). Quello che fa più sorridere, però, è vedere come si sia deciso di spendere parecchie decine di milioni di dollari per un film fanta-horror di serie B. Sia chiaro: per 95 minuti abbiamo tensione, mostri, un pizzico di blando erotismo, idee visive e ritmo altissimo, qualche spavento e tanto divertimento. Il nostro è un sorriso di piacere.

Finalmente un film che si ricorda che i B-movie sono una cosa seria, e che non prova a essere qualcosa che non è. I riferimenti a Alien sono tanti ed evidenti, ma non mancano quelli a Creatura degli abissi, Atmosfera zero, e in generale a una stagione nel quale il genere era ancora fieramente artigianale. Belli i mostri lovecraftiani, e coraggioso il finale controcorrente e un po’ cupo. Brava Kristen Stewart, spesso in slip ridotti come Ripley, ma mai inquadrata gratuitamente o con morbosità.