Il grande dittatore

Dall’11 gennaio, Il grande dittatore tornerà nelle sale in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, che ne curerà la distribuzione per il ciclo per il ciclo Il Cinema Ritrovato.

Dalla stesura delle prime bozze all’uscita in sala del Grande Dittatore trascorsero due anni. Due anni in cui mutò il mondo: il 12 novembre 1938, tre giorni dopo la ‘Notte dei cristalli‘, Chaplin fece infatti richiesta di depositare il titolo alla Library of Congress. Il primo ciak fu battuto il 9 settembre 1939, otto giorni dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale. La proiezione a New York fu il 15 ottobre 1940 e due giorni dopo il Minculpop emanò la perentoria disposizione di «ignorare la pellicola propagandistica dell’ebreo Chaplin». Il grande dittatore sarebbe stato proiettato solo alla fine di ottobre 1944 a Roma e Firenze. Il Nord Italia avrebbe dovuto attendere la Liberazione per vederlo. Adesso il capolavoro di Chaplin torna nei cinema nella versione che lo stesso regista aveva concepito.

Charlie Chaplin interpreta Adenoid Hinkel, dittatore di Tomania, spassosa parodia di Adolf Hitler, intento a conquistare il mondo e a confabulare con l’alleato Benzito Napalani, altrettanto azzeccata scimmiottatura di Benito Mussolini, interpretato da Jack Oakie. Nel mito del cinema internazionale restano leggendarie le scene di Chaplin/Hinkel che danza con una gigantesca palla raffigurante la Terra o litiga con Napaloni a colpi di wurstel e spaghetti,
La scena madre del film è, tuttavia, il Discorso all’umanità: non sarà il despota Adenoid a pronunciarlo, ma il suo sosia. Un barbiere ebreo che in seguito a ferite riportate nella guerra mondiale del 1915-18 aveva perso la memoria, sempre interpretato da Chaplin, vittima dei soprusi subiti dal regime, che parlerà in mondovisione di pace, libertà, uguaglianza e fraternità, in una delle più toccanti denunce cinematografiche contro le guerre e le dittature.

Chaplin vs. Hitler. Quattro sono i giorni che separano le date di nascita di Charles Chaplin (16 aprile 1889) e Adolf Hitler (20 aprile dello stesso anno). Da un lato, l’attore più celebre del mondo, dall’altro lato, il dittatore che ha incarnato l’idea stessa del male nel mondo, le loro vite non potevano essere più diverse e separate a parte quei baffetti di scena che pare fossero il vero motivo per cui Hitler avesse messo al bando Tempi moderni e che facevano sostenere a Chaplin: “Mi ha rubato i baffi!