Wolf Call

Wolf Call – Minaccia in alto mare (Le chant du loup) è un film del 2019 scritto e diretto da Antonin Baudry ed interpretato da: François Civil, Omar Sy, Reda Kateb, Mathieu Kassovitz, Paula Beer, Etienne Guillou-Kervern.


Il Titano, un sottomarino nucleare francese, è in missione al largo della costa siriana comandato al comandante Grandchamp e dal suo assistente D’Orsi.

Mentre una fregata iraniana inizia a inseguirli, l'”orecchio d’oro” del sottomarino, Chanteraide, capta un suono dubbio ma non lo identifica esattamente. Pensa di riconoscere un sottomarino russo, che non corrisponde a nessuna imbarcazione attiva e finisce per classificare il suono come un capodoglio malato. Questo errore mette in serio pericolo di vita l’intero equipaggio. Cercando di recuperare la fiducia dei suoi compagni, Chanteraide si metterà in una situazione ancora più complicata al fine di trovare l’origine della traccia.

Sceneggiatore di fumetti con lo pseudonimo di Abel Lanzac (Quai d’Orsay), Antonin Baudry cambia ‘corpo’ ma non spirito, firmando una spettacolare opera prima che non dà tregua fino alla risoluzione finale.

Dopo aver adattato per Bertrand Tavernier Quai d’Orsay, commedia sull’esercizio del potere, Le Chant du loup conferma una certa idea del dovere e di subordinazione a un assoluto. Gli ufficiali dei sottomarini formano un corpo devoto alla loro missione proprio come il ministro degli Affari Esteri lavora giorno e notte per preservare l’equilibrio del mondo. Ma si tratta di due differenti forme di racconto ‘a porte chiuse’, una nelle profondità marine, l’altra dentro gli studi dorati del potere, e di due progetti cinematografici opposti.

Le Chant du loup coniuga con audacia rara intrigo geopolitico e thriller d’azione. Un matrimonio tra riflessione profonda e immersione totale, tra azione pura e studio dei caratteri. Il film riposa sugli ingranaggi della dissuasione nucleare e sul principio dell’orecchio d’oro, ovvero un ufficiale all’ascolto di suoni sott’acqua per identificare una minaccia potenziale.

Interpretato da François Civil, giovane astro nascente del cinema francese, il protagonista si concentra su una vibrazione minacciosa che fatica a decifrare. In un qualsiasi altro film (americano) il suo lavoro sarebbe stato bypassato ma non qui. Personaggio a fior di pelle sull’orlo di un precipizio, la sua attività è sondata da vicino, con un’esattezza tecnica e un iperrealismo che serve la suspense e lo spettacolo ma apre altresì una dimensione profondamente poetica e misteriosa.

Film denso e immersivo, il debutto alla regia di Antonin Baudry affronta questioni geopolitiche, la guerra nucleare e più specificamente il conflitto tra il dovere di sottomettersi agli ordini e l’intuizione umana, sovente più esatta di regole rigorose e immutabili. A capo di un sommergibile e di un equipaggio di stelle (Omar Sy, Reda Kateb, Mathieu Kassovitz), il regista scandaglia un’istituzione in cui rigidità rima con assurdità.

Avendo per viatico una citazione di Aristotele (“Ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”), Le Chant du loup concentra in un interno un pugno di uomini d’onore confrontati in permanenza col pericolo e l’inferno del dovere. Attorno a loro si intreccia la tela di una tragedia antica di cui l’essenziale si consuma a bordo del sottomarino. Uniti sotto lo stesso ideale, dovranno scegliere tra amicizia e morte. Perché Le Chant du loup non è soltanto un film d’azione alimentato da superbe immagini all’interno e all’esterno del sottomarino, è soprattutto un confronto tra uomini che condividono lo stesso destino, che praticano la professione con la stessa dedizione.

I personaggi, tutti franchi e diretti, disegnano una coreografia verbale e gestuale dentro uno spazio sommerso, sprofondato, intento ad auscultare il nemico, a convocare l’invisibile iscritto al cuore del soggetto. Ad aggiungere alla tensione drammatica una dimensione metafisica ci pensano poi gli sguardi, i silenzi e la sensibilità della performance di François Civil, che sembra suggerire la presenza di un mistero.

Le Chant du loup è una favola nucleare che mantiene le sue promesse dalla prima all’ultima immagine, rendendo omaggio a tutti i classici del genere, pieni di termini tecnici incomprensibili e di un’inesorabile tensione claustrofobica (Mare caldo, Caccia a Ottobre rosso, U-571). A mollo tra effetti sonori avvincenti e le note elettriche di Tomandandy, tutto nel film si combina con fluidità, eludendo il sensazionalismo gratuito e la necessità di un happy end. Antonin Baudry spolvera con eleganza le convenzioni, riemergendo dal mare una forma di eroismo pudico, nervoso e teso che tiene incollati alle sedie.

Scheda Tecnica Edizione Blu Ray

ProduttoreAdler Entertainment
DistributoreCecchi Gori HV
Anno pubblicazione2019
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico 1080p
Formato audio5.1 Dolby Digital: Italiano Originale
5.1 DTS HD: Italiano Originale
SottotitoliItaliano Italiano NU
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Tecnica Edizione DVD

ProduttoreAdler Entertainment
DistributoreCecchi Gori HV
Anno pubblicazione2019
Area2 – Europa/Giappone
CodificaPAL
Formato video2,35:1 Anamorfico
Formato audio 5.1 Dolby Digital: Italiano Originale
SottotitoliItaliano Italiano NU
Tipo confezioneAmaray
Numero dischi1
ExtraTrailer

Scheda Film