vengo anchio

Vengo anch’io è un film di genere commedia del 2018, diretto da Corrado Nuzzo e Maria Di Biase ed interpretato da: Corrado Nuzzo, Maria Di Biase, Gabriele Dentoni, Cristel Caccetta, Aldo, Ambra Angiolini, Vincenzo Salemme, Francesco Paolantoni, Alessandro Haber.


Vengo anch’io, il film di Nuzzo Di Biase, è la storia di un aspirante suicida, di un’ex carcerata, di un ragazzo con la sindrome di Asperger e di una giovane atleta salentina.

Bastonati dalla vita, e stanchi di mettersi in gioco perché oramai assuefatti alla sconfitta, per uno strano scherzo del destino saranno costretti a intraprendere un viaggio insieme che li porterà a confrontarsi con il proprio passato, a lottare con i propri demoni e a uscire dalle proprie solitudini.

Una banale gara di canottaggio amatoriale li renderà un gruppo coeso, desideroso di un riscatto a tutti i costi. Per vincere bareranno e perderanno in malo modo, ma non sarà una vera sconfitta, perché intanto scopriranno di essere diventati una famiglia che è in grado di trasformare in successo la somma delle loro sconfitte individuali.
Una singolare, eccentrica, ma invidiabile famiglia che tutti vorremmo avere come vicini di casa.

Diciamolo subito: Vengo anch’io, che per i registi e attori che fanno anche teatro e tv ha significato prima di ogni altra cosa rispetto della storia e degli uomini e le donne che la popolano e la portano avanti, non è il solito film di comici, non procede per “strappi” o balzelloni, o gag in puro stile slapstick e battute a raffica improvvisate magari sul set. No, Vengo anch’io è una commedia come se ne vedono ben poche, in cui due personaggi inizialmente quasi estremi (una bomba di esuberanza e grinta lei, un abulico piuttosto sconsolato lui) si avviano verso un processo di normalizzazione e quindi di avvicinamento allo spettatore e si scambiano le parti, o meglio la forza e “le palle”, diventando più incerta e disarmata (e disarmante) la prima e più scaltro il secondo.

È raro che un film affronti l’argomento della sindrome di Asperger evitando i cliché che ci portiamo dietro come un’eredità non voluta, eppure estremamente radicata nella nostra mente. Certo non sarà quest’esempio a estirparla, però può essere indicativo di una tendenza che sta prendendo piede – anche nel cinema italiano (quest’anno sono stati realizzati In viaggio con Adele di Alessandro Capitani e Quanto basta di Francesco Falaschi) – di approfondire con un fine più o meno sociale la (neuro)diversità. Vengo anch’io, opera d’esordio del duo Nuzzo Di Biase, lo fa con i toni a loro familiari della commedia giocando proprio con i luoghi comuni della sindrome per dimostrare che non sempre sono veri, anzi.

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase con il loro primo lavoro Vengo anch’io si collocano esattamente nel mezzo dell’efficacia di quella comicità derivante da altre sponde, rivelandosi adatti per la vena positiva che sono in grado di portare e scivolando con l’inesperienza del medium con cui non tutti sono capaci di comunicare al meglio. Il film della coppia ha infatti, nella sua cercata semplicità, momenti di spirito che funzionano perché mostrano la volontà di riuscita del duo e di conseguenza un lavoro evidente sulla sceneggiatura, ma al contempo si rivela quanto mai palese l’ingenuità verso l’approccio ai ritmi comici di cui il cinema ha bisogno.

Sono presenti attimi di sincera freschezza tra momenti comici e dove la realtà frena la risata. Il duo comico sa far sorridere con una comicità cinica, a tratti surreale, senza mai dimenticare di usare una certa delicatezza nell’affrontare temi delicati quali il suicidio, il carcere e la sindrome di Asperger. Riusciti e ben calibrati, inoltre, i camei di Ambra Angiolini, Francesco Paolantoni, Alessandro Haber e Aldo Baglio.

Come già affermato le intenzioni di creare qualcosa di nuovo da parte del duo comico ci sono tutte e si spera che alla prossima sfida riescano ad uscire dalle catene sicure dello standard italiano.